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Rimbalza il clandestino: la legge è eguale per tutti.

Scrivevo ieri a proposito dei 5 minorenni denunciati per aver creato un gruppo su Facebook attraverso il quale hanno offeso la loro professoressa che credo sia giusto responsabilizzare soprattutto i più giovani sull’uso delle nuove tecnologie senza, tuttavia, criminalizzare queste ultime.

Lo penso ancora ed è proprio perché ne sono convinto che ritengo che polizia e magistratura debbano intervenire senza ritardo per sequestrare le pagine del sito della lega nord (e non l’intero sito!) attraverso il quale viene diffuso il gioco - se così può definirsi - “rimbalzare il clandestino” e denunciare per istigazione a l’odio razziale e/o ogni altra ipotesi di reato ritenuta configurabile l’amministratore del profilo Facebook della stessa Lega Nord, al secolo Renzo Bossi, figlio del leader leghista e la giovane sviluppatrice del demenziale e, ad un tempo, pericoloso divertimento leghista. (qui per i non iscritti a Facebook lo screenshot della pagina nella quale si trova il link al gioco e l’indicazione del giovane Bossi quale amministratore).

Bastano pochi click e non servono accurate indagini per imputare alla Lega Nord e, più in particolare, ai due rampolli verde padano la diffusione del game con il suo inaccettabile carico di propaganda razzista ed istigatrice.

La legge al riguardo è inequivoca:

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito: a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (L. 13-10-1975 n. 654 - Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966. Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 dicembre 1975, n. 337, S.O.)

Il gioco, mi sembra fuori discussione, istiga all’odio razziale riconoscendo più punti a chi allontana più presunti clandestini dalle coste italiane e, così facendo, peraltro, istiga anche a farsi giustizia da sé medesimi il che, se non erro, costituisce un’autonoma ed altrettanto grave figura di reato: l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

La legge è uguale per tutti: lo si insegna nelle scuole ed è scritto nelle aule di giustizia.

Dopo aver illegittimamente sequestrato una baia pirata svedese, denunciato (giustamente) 5 ragazzini per aver offeso su facebook la loro professoressa, chiuso (illegittimamente) interi blog sulla base di presunte diffamazioni a mezzo internet, forze dell’ordine e magistratura non possono, questa volta, permettersi il lusso di rimanere immobili dinanzi alla condotta di Bossi junior e dei leghisti: ne va della loro credibilità e del rispetto dello Stato di diritto in Rete così come fuori dalla Rete.

UPDATE: Bossi Jr denunciato e gioco rimosso. Un buon inizio.

P.S.: mi dispiace per chi ha visto dietro al mio intervento una presa di posizione politica. Non si tratta di essere pro o contro la lega ma, semplicemente, di difendere il principio secondo il quale la Rete per restare libera ha bisogno di essere usata in modo responsabile da tutti e, ovviamente, spetta ai politici (tutti) dare il buon esempio.

4 Comments on “Rimbalza il clandestino: la legge è eguale per tutti.”

  1. #1 Alfonso Maruccia
    on Ago 22nd, 2009 at 4:11 pm

    La legge è uguale per tutti

    Certamente non in Italia, dove 4 “cittadini” sono più uguali di tutti gli altri grazie al lodo Alfano. Sempre peggio, sempre peggio, poi dice rifugiarsi nella più completa indifferenza della cosa pubblica….

  2. #2 Diego Buccia
    on Ago 22nd, 2009 at 10:16 pm

    Sarei curioso di sapere dove trovare tutta questa “discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.”

    Le informazioni che il gioco ci fornisce sulle origini dei migranti sono estremamente esigue e il colore della pelle è perfettamente compatibile con la grande varietà dei fenotipi italiani. Per quel poco che ne sappiamo potrebbero tranquillamente provenire da Fiume ed essere cattolici praticanti.

    Quanto al “farsi giustizia da sé medesimi” [sic] che questo gioco dovrebbe propagandare, mi sembra abbastanza implausibile che un unico giustiziere riesca, da solo, a rispedire al mittente imbarcazioni che toccano ogni lembo di terra bagnato dai mari d’Italia.

    Verrebbe da pensare, piuttosto, che il giocatore sia incaricato di coordinare i respingimenti effettuati dalle autorità competenti - e che l’estrema schematicità del gioco ometta intenzionalmente i vari procedimenti che portino il sospetto da “presunto clandestino” a “clandestino.”

    La legge è uguale per tutti e questo gioco non viola la legge più di quanto lo faccia un qualsiasi gioco sulle forze speciali di polizia e la relativa lotta al crimine.

  3. #3 Simone
    on Ago 24th, 2009 at 12:27 am

    ..intanto il videogioco non c\’è più….

    Non ho potuto giocare al \"simpatico\" gioco… ma sono curioso di vedere come andrà a finere la cosa…

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1647017815.html

  4. #4 Marco Timpano
    on Set 4th, 2009 at 11:19 am

    La penso esattamente come Diego Buccia. Io però non sono un avvocato, ma tu Guido sì, quindi mi piacerebbe che spendessi qualche parola in più per spiegarci meglio la cosa.

    Sia chiaro, la mia non è polemica. Voglio solo capire.

    Per esempio, anni fa giocavo a Wolfstein3d, http://it.wikipedia.org/wiki/Wolfenstein_3D quel gioco era razzista? poteva generare odio nei confronti dei tedeschi? o istigazione a farsi giustizia da sè?

    Ripeto: la mia non è polemica. Voglio solo capire. Ti ringrazio in anticipo.

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