Francesco Tortora e Marco Pratellesi, nei giorni scorsi, hanno dato la notizia dell’avvenuta pubblicazione di un Manifesto redatto da alcuni blogger tedeschi sui rapporti tra web e informazione.
E’ un bel documento - ancorché forse non ancora giunto a maturità - in relazione al quale credo sia importante avviare una riflessione attenta e multistakeholders, riflessione alla quale, questa volta, la politica italiana sembra determinata a non sottrarsi: Roberto Cassinelli ha, infatti, segnalato, tra i primi, l’Internet Manifesto sul suo blog e su quello dell’intergruppo 2.0, aprendolo alle firme.
Il manifesto affronta alcuni dei temi più caldi del momento: la libertà di informazione, i rapporti tra Internet e i media tradizionali, la funzione ed il ruolo del giornalismo nell’internet society, la compatibilità tra aggregatori di notizie e motori di ricerca con l’editoria tradizionale e, infine, la questione della sopravvivenza degli editori di giornali alla Rete ed alle nuove dinamiche dell’informazione.
La traduzione proposta sulle pagine del corriere è perfetta per divulgare alcuni dei messaggi del Manifesto ma, forse, a tratti, un pò libera perché possa costituire la base di una discussione puntuale che conduca, eventualmente, ad una adesione dei giornalisti e della blogosfera italiana al manifesto.
A tal fine le parole e le posizioni dei blogger tedeschi che hanno redatto il manifesto credo meritino di essere tradotte in modo più puntuale e rigoroso anche se, probabilmente, meno divulgativo.
Nel tentativo di collaborare, nel mio piccolo, alla discussione del documento nel nostro Paese vi propongo qui una diversa traduzione del manifesto con il testo inglese a fronte.
Non è la miglior traduzione possibile - il tempo è sempre tiranno e, soprattutto si tratta della traduzione delle traduzioni in inglese e francese, le sole alla mia portata - ma con l’aiuto di tutti dovrebbe essere possibile mettere a punto un testo idoneo a costituire la base di una più ampia e condivisa discussione.





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