Guido Scorza

Internet, diritto e politica dell'innovazione

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Un emendamento per salvare la libertà di informazione in Rete.

21 settembre 2009

Nei giorni scorsi dalle colonne di Punto ho avuto l’ingrato compito di informare la Rete che un’altra minaccia muoveva dal Parlamento contro la libertà di informazione: si trattava – e sfortunatamente si tratta ancora oggi – del DDL Pecorella-Costa attraverso il quale ci si prefigge l’obiettivo di estendere a tutti i “siti internet aventi natura editoriale” la vecchia disciplina sulla stampa.

Ho già spiegato per quali ragioni l’eventuale approvazione del DDL nella sua originaria formulazione determinerebbe un autentico terremoto nelle dinamiche dell’informazione on-line e mi sembra, pertanto, qui sufficiente rinviare all’articolo su Punto.

Credo che continuare a discutere della nuova iniziativa legislativa anti-Rete sia importante perché consente di tenere alta l’attenzione dei media su un problema che, altrimenti, rischia di esser sottovalutato dal Palazzo; ho, proprio per questo, lanciato un nuovo dibattito su questo tema nell’ambito di Diritto alla Rete, la piattaforma lanciata con gli amici Alessandro Gilioli e Enzo Di Frenna, questa estate in occasione del DDL Alfano.

Ad un tempo, tuttavia, l’esperienza insegna che alzare barricate e limitarsi ad evidenziare i limiti di talune iniziative legislative non basta.

Nelle scorse ore, pertanto, con gli amici dell’Istituto per le politiche dell’innovazione ho raccolto l’invito dell’On. Cassinelli a iniziare a lavorare ad un emendamento al disegno di legge Pecorella – Costa suscettibile di salvaguardare la libertà di informazione in Rete senza, tuttavia, sottrarre la Rete al rispetto delle medesime regole che valgono nel mondo degli atomi.

Trovate sulle pagine wiki dell’Istituto una prima bozza dell’emendamento aperta alla discussione ed ai commenti di quanti vorranno lavorarvi.

Non si tratta, naturalmente, del miglior emendamento possibile ma, con l’aiuto di tutti, potrebbe presto divenirlo.

L’idea ispiratrice dell’emendamento che l’On. Cassinelli ha manifestato l’intenzione di voler presentare alla Commissione Giustizia della Camera non appena ciò sarà possibile è quella di limitare l’applicabilità della vecchia legge sulla stampa ai soli “giornali, periodici e agenzia di stampa” diffuse on-line anziché su supporto cartaceo e di escludere espressamente dall’ambito di applicabilità i contenuti postati su blog o qualsivoglia altro sito internet di diversa natura.

Chi non avesse voglia di navigare fino al wiki dell’Istituto per le politiche dell’innovazione, trova qui di seguito il testo dell’emendamento nella sua attuale formulazione:

Alla II^ Commissione permanente (Giustizia)

Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna al querelante. (A.C. 881)

PROPOSTA DI EMENDAMENTO

ART. 1

Il comma 1, è eliminato.
Al comma 2, lettera b) l’espressione “Per i siti informatici” è sostituita con “Per i giornali, periodici o agenzie di stampa di cui all’art. 10 bis..”.
Al comma 2, lettera d) l’espressione “per quanto riguarda i siti informatici” è sostituita con “Per i giornali, periodici o agenzie di stampa di cui all’art. 10 bis..”.
Dopo il comma 2, è aggiunto il seguente comma 2bis: «Dopo l’art. 10 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 è inserito il seguente: Art. 10-bis. (Giornali, periodici e agenzie di stampa on-line) 1. La presente legge si applica altresì ad ogni giornale, periodico o agenzia di stampa diffuso a mezzo internet purché esso sia prodotto nell’esercizio di un’impresa editoriale. 2. Restano esclusi dall’ambito di applicazione della presente legge i contenuti diffusi al pubblico, a mezzo internet, al di fuori dell’esercizio di un’impresa editoriale anche laddove essi siano prodotti nell’ambito di un’attività lucrativa o comunque suscettibile di produrre un vantaggio economico diretto o indiretto per l’autore della pubblicazione. 3. Gli intermediari della comunicazione che esercitino una delle attività di cui agli artt. 14, 15 e 16 del decreto legislativo n. 70 del 9 aprile 2003 non costituiscono, in relazione ai contenuti pubblicati dai propri utenti, imprese editoriali ai fini della presente legge.

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Comments (5) Add yours ↓
  1. Giulio Caroletti

    Egregio dottor Scorza,

    questa iniziativa è encomiabile e brillante, e vorrei ancora una volta avere l’autorizzazione di riportare l’articolo, con le dovute citazioni.

    Il suo precedente pezzo a riguardo dell’emendamento Pecorella è stato riportato dal nostro sito di informazione e si trova a questo indirizzo: http://www.alla-fonte.it/joomla/informazione-oggi/cera-una-volta-la-liberta-di-informazione-in-rete.html , in modo che lei possa verificare che sia riportato in maniera a lei gradita.

    Cordiali saluti,
    Giulio Caroletti

  2. Giacomo Fantoni

    Nomen omen. Pecorella vorrebbe appecoronarci tutti, in ordine forse agli evidenti desiderata del suo mandante… niente e’ abbastanza per fermare chi vuole uccidere l’intelligenza e la libertà.

  3. sonia

    E’ stato ribadito tante volte che se una legge deve esserci allora è bene che venga proposta da chi Internet la conosce e vive.

  4. michele

    Buona iniziativa come tante purtroppo ormai necessarie contro Berlusconi e la sua cricca;la speranza è che gli italiani si cerchino qualcun altro in cui porre la propria fiducia,anche se è molto difficile a questo punto

  5. Mario Tedeschini Lalli

    La mia posizione, più volte espressa, è che accettando i presupposti della legislazione vigente e cercando definizioni che distinguano la comunicazione pubblica \"editoriale\" da quella \"non editoriale\" si fanno più danni di quanti non se ne risolvano. Il continuum informativo è un fatto e non si può mettere le braghe alla storia. L\’unica soluzione \"vera\" sarebbe di abolire la legge sulla \"stampa\", visto che la \"stampa\" non esiste più come cosa distinta da altre forme di comunicazione pubblica.

    So che è politicamente improbabile che una simile posizione sia compresa dal comune senso giuridico e politico (qualche illuminato parlamentare potrebbe comunque proporlo, così, per lanciare il dibattito). In alternativa preferirei lasciare le cose come stanno o modificando di un nulla la legge originaria del \’48, tanto per dire che \"stampa\" non si fa solo con le tipografie e lasciando poi alla prassi (ed eventualmente alla giurisprudenza) di far morire lentamente di inedia e inapplicabilità norme prive di senso.

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