Questa mattina ho partecipato alla Conferenza stampa nell’ambito della quale il Ministro della funzione pubblica e dell’innovazione Renato Brunetta ha annunciato la firma di due importanti protocolli di intesa con l’ACI e l’INPS per - indovinate un pò - la fornitura gratuita, da parte dei due enti, di milioni di caselle di posta elettronica certificata ai cittadini italiani.
I testi dei due protocolli d’intesa sono disponibili qui e qui.
Francamente la vicenda mi incuriosisce e preoccupa sempre di più perché o le scelte del Ministro sono guidate da logiche imperscrutabili a noi comuni mortali o - e sarebbe ancora peggio - sono sganciate da qualsiasi logica.
Provo a riassumere il mio pensiero.
Innanzitutto mi sembra evidente che, a questo punto, il mercato della PEC può definitivamente considerarsi estinto: le camere di commercio regalano gli indirizzi pec alle neoiscritte imprese, l’aci a tutti i cittadini che ne facciano richiesta, l’inps a oltre 14 milioni di pensionati, la Telecom la sta regalando a tutti i propri utenti business e il fornitore che verrà selezionato all’esito della gara in corso a tutti i cittadini cui non sarà stata ancora regalata da uno degli altri generosi fornitori.
Dubito che in un simile scenario ci sia ancora spazio perché qualcuno possa vendere e/o comprare servizi di posta elettronica certificata e, ad un tempo, sono sinceramente dispiaciuto per quanti - penso soprattutto agli ordini professionali - avevano acquistato indirizzi pec per i propri iscritti prima della “rivolusione brunetta”: tutti soldi buttati.
C’è poi un altro profilo.
Se il Ministro Brunetta aveva in animo di concludere i due citati protocolli di intesa con l’aci e l’inps, protocolli in forza dei quali questi ultimi si sono dichiarati disponibili a regalare - senza alcun onere per lo Stato - milioni di indirizzi di PEC, qual’è l’esigenza per lo stesso Ministero dell’innovazione di lanciare una complessa e costosa gara pubblica per la selezione di un fornitore unico di PEC al quale andranno riconosciuti 50 milioni di euro?
Riconosco di essere smarrito. Qualcuno mi aiuta a capire?





on Ott 1st, 2009 at 2:00 am
Ciao, purtroppo c’è poco da capire… è sempre la solita storia… ahime!!!
on Ott 1st, 2009 at 4:23 am
…io davvero non ci sto capendo più nulla.
possono almeno le aziende che a suo tempo hanno speso fior di soldoni chiedere un rimborso perchè ora le sta regalando?
…figurati..
w l’italia
on Ott 1st, 2009 at 9:40 am
Boh… non so cosa dire. Ma l’ACI è quella delle auto? Ma cosa c’entra con la posta elettronica certificata e con i servizi ICT in genere.
Comunque se l’obiettivo è dare la PEC a tutti i cittadini, avrei preferito una soluzione più “sovietica”: lo stato la fornisce lui direttamente. Semplice e diretto. 50 milioni di indirizzi del tipo codicefiscale@cittadini.italia.it (ad esempio)
on Ott 1st, 2009 at 9:49 am
Facendo un giro sul sito Telecom (191.it) per l’utenza business, trovo che l’offerta non sia gratuita… da gennaio costerà 12 euri più iva all’anno….
on Ott 1st, 2009 at 12:12 pm
A vincere la gara sará il solito cobcessionario vicino allo Stato, che fornirá un servizio scadente e si intascherà i milioni
on Ott 1st, 2009 at 3:28 pm
Guido,
OK ma attenzione che Gmail, Google, Hotmail, Facebook, Yahoo, Twitter, eccetera insegnano che il fatto che qualcosa sia gratis non vuole necessariamente dire che il mercato di quel servizio li sia estinto. Magari grazie al “trucco” del gratuito la gente si mette veramente ad usare la PEC. Non ci scommetterei, ma è possibile
ciao
Fabio
on Ott 1st, 2009 at 4:25 pm
Direi che ormai c’è un feeling mica da poco tra ACI e Governo:
http://whois.domaintools.com/italia.it
Notare:
Registrar
Organization: Aci Informatica s.p.a.
Name: ACINFORMATICA-MNT
e:
route: 77.73.56.0/21
descr: Network ACIINFORMATICA
origin: AS42515
mnt-by: MNT-ACI
source: RIPE # Filtered
Poi quando ho qualche minuto cerco di capire come ha fatto ACI informatica a vincere il bando di Italia.it che non mi risulta di aver visto in giro…
on Ott 2nd, 2009 at 9:47 am
Debbo dire per essere stato con Guido all’ Evento di essere rimasto sconcertato nel vedere come una persona s’innamori di un “giochino” che purtroppo gioco non è senza alcuna disponibilità ad ascoltare e vedere la realtà di questo paese, spero convinto in buona fede che la PEC sia il risolutore di tutti i problemi.
Un appunto sul tema purtroppo ACI ed INPS che hanno sottoscritto l’ennesimo protocollo d’intesa in quella sede non sono i soli oltre ai gestori indicati nel sito CNIPA a poter fornire la PEC ma insieme ad essi ci sono anche, Comuni ed altri enti pubblici che in base alle normative possono rilasciare è rilasciano la PEC un esempio per tutti Reggio Calabria gratuitamente.
Un inciso l’ACI e l’INPS almeno fino ad oggi non risultano essere autorizzata ad esercitare “l’arte di gestore di PEC”
http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Posta_Elettronica_Certificata__(PEC)/Elenco_pubblico_dei_gestori/ .
Ma penso sia un particolare di poca importanza !!!?? a che serve essere gestori di PEC ?
on Ott 7th, 2009 at 11:20 am
Ciao Guido.
Una novità di oggi: ho fatto richiesta della casella CEC-PAC rivolgendomi ad una delegazione ACI.
Mi è stata assegnata in pochi minuti. La scoperta fatta, leggendo le condizioni di utilizzo, è che il gestore non è l’ACI (che non risulta iscritto nell’elenco pubblico dei gestori di posta elettronca certificat del CNIPA), bensì l’ANCITEL (regolarmente iscritto).
Mi sorgono quindi spontanee alcune domande:
1) qual’è il ruolo effettivo dell’ACI e dell’INPS?
2) la gara in corso che valenza e significato ha?
3) che vantaggio (di qualsiasi natura) deriva all’Ancitel?
on Ott 8th, 2009 at 8:00 am
Il regalo, mi è sembrato di capire leggendo diversi “spunti” sulla Rete relativi a questa ennesima operazione di involuzione informatica tutta italiana, nasconda il fatto che i messaggi rimangano come dire “memorizzati” nei server del “donatore della PEC”… o in qualche maniera legati a questo provider. Ciò comporta uno scenario preoccupante, stile Microsoft dei primi anni… quando pur di diffondere il suo malfunzionante sistema operativo, chiudeva un occhio sulla pirateria, salvo rifarsi negli anni costringendo gli utenti, oramai dipendenti dai suoi software, a pagare.
Intendiamoci: e’ giusto pagare per un software come e’ giusto poter scegliere di non pagare adottando software (e servizi) anche gratuiti (sul serio gratuiti).