Sono capitato per caso - e non credo possa accadere che così considerato che l’obiettivo sembra pubblicare per nascondere più che per far conoscere - sulle pagine del Dipartimento per l’informazione e l’editoria del Governo italiano attraverso le quali lo scorso 29 settembre sono stati pubblicati i dati relativi ai contributi all’editoria versati nel 2008 in relazione al 2007.
Un paio di considerazioni di merito prima di proseguire.
1. Capisco che i tempi di rendicontazione dell’attività editoriale in relazione alla quale si chiedono i contributi possano essere complessi e che verifiche e controlli portino via del tempo ma…pubblicare nel settembre del 2009, i dati relativi ai contributi versati nel 2008 in relazione al 2007 credo sia il segno di qualcosa che non funziona…
2. Provate a sfogliare, esaminare, aggregare, sommare i dati pubblicati in relazione alle singole categorie di beneficiari. E’ un’impresa praticamente impossibile. Tutte le informazioni sono pubblicate in formati diversi (fogli pdf orizzontali e verticali, ripartiti in due, tre o quattro colonne, in bianco e nero o a colori) e sembrano essere arrivate sino al web attraverso un percorso ad ostacoli e con una svogliatezza che conserva chiara la memoria di chi è stato, evidentemente costretto a pubblicare tali dati ma proprio non ne aveva bisogno.
Ho dovuto sommare i numeri uno ad uno con la calcolatrice…
Un foglio excel era CHIEDERE troppo o, piuttosto, era CONCEDERE troppo alla trasparenza di dati dei quali non c’è molto da andare fieri?
Sul metodo ci sarebbe di più da dire ma, per ora mi fermo qui.
Qualche parola, invece, mi sembra il caso di riservarla al merito della questione.
E’ una stagione in cui gli editori - specie quelli di giornali e periodici (ma non solo) - piangono miseria e disperazione a settimane alterne ma poi quando vai a guardare tra le pieghe delle pagine dei giornali scopri che si tratta di imprese sovvenzionate in percentuali assai rilevanti dallo stato e, quindi, da tutti noi per svolgere una funzione - quella di informare - che spesso svolgono in modo approssimativo e che, comunque, potrebbe essere efficacemente svolta a costi ridottissimi on-line.
La carta è uno strumento di comunicazione di informazioni, dati ed idee…uno dei tanti e non è per sempre. Potremmo anche pensare di farne a meno.
In totale nel 2008 lo Stato ha versato 201.274.612, 28 milioni di euro di contributi all’editoria in favore di giornali, periodici, radio, tv e tv satellitari.
Euro 174,461,760 per giornali e periodici, Euro 12,847,628 per le radio, Euro 2,880,293 per la TV e Euro 5,728,721 per quella satellitare.
Mi sembrano cifre di tutto rispetto per un comparto industriale in crisi.
Sto riprendendo in mano la nuova dsciplina sull’editoria ma sono quasi convinto che con un pò di fantasia e determinazione anche un blog, magari a condizione di registrarsi quale testata telematica e di accettare qualche vincolo burocratico in più si meriti di accedere a questo ennesimo tesoretto italiano.
Se così non fosse, d’altro canto, la Rete sarebbe penalizzata (una volta di più) e la disciplina risulterebbe discriminatoria.
Un’altra alternativa: approvare una bella legge che dica che i contributi all’editoria sono erogati solo agli editori che pubblichino esclusivamente on-line. Sarebbe un bel risparmio per tutti e si riuscirebbe, finalmente, ad incentivare sul serio l’editoria telematica.
Vi tengo aggiornati e magari vi racconto come rendere finalmente remunerativa la vostra attività editoriale online!
UPDATE: Alberto mi segnala di aver affrontati anche lui il tema ieri in questo bel post. L’ho letto e ne suggerisco la lettura.






on Ott 28th, 2009 at 3:46 pm
ma guarda, ne ho parlato giusto ieri http://Infoservi.it/bfxah
on Ott 28th, 2009 at 4:12 pm
Non male come idea…Anche se mi sembra sempre poco ragionevaole che un partito possa prendere fondi pubblici dedicati all\’editoria. Visto che aprire un sito o blog è quasi a costo zero, diminuirebbero anche le spese e a quel punto tutti quei milioni di euro sono veramente eccessivi e uno spreco enorme.
Forse servono più criteri di \"merito\"…
on Ott 28th, 2009 at 5:05 pm
In Italia i criteri di merito non esistono, quindi si vedrebbero blogghetti tematici fetenti ed insulsi finanziati con qualche milione di euro spicci.