7nov

La strana storia degli 800 milioni per la banda larga.

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La storia degli 800 milioni per la banda larga promessi e “stanziati” dal Governo ma poi, a sorpresa, congelati in attesa di uscire dalla crisi non mi convince.

Non parlo dell’opportunità politica della scelta. Al riguardo ho già detto la mia qui.

Il punto è un altro, ciò che mi incuriosisce e se questi 800 milioni siano mai esistiti e soprattutto a chi sia da attribuire la decisione di rinviare l’investimento a data da destinarsi.

Provo a mettere in fila alcuni fatti.

Gli 800 milioni fanno per la prima volta capolino in questa brutta vicenda con la legge n. 69 del 18 giugno scorso.

All’art. 1, infatti, si prevede che:

1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni ….individua un programma di interventi infrastrutturali nelle aree sottoutilizzate necessari per facilitare l’adeguamento delle reti di comunicazione elettronica pubbliche e private all’evoluzione tecnologica e alla fornitura dei servizi avanzati di informazione e di comunicazione del Paese….il Governo procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico tra le aree del territorio nazionale. Il Governo individua e sottopone al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) per l’approvazione nel programma le risorse necessarie, che integrano i finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo disponibili. Al relativo finanziamento si provvede con una dotazione fino ad un massimo di 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013 a valere sulle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni. In ogni caso è fatta salva la ripartizione dell’85 per cento delle risorse alle regioni del Mezzogiorno.”

Cominciamo da qui: non “800 milioni” ma “al massimo 800 milioni”.

Una cosa ben diversa da quella che tra annunci roboanti, dichiarazioni ufficiali e proclami solenni il Vice-Ministro Romani ed altri esponenti di spicco del Governo ci hanno sin qui raccontato.

Ma c’è di pià. Molto di più.

Sono mesi che da Palazzo Chigi si racconta che lo stanziamento definitivo della somma sarebbe stato deliberato, a breve, dal CIPE, il Comitato Interminesteriale per la programmazione economica.

Lo ha detto il Ministro Brunetta e lo ha ripetuto il Vice Ministro Romani in una lettera indirizzata agli organizzatori dello IAB Forum il 3 novembre scorso, ovvero, meno di 24 ore prima che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta annunciasse il blocco di quei soldi.

Nessun dubbio, pertanto, che almeno stando a quanto raccontato agli italiani, sino al 3 novembre la decisione sullo stanziamento definitivo degli 800 milioni di euro per la banda larga era di competenza del CIPE.

Il 4 novembre, poi, l’annuncio, a sorpresa di Letta: “I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi”.

E’ a questo punto che credo la storia si faccia interessante.

Il CIPE, infatti, dopo la pausa estiva si è riunito due volte: il 22 settembre ed il 6 novembre come potete verificare dal calendario delle sedute disponibile qui.

Il 22 settembre, racconta il calendario, cade prima del 3 novembre e, quindi, se il 3 novembre il CIPE doveva ancora pronunciarsi come riferito da Romani nella lettera allo IAB, è impossibile che in quell’occasione avesse deciso alcunché.

L’esame del resoconto della seduta, infatti, conferma tale tesi.

Il 6 novembre, d’altro canto, cade due giorni dopo l’annuncio del Sottosegretario Letta (4 novembre) e, dunque, anche in questo caso, se la decisione competeva davvero al CIPE è difficile capire come Letta abbia potuto conoscere e diffondere la notizia con 48 ore di anticipo.

La riunione preparatoria della seduta del CIPE del 6 novembre, d’altro canto, si è svolta, come può leggersi qui, solo il 5 novembre.

L’esame del resoconto della seduta del 6 novembre del CIPE, d’altro canto, rivela che in quell’occasione il Comitato ha approvato lo stanziamento di oltre 9 miliardi di Euro per un lungo elenco di progetti (inclusa l’ormai storica vicenda della pedemontana) ma non ha neppure lontanamente affrontato il tema dei fondi per la banda larga.

Interrogando la base dati delle delibere CIPE, d’altro canto, ci si accorge che il Comitato sembrerebbe essersi occupato l’ultima volta di banda larga il 21 dicembre 2007 in sede di approvazione della delibera n. 166 recante “ATTUAZIONE DEL QUADRO STRATEGICO NAZIONALE (QSN) 2007-2013 PROGRAMMAZIONE DEL FONDO PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE”.

In quell’occasione, peraltro, ci si limito a stabilire che:

“Per gli interventi in banda larga (wireline e wireless) si fa riferimento a quanto già specificato nel QSN e al quadro di regolamentazione nazionale e comunitario e alle indicazioni pertinenti della Conferenza Unificata del 20 settembre 2007 per i Piani territoriali.”.

La sensazione, dunque, a sfogliare i documenti è che gli 800 milioni di euro “promessi” per la banda larga non siano mai esistiti o, comunque, non siano mai passati per il CIPE.

Se così fosse ci troveremmo dinanzi ad una grave violazione delle più elementari regole di trasparenza nel rapporto tra Governo e cittadini.

Se, invece, stessi sbagliando ed il CIPE si fosse effettivamente occupato della questione senza, tuttavia, che ne rimanesse alcuna traccia nei suoi documenti ufficiali, la vicenda sarebbe comunque inquietante e sintomatica per un verso di una gestione assai poco trasparente del Comitato interminesteriale per la programmazione economica e, per altro verso, della scarsa importanza che l’intero esecutivo ha, evidentemente, dato al tema della Banda larga.

Quale che sia la verità – e soprattutto se io sto sbagliando – credo che questa storia non debba passare inosservata perché gli 8 milioni di cittadini italiani tagliati fuori dalla società dell’informazione perché impossibilitati a disporre di risorse di connettività meritano, almeno, di sapere perché lo stato li ha condannati a rimanere cittadini di serie B.

Nel video di apertura l’ordine del giorno presentato dall’On. Vimercati a proposito della questione.

5 COMMENTS

Bravo Guido, possibile che nessun giornalista sia stato in grado di spulciare ed andare a fondo? Se fosse così la cosa è davvero grave: si negano gli 800 milioni, una briciola, quando dall’altra parte si approvano progetti per 9 miliardi di euro.

Da quanto ho capito della vicenda, quegli 800 milioni erano finanziati dai FAS, i fondi per le aree sottoutilizzate che successivamente sono stati utilizzati per altre emergenze, la crisi , il terremoto, gli ammortizzatori sociali.
Per quanto riguarda il CIPE, e\’ certo che non ci siano passati, il messaggio di Letta annunciava proprio la proposta, che il CIPE ha evidentemente ratificato, di dare precedenza ad altri investimenti.
Insomma, non basta che ci sia una legge in Gazzetta, e che sia coperta, le priorita\’ sono in ogni modo decise dal Cipe.

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Se fosse così la cosa è davvero grave: si negano gli 800 milioni, una briciola, quando dall’altra parte si approvano progetti per 9 miliardi di euro.

Se fosse così la cosa è davvero grave: quando dall’altra parte si approvano progetti per 9 miliardi di euro.

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