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Libera Rete in libero Stato!

Si è da poco conclusa la riunione del Consiglio dei Ministri nel corso della quale stando alle dichiarazioni rese nei giorni scorsi da diversi Ministri ed esponenti della maggioranza il Governo avrebbe dovuto assumere provvedimenti straordinari ed urgenti in materia di Internet e libertà di manifestazione del pensiero.

Si apprende, invece, con soddisfazione che così non è stato e che nonostante l’unanimità di vedute - non è dato sapere su quali posizioni - l’Esecutivo ha deciso di soprassedere.

Si tratta di una notizia della quale rallegrarsi.

Pressoché contestualmente, tuttavia, il Presidente del Senato, Renato Schifani ha giudicato “Facebook piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70″.

Come spiega bene Stefano Rodotà in un bell’articolo di questa mattina su Repubblica non è costituzionalmente tollerabile che, ora che la Rete si è ritagliata - o si avvia a ritagliarsi - il ruolo che le compete quale strumento di democrazia partecipativa, sull’onda di alcuni episodi ancorché gravi e delle conseguenti emozioni suscitate, si corra ad imbavagliarla preoccupandosi più di scongiurarne le derive negative che di promuoverne e semplificarne l’uso da parte di fasce sempre più ampie della popolazione che meritano di essere incluse nei processi politici e democratici.

E muovendo da queste premesse ed all’unico scopo di sottolineare con fermezza e pacatezza l’esigenza di una Rete libera - il che non vuol dire anarchica - che con l’Istituto per le politiche dell’innovazione e con un gruppo già nutrito di amici e colleghi di Rete, abbiamo deciso di ritrovarci il

23 dicembre 2009 alle 17.30 a Piazza del Popolo

per dar vita ad un sit-in pacifico nel corso del quale lanciare un messaggio tanto semplice quanto fondamentale per il futuro di Internet in Italia e del nostro Paese:

LIBERA RETE IN LIBERO STATO.

Il manifesto che riassume le idee ed i principi ispiratori della manifestazione è questo:

Internet è una piazza libera. Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono. Internet è la libertà: luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica.

Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati.

Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.

Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti.

Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte.

Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano.

Libera Rete in libero Stato.

«Sono sempre stato uno strenuo sostenitore di Internet e dell¹assoluta mancanza di censura». (Barack Obama, discorso agli universitari cinesi, Shanghai, 16 novembre 2009)

E’ un’iniziativa che vorremmo non fosse di nessuno ed appartenesse a tutti alla Rete ed alle persone che ogni giorno la utilizzano non per istigare alla violenza o al sovvertimento delle regole di civile convivenza ma per partecipare alla gestione della cosa pubblica, confrontarsi, informarsi ed informare.

L’auspicio, pertanto, è che sia una manifestazione che non divida ma che, piuttosto, unisca nel segno della volontà di dimostrare che battersi per un uso libero e responsabile della Rete significa solo aver a cuore le sorti del futuro de nostro Paese e della nostra libertà.

Qui il link al gruppo su facebook per rimanere in contatto.

2 Comments on “Libera Rete in libero Stato!”

  1. #1 R.Perego
    on Dic 17th, 2009 at 8:07 pm

    Io anche essendo uno dei rappresentanti dell’associazione scambio etico che da anni lotta per una maggiore apertura culturale , e l’abbattimento di quelle limitazioni economiche che azzoppano la cultura , e che è stata fattivamente presente nella coalizione open net nelle recenti vicende del Telecoms Package e della Net Neutrality sono qui a postare un mio pensiero personale riguardanti gli avvenimenti che hanno in questi giorni avuto al centro la rete e i social network.
    Non ho visto di buon grado l’incapacità della rete e dei suoi fruitori a autocensurare tutte quelle manifestazioni di esasperazione di uno stato di violenza non più latente che si è manifestato prorompentemente in rete con il ferimento del presidente del consiglio.

    Come possiamo manifestare se non siamo nemmeno in grado di gestire certi eccessi in nostro seno???

    Proporrei che tra i punti nodali della manifestazione qui annunciata , ci fosse quanto meno una presa di posizione assoluta e accusatoria , nei riguardi di tutte quelle persone che hanno manifestato la loro voglia di violenza, nello stesso modo che sanzioniamo la pedopornografica e tali negative rappresentazioni delle umane deficienze

    R.Perego

  2. #2 bruno
    on Dic 18th, 2009 at 6:13 pm

    Ottima iniziativa, la pubblicizzo.

    Vorrei aggiungere un mio modesto pensiero a quanto detto sopra da R. Perego. Se ho sbagliato ad interpretare il suo pensiero mi scuso anticipatamente.
    Io credo che sia sbagliato parlare di incapacità delle rete a autocensurare manifestazioni di esasperazione ecc….
    Se il riferimento è (auto) a gente che esagera, istiga alla violenza, e scrive idiozie, io non mi sento affatto accomunato a loro, pur frequentando la rete come loro. Non vedo perchè dovrei giustificarmi per comportamenti posti in essere da altri. Sarebbe come dire che i napoletani onesti (o i siciliani onesti) debbono giustificarsi per non aver combattutto mafia e camorra. Mi pare ridicolo!
    Se il riferimento, invece, è a gente che non censura (quindi senza auto) manifestazioni di violenza sui suoi blog, commenti eccessivi, ecc…, anche qui mi pare del tutto fuori luogo, la repressione dei reati è deputata alla polizia e alla magistratura, io al massimo posso tenere pulito il mio blog, ma solo entro certi limiti, ricordiamo che molte persone non hanno compiuta conoscenza delle leggi, quindi non sono oggettivamente in grado di discernere ciò che è reato e ciò che non lo è (e non spetta a loro). Quanti esattamente sanno cosa è “istigazione a delinquere” ? Da quello che leggo in questi giorni, anche tanti parlamentati hanno una conoscenza di reati prossima allo zero, figuriamoci dei blogger o gestori di forum o social network.
    Io non vedo perchè i fruitori della rete debbano attivarsi sempre per condannare delle cose che sono condannabili a prescindere, come se in caso contrario diventassero automaticamente corresponsabili. Quando un noto personaggio pubblico sfascia uno studio televisivo in diretta TV, forse tutte le trasmissioni TV hanno aperto con una condanna del gesto esecrabile ? Non mi pare, anzi!
    Non dico che certi comportamenti sul web non debbano essere condannati, anzi, ma non confondiamo le cose. Cioè, da oggi in poi ogni internettiano che alza la voce contro un provvedimento deleterio della rete deve prima di tutto condannare tutti gli stupidi che infestano la rete ? La rete, a mio parere, si autoregola molto più efficacemente di quanto vedo in TV, e questo è dovuto proprio al fatto che la partecipazione è più democratica.

    Se ho compreso male il pensiero di chi ha scritto sopra, mi scuso anticipatamente. In questo caso la mia valga come riflessione generale. Se il mio vicino di casa butta la spazzatura al di fuori degli orari consentiti, io al massimo posso (volendo) dirgli di non farlo che danneggia tutti, ma io non mi sento affatto responsabile di quello che fa lui, e non vedo perchè io debba scusarmi o sentirmi in qualche modo corresponsabile del suo agire.

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