GBLOG Rotating Header Image

Ma quale aggravante…si chiama futuro…anzi presente!

Un bell’articolo di Mauro Vecchio, su Punto Informatico, seguito da un altrettanto stimolante intervento dell’amico Fulvio Sarzana, affrontano l’ultima iniziativa legislativa anti-internet: l’idea del Sen. Lauro (PDL) di prevedere che i reati di istigazione a delinquere e apologia di reato siano assai più pesantemente sanzionati se commessi “a mezzo di comunicazioni telefoniche o telematiche”.

Stando ad un lancio di agenzia - il testo del DDL non è ancora stato presentato e/o reso disponibile sul sito del Senato - il disegno di legge del Sen. Lauro reciterebbe così:

“Chiunque, comunicando con piu’ persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o piu’ tra i delitti contro la vita e l’incolumita’ della persona, e’ punito, per il solo fatto dell’istigazione, con la reclusione da 3 a 12 anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di uno o piu’ fra i delitti indicati. Se il fatto e’ commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica, la pena e’ aumentata”.

Si tratta, evidentemente, dell’ennesima legge “emotiva” ed “ad personam” nel senso che il Sen. Lauro non ha fatto che scattare un’istantanea dei fatti di Milano e di quelli che sono seguiti sul web ed assumerli a fattispecie di reato autonoma rispetto a quella di cui all’art. 414 c.p. già in vigore che recita:

Chiunque pubblicamente istiga [c.p. 266] a commettere uno o più reati [c.p. 302, 306] è punito, per il solo fatto dell’istigazione:
1. con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti [c.p. 17, 29, 32];
2. con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206 (1), se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni [c.p. 17].
Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel n. 1.
Alla pena stabilita del n. 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti [c.p. 115, 272, 303] (2).
Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà.

Proprio temendo iniziative di questo genere, proprio ieri, su Punto Informatico avevo sottolineato come l’emozione sia nemica giurata delle leggi scritte bene…

Il Sen. Lauro sbaglia.

E’, innanzitutto, sin troppo semplice rilevare come per effetto del disegno di legge Lauro chi domani istigasse qualcuno a tagliare i capelli forzatamente ad altra persona a mezzo internet rischierebbe una pena più elevata di chi istigasse un’intera nazione, magari in tv, a porre in essere genocidi o altri crimini contro l’umanità.

A prescindere, tuttavia, da tale rilievo, mi sembra importante sottolineare che quella che il Sen. Lauro vorrebbe fosse una circostanza aggravante - l’utilizzo di Internet - costituisce, in realtà, un elemento essenziale del reato di istigazione a delinquere così come di quello di apologia di reato che devono, necessariamente, essere posti in essere “pubblicamente”.

L’art. 266 del c.p. - forse sfuggito alla lettura del Sen Lauro - a proposito dell’istigazione dei militari a disobbedire alle leggi, infatti stabilisce che:

Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto è commesso:
1. col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda;
2. in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone;
3. in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata.

Innegabile che si tratti di un diverso reato ma, tuttavia, è difficile immaginare di attribuire all’avverbio pubblicamente di cui all’art. 414 c.p. un significato diverso rispetto a quello che lo stesso avverbio ha, in relazione ad un reato, peraltro, simile, in forza dell’art. 266 c.p..

Se, tuttavia, l’utilizzo di un media è un elemento essenziale del reato come può, anche, divenire un’aggravante?

Un’ultima osservazione che, tuttavia, credo sia rivelatrice dell’ignoranza - nessuno si offenda perché lo dico in senso tecnico di “non conoscenza” - che guida la mano del nostro legislatore quando pretende di regolamentare la Rete.

Che significa istigare a commettere un reato “avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica”?

Tecnicamente significa anche attraverso una telefonata o, piuttosto, una mail!

Peccato, tuttavia, che poiché la circostanza che la condotta avvenga “pubblicamente” è un elemento essenziale del reato, in tal caso, non solo non ci sarebbe spazio per configurare l’aggravante tanto cara al Sen. Lauro ma neppure il reato…

Come suggerisco nel titolo del post, il problema è che Internet non è un aggravante ma solo il principale strumento di comunicazione e relazione del futuro, anzi del presente.

3 Comments on “Ma quale aggravante…si chiama futuro…anzi presente!”

  1. #1 Noct
    on Dic 22nd, 2009 at 12:45 pm

    Quindi per ciò che ha affermato Bossi & C. in piazza, circa… che so, mi viene in mente lo sterminio auspicato da Gentilini per i bimbi rom, la pena quale sarebbe?

  2. #2 cla89
    on Dic 22nd, 2009 at 2:44 pm

    da una parte voglio pensare che questa sia l\’ennesima legge fatta per imbrattare qualche foglio di carta dando comunque un segnale di una presa di posizione di un governo che non può far altro che fare la voce grossa sparando così le ultime cartucce… dall\’altra trovo estremamente triste l\’ignoranza che traspare dagli articoli che vengono sopra commentati; e ciò che ancora più risulta veramente disarmante è il silenzio di una opposizione che fa passare in sordina certe cose senza sottolinearne quantomeno la stupidità (almeno questo sarà ancora possibile o in base a questa legge potrebbe istigare alla violenza)?!?!

    in conclusione trovo che se comunque il governo inzia così tanto a interessarsi al web significa che abbiamo fatto centro e che oggettivamente internet rimane ad oggi l\’unica grande forma di democrazia (anche se mediatica).
    ma internet è più forte di loro e di una legge di qualche articolo totalmente fine a se stessa.

    Giù le mani dal web!!!

  3. #3 paolo pedone
    on Dic 22nd, 2009 at 5:44 pm

    Sempre istigazione(da qualunque parte la si prenda);decisamente costoro si dimostrano \"in profundis\" ottusi ed ignoranti.Faccio osservare che il solo pubblicizzare la secessione(Bossi & c.)dall\’Italia,l\’offesa alla unità nazionale(ed al Tricolore);oppure, il fare ,come nel commento di \"Noct\", i comportamenti già commessi da questi \"dementi\" e/od \"ignoranti\" è\"commesso reato\"!E non c\’era un P.M. ad agire(obbligatorietà dell\’azione penale)?Mi viene di pensare a come sia possibile che Pisanu(ex ministro dell\’Interno) stia ancora assieme ad un\"…..mente\" come Borghezio!

Leave a Comment

Creative Commons License
gblog by Guido Scorza is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Based on a work at www.guidoscorza.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at www.guidoscorza.it.