Sono in movimento e quindi per il momento mi limito a ripubblucare due agenzie che mi sembrano autoesplicative.
L’Europa chiede conto all’Italia della disciplina sul telemarketing appena varata e l’Italia dovrà ora giustificarsi.
Abbiamo fatto davvero una bella figura per garantire qualche euro in più ai multimilionari Signori del telemarketing.
Ora son davvero curioso di capire cosa risponderanno il Sen Malan ed i suoi suppprters.
Non dirò che l’avevo detto ma certo che formare oggetto di una procedura di infrazione in relazione ad una legge che si è approvata frettolosamdnte con la scusa di dover adempiere ad un obbligo comunitario è davvero il colmo.
Buona lettura:
PRIVACY: UE “BACCHETTA” ITALIA SU USO DATI ELENCHI TELEFONICI =
(AGI) - Bruxelles, 28 gen. - La Commissione europea ha avviato
oggi un’azione legale contro l’Italia accusata di non
rispettare le regole europee a tutela della privacy. Il
provvedimento riguarda l’uso, da parte delle societa’ di
telemarketing, dei dati degli elenchi telefonici, senza che
agli interessati sia stata chiesta un’autorizzazione.
“Non e’ solo preoccupante che la legislazione italiana non
sia in regola con le norme sulla privacy contenute nella
direttiva comunitaria - commenta la commissaria uscente alle
Tlc, Viviane reding - ma che le autorita’ italiane abbiano
ulterirmente prolungato l’uso di questi dati personali”.
Infatti, la possibilita’ di utilizzare i numeri di telefono e i
nomi contenuti negli elenchi telefonici, permessa dalla legge
italiana fino al 31 dicembre, e’ ora stata estesa ai primi sei
mesi del 2010. (AGI)
Ven
281259 GEN 10
PRIVACY: UE “BACCHETTA” ITALIA SU USO DATI ELENCHI TELEFONICI (2)=
(AGI) - Bruxelles, 28 gen. - “Il pieno rispetto della privacy
degli utenti dei servizi di Tlc e’ cruciale per una moderna
societa’ digitale - sottolinea la commissaria uscente Reding,
che nel prossimo esecutivo e’ stata designata alla Giustizia -
e la direttiva europea sulla privacy tutela i singoli. Dobbiamo
essere sicuri che tutti gli stati dell’Ue rispettino le regole
europee perche’ i cittadini sisentano sicuri nel mercato unico
delle telecominicazioni e sappiano quale uso viene fatto dei
loro dati personali”. In Italia, si ricorda nel provvedimento
della Commissione, “le societa’ di telemarketing costruiscono i
loro database utilizzando i dati contenuti negli elenchi
telefonici pubblici, anche se le persone coinvolte non hanno
dato un esplicito consenso”, contrariamente a quanto previsto
dalla legge europea. Questo e’ pero’ consentito dalla normativa
italiana, dalla legge numero 14 del 27 febbraio 2009, prorogata
ora per altri sei mesi.
Secondo la commissione, c’e’ poi il pericolo che le nuove
disposizioni, secondo le quali un abbonato telefonico puo’
chiedere che i suoi dati non vengano utilizzati, non siano
effettivamente applicate.
Ora l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla
lettera di notifica formale della Commissione, primo passo
della procedura di infrazione; se non lo fara’, o la risposta
non sara’ soddisfacente, la Commissione potra’ decidere di
mandare un richiamo ragionato; se anche in quel caso non ci
fosse risposta, la questione passerebbe alla Corte europea di
Giustizia. (AGI)





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