Fantasia e creatività sono due qualità che non sembrano difettare al Vice Ministro Paolo Romani al quale, invece, probabilmente manca un pò di sano realismo e, soprattutto, il polso di cosa sia il web e di quanto una Rete libera - che non significa “anarchica” ! - potrebbe far bene al Paese.
Non riesco a spiegarmi diversamente le ultime dichiarazioni del Vice ministro che anziché preoccuparsi di correggere il tiro del decreto che, ormai, porta il suo nome, secondo le indicazioni fornite dal Presidente dell’AGCOM - e non dal sottoscritto! - oggi ha dapprima annunciato che modificherà il decreto all’esito di un incontro con Google e Yahoo (ovvero di due rispettabilissimi soggetti privati) e, quindi, reso nota l’intenzione di inserirvi un’orwelliana misura di parental control.
Secondo l’On.Romani, infatti, all’indomani dell’entrata in vigore del decreto, quando un minore visiterà un sito definito pericoloso (da chi?) il pc utilizzato invierà un sms ai genitori e la navigazione del minore verrà bloccata.
Si direbbe che l’On. Romani aspiri a diventare il Cybersitting di Stato dei minori italiani!
Un intento lodevole ma che non condivido affatto.
Innanzitutto non condivido l’idea che qualcuno possa sostituirsi alle famiglie nella selezione dei siti pericolosi per lo sviluppo dei minori. Al di là della soglia del lecito e dell’illecito, questa, è, infatti, una scelta che compete ai genitori e solo ai genitori.
Ciascuno sceglie liberamente come educare i propri figli online e offline.
L’idea che lo Stato debba sostituirsi ai genitori con la scusa che Internet è un luogo pericoloso, per un verso apre la porta a scenari di orwelliana memoria e, per altro verso, incarna l’idea di uno Stato chioccia che, francamente, suona, almeno, anacronistica.
A prescindere da tale profilo è evidente che l’inserimento di un sito nel “lunghissimo elenco di siti pericolosi” di ciuo parla Romani, costituisce uno strumento di inaccettabile influenza e controllo sull’informazione.
Al riguardo mi sembra sintomatico che uno dei più famosi software si cybersitting sembra sia stato addirittura rubato dal Governo cinese per implementare il suo temutissimo censore elettronico: il Greem Dam.
C’è poi un’altra questione che, non credo, possa essere trascurata: d’accordo che i genitori hanno un controllo di tipo educativo e formativo sui minori ma credo sia importante chiedersi sino a che punto sia lecito - oltre che opportuno - che la privacy del minore sia travolta e ceda il passo alle ansie dei genitori ed alla volontà di controllo di uno Stato Padrone…
Ci risiamo: si pensano leggi e leggine senza interrogarsi sugli effetti e le conseguenze che queste produrranno nell’ecosistema di riferimento.
Quando la finiranno di guardare alla Rete come se fosse solo un mix di fibra e bit ed inizieranno a pensare che i veri protagonisti del web siamo noi…persone, in carne ed ossa?





on Feb 2nd, 2010 at 10:33 am
Quando la classe politica cambierà radicalmente.
on Feb 2nd, 2010 at 12:33 pm
Senza contare che ci sono imprenditori che stanno cercando di fare innovazione con soldi proprio senza un minimo aiuto statale.
Non si puo’ obiettivamente lavorare in questo paese su internet.
Ogni giorno sempre qualcosa che va contro internet, e mai qualcosa che favorisca chi ci lavora ogni giorno.
Se e’ questa e’ la loro scelta , trasferiremo tutti i nostri servizi all’estero dove forse un po’ di democrazia “mentale” esiste ancora.
Sono veramente disgustato da tutto questo, e avvilito. Credevo in un paese migliore…
on Feb 2nd, 2010 at 2:14 pm
La fase di segnalazione verso i genitori del ragazzo mi sembra mooolto lenta…
“quando un minore visiterà un sito definito pericoloso (da chi?) il pc utilizzato invierà un sms ai genitori e la navigazione del minore verrà bloccata.”
potrebbe essere molto … SMS-CRITICAL … a causa di eventuali invii multipli di sms cagionati dalla navigazione randomica del ragazzo.
Lenta, perchè il blocco alla navigazione arriverebbe comunque in ritardo quando il ragazzo potrebbe aver escogitato una tecnica di navigazione il più possibile anonima.
Inoltre, non si può proprio più continuare a parlare dei ragazzi in questo modo così ilare. Non vedo lo scopo, dato che è proprio a loro che deve rimanere la scelta di voler usare questo mezzo.
In fine, deve essere presentato lo strumento di navigazione al ragazzo senza indirizzarlo attraverso una scelta guidata.
on Feb 2nd, 2010 at 2:52 pm
Lo Stato ci dice già cosa studiare, pensare, credere. Basta andare a scuola per capire quanto siamo sudditi.
on Feb 2nd, 2010 at 4:12 pm
Guido, grazie per la chicca video
E grazie per esserci, in rete.
on Feb 2nd, 2010 at 7:20 pm
…. e così, mentre la telecom (forse) verrà regalata o comunque sarà tenuta a parlar spagnolo… ogni mese c’è una propostina, una leggina tanto per rompere i m….appunto.
Come al solito ci si può tranquillamente dormir sopra, facendo finta di non vedere/sapere,finchè la classe politica sarà quella che vediamo non-agire. Sono anche mamma, quindi dico un bel NO a qualunque cybersitting mi si voglia proporre.
Amo la rete perchè libera la mente, e perchè fino ad ora è un luogo dove si concretizza una parola antica e di bruciante attualità: democrazia, con relative polis… e grazie ai tanti giornalisti di Repubblica…
on Feb 3rd, 2010 at 12:58 am
Senza contare che i siti cosiddetti pericolosi possono sempre cambiare denominazione: che so da youporn a vivamaria.com.
Questi oltre a cercare di fare gli imitatori del grande fratello, non
ne sono nemmeno capaci.
Sono degli inetti privi di qualsiasi cultura e quindi in ultima analisi anche inoffensivi: si occupino di fare delle leggi per garantirsi l\’impunità dalle porcherie che hanno fatto e che hanno intenzione di fare, che quello lo sanno fare molto bene, e lascino perdere queste manie da stato etico.
on Feb 3rd, 2010 at 11:02 am
Visto che il decreto ci riguarderà un giorno, in quando futuro papà, mi sto attrezzando con una piccola applicazione che possa archiviare tutti gli sms che il mio pargoletto mi farà inviare, data la natura maliziosa del papà, i geni son quelli
Scherzi a parte, grande post come sempre e complimenti per il “servizio” che offri alla rete, dovrebbero imparare … ma ahimè, sono asini e resteranno asini
on Feb 5th, 2010 at 8:59 pm
ai miei figli non farò guardare quasi mai la tv se non qualche documentario. Per tutto il resto c’è Internet. La Rete, libera e sovrana.
I palazzi governativi sono al passo con la geriatria in ospedale.
Se mi vengono alla mente tutte le idee panzanate che vengono in mente ai nostri governanti, e non solo, si vede quanto poco ci capiscano o fanno a finta non di capirci nulla.
E d’alia, e riotta, e carlucci, e schifani, e romani…e basta!!!
on Feb 8th, 2010 at 9:45 pm
Quando in Cina si introdusse la censura sui siti, si disse che era per i siti porno… Ma guarda un po\’, ora vorrebbero fare la stessa cosa. Ci sarebbe da chiedersi quali siano i veri obiettivi, senza contare che questi uomini politici non hanno alcuna competenza in materia di psicologia e comportamento.