Il Parlamento nell’esprimere il proprio parere favorevole sullo schema di decreto legislativo ormai noto come “Decreto Romani” ha formulato talune richieste di modifica, alcune delle quali volte a sottrarre la Rete ai pesanti effetti o conseguenze che si registrebbero qualora il Decreto dovesse entrare in vigore nella sua attuale formulazione.
Il Vice Ministro Paolo Romani, dal canto suo, ha manifestato la disponibilità ad intervenire sul testo ed ad apportare almeno talune delle modifiche richieste.
A questo punto, sino a quando non disporremo dello schema emendato del decreto - con ogni probabilità, vista la scarsa propensione alla trasparenza nell’attività normativa di Governo, solo dopo la sua approvazione - non ci si può che dispiacere del parere favorevole del Parlamento su un decreto che ha trasversalmente raccolto più critiche che plausi e, ad un tempo, rallegrare che la Rete e le questioni della Rete abbiano così ampiamente tenuto banco nel dibattito parlamentare ed extra parlamentare sulle disposizioni del Decreto Romani che si occupano, appunto, di web.
Frattanto, però, con intento esclusivamente costruttivo e non polemico ma, ad un tempo, con un pizzico di preoccupazione non posso fare a meno di rilevare due macroscopici errori nei quali è incorso nelle scorse ore il Vice Ministro Romani.
Li trovate, entrambi, riassunti nel filmato qui sopra - non potevo non usare un audiovisivo per un post sulla nuova disciplina dell’audiovisivo! - ma ve li sintetizzo, comunque, qui sotto per chi non avesse voglia - o banda a sufficienza! - per guardarsi il video qui sopra.
1. Il Ministro Romani, nei giorni scorsi, ha dichiarato che il sistema dell’autorizzazione preventiva deriverebbe dalla direttiva sul commercio elettronico che la imporrebbe prima dell’inizio di ogni attività di e-commerce.
In realtà, l’art. 4 della Direttiva prevede esattamente l’opposto ovvero che:
Articolo 4
Principio dell’assenza di autorizzazione preventiva
1. Gli Stati membri garantiscono che l’accesso all’attività di un prestatore di un servizio della società dell’informazione ed il suo esercizio non siano soggetti ad autorizzazione preventiva o ad altri requisiti di effetto equivalente.
2. Il Ministro Romani, il 4 u.s., dinanzi all’8° Commissione permanente del Senato ha dichiarato che:
“la normativa belga di recepimento della direttiva n. 65 del 2007 (articolo 38 della legge 26 marzo 2009) introduce il regime della dichiarazione preventiva (”déclaration préalable”) che riguarda espressamente i servizi di media audiovisivi a richiesta forniti su qualsiasi piattaforma, inclusa Internet.”
In realtà non è esattamente così perché in belgio la legge prevede che solo l’editore debba inoltrare una richiesta preventiva e non anche ogni altro fornitore di media audiovisivo così attualmente previsto dalla disciplina italiana.
L’augurio non può che essere che prima di varare il decreto, il Governo si chiarisca le idee su taluni aspetti di particolare delicatezza.





on Feb 5th, 2010 at 8:57 am
su corrierecomunicazioni.it sotto camera e senato ci sono link alle modifiche.
on Feb 5th, 2010 at 12:55 pm
(sono giunto qui tramite il blog di Gilioli Piovono Rane)
A proposito di “confusione di Stato”
Ho letto il post “La caos-politik dell\’Italia” di Nigro sulla visita del nostro leader in medio oriente
http://nigro.blogautore.repubblica.it/2010/02/04/la-caos-politik-dellitalia/
che riporta le parole di un diplomata arabo: “una caos-politik che sembra accuratamente preparata per non far capire nulla ai vostri alleati e perfino ai vostri amici”.
Bene. Proporrei di cambiare il titolo in: “uno stato di confusione accuratamente preparato”.
Ancora ieri, a proposito della riforma Gelmini della scuola, Berlusconi ha parlato di una legge \"che ci mette in linea con l\’Europa\". Stronzate. Come quando Maroni utilizza l\’esercito per rinviare i barconi in Libia, sostenendo che gli accordi con la Libia rispettano i diritti dell\’uomo. Stronzate per stronzi.
Tutti questi politici (ignoranti) hanno costruito la loro carriera sfruttando l\’ignoranza comune. E quando non sanno come giustificare l\’ingiustificabile, tirano fuori dal cappello l\’Europa, le Nazioni Uniti o qualche altro ermetico acronimo.
Ma tanto alla gente che glie ne frega, se tranquillamente può continuare a evadere, a costruire abusivamente e comunque a farla franca: Berlusconi è il suo mito. Il mito da imitare: soldi e gnocche…
on Feb 5th, 2010 at 5:30 pm
Ciao Guido,
mi pare però che sulla legge Belga Romani non abbia tutti i torti.
Se ho ben compreso l’editore a cui fa riferimento l’articolo 38 della normativa citata è l’editore di servizi audiovisuali, (16° Editeur de services : la personne physique ou morale qui assume la responsabilité éditoriale du choix du contenu du service de médias audiovisuels et qui détermine la manière dont il est organisé;”48° Service de médias audiovisuels : un service relevant de la responsabilité éditoriale d’un éditeur de services, dont l’objet principal est la communication au public de programmes télévisuels ou sonores par des réseaux de communications électroniques, dans le but d’informer, de divertir et d’éduquer ou dans le but d’assurer une communication commerciale. Outre les services répondant à cette
définition, le télétexte est également considéré comme un service de médias audiovisuels en étant soumis uniquement aux articles 9 à 15, 31, 32 et 41;(53)”) .
Ciò detto, mi fa molto piacere apprendere dei chiarimenti che con tutta probabilità saranno introdotti nella versione definitiva del decreto.
Quello da cui, invece, continuo a sentirmi distante (e un pò mi dispiace, perchè le speranze su Internet sono le stesse), non da te che sei come me un giurista, ma da gran parte della blogosfera italiana, è questa tendenza alla “persecuzione” perenne.
Farebbe bene ricordare ogni tanto che mentre da noi si discute, altrove le leggi davvero restrittive per Internet vengono approvate ed entrano in vigore, altrove la censura c’è davvero, altrove provi a cercare un termine sgradito e non ti vengono restituiti i risultati della ricerca.
Insomma, se la blogosfera italiana iniziasse tutti i sui ragionamenti con la premessa mentale che il nostro terreno di partenza per quanto concerne le libertà fondamentali è quello di un paese occidentale e non quello dell’Iran (a volte, si leggono in giro certi discorsi che uno dice… ci saranno i guardiani della rivoluzione fuori ad aspettarmi dopo che ho premuto invio) aumenterebbe notevolmente la sua credibilità e il suo peso specifico.
IMHO
M.
on Feb 6th, 2010 at 7:40 am
Per Marco Scialdone. La legge belga parla di programmi televisivi.
Se il testo italiano diventa legge organizzare (scegliere) video anche non televisivi diventerebbe vietato senza agcom, quasi come fosse attività editoriale.
Se poi ci si sbaglia, tanto meglio.
on Feb 6th, 2010 at 11:35 am
@ Spataro: credo che Romani si riferisse esattamente a quello, perché (a torto o a ragione) ritiene che il decreto andrà a disciplinare solo quel fenomeno (la nuova tv via internet) e non altro .
on Feb 7th, 2010 at 6:43 pm
Forse proprio questo sottile ma importante “disguido” sulla direttiva europea consente al governo di varare una legge pro Mediaset che permette il controllo preventivo sui siti che forniscono i servizi per la condivisione di prodotti audiovisivi. Questi articoli del decreto sono stati appositamente costruiti per tutelare i diritti dei contenuti tv che circolano negli innumerevoli canali di Internet (guarda caso come You Tube, ma anche Megavideo, Youload, Movshare, fino ad arrivare con estrema difficoltà alle reti p2p). Ma nonostante i ritocchi, limitare e sorvegliare le attività dei siti, fino all’estrema conseguenza della censura, rimane una minaccia per le libertà di espressione, di informazione, e di collaborazione e condivisione che la rete rappresenta e regala ai suoi netizen.
on Feb 8th, 2010 at 11:49 am
Per Scialdone. Grazie, controllero’ il testo finale (Come tutti
Erano giorni che mi ronzava una idea in testa, ma non trovavo la data.
Era il novembre 2007, Governo Prodi: http://www.iusondemand.com/pdf/dl.asp?num=251
Mi sembra che le proposte dei due governi siano simili, se escludiamo il riferimento all’iptv che sembra essere determinante.