Era il 14 gennaio 2009, poco più di un anno fa, quando nella solenne conferenza stampa di cui al video qui sopra, veniva dato l’annuncio dell’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comitato tecnico per la lotta alla Pirateria audiovisiva e multimediale.
Il Coordinamento del Comitato veniva affidato al Prof. Mauro Masi, oggi Direttore Generale della RAI.
Il Coordinatore, nella stessa conferenza stampa e poi in tutta una serie di ulteriori occasioni annunciava di aver intenzione di chiudere i lavori del comitato entro un termine non superiore a 60 giorni, scatenando, tra l’altro, la forte reazione della Rete che evidenziava come decisioni tanto importanti non potessero essere assunte all’esito di una così rapida riflessione.
Sono passati quasi 400 giorni da allora e…nulla o quasi è stato fatto.
L’attività del Comitato, infatti, si è limitata ad un paio di audizioni.
Il Comitato non è riuscito, sin qui, né a produrre uno studio - che pure il Prof. Masi aveva promesso - circa le effettive dimensioni del fenomeno della pirateria nel nostro Paese né, a maggior ragione, ad analizzare il fenomeno ed ad elaborare soluzioni ampie e condivise.
Meglio così, potrebbe dirsi.
Ma il punto è un altro: il fatto che il Governo su questioni tanto delicate continui a “navigare a vista”, procedendo per proclami, promesse e minacce spaventa ed inquieta perché è la prova - qualora qualcuno ne avesse ancora bisogno - che manca nel nostro Paese una politica dell’innovazione.
Che si guardi alla PEC del Ministro Brunetta prima annunciata e poi trasformata in corso d’opera nella sua sorella minore CEC-PAC, al Decreto Bondi sull’equo compenso pubblicato ormai oltre un mese fa sul sito del Ministero ma non ancora in Gazzetta e, quindi, non ancora in vigore o, piuttosto, al Decreto Romani buttato giù di corsa ed in gran segreto ed ora destinato ad essere rivisto dopo le critiche trasversali diffuse nei giorni scorsi…la musica non cambia.
Il Governo procede a tentoni ed in ordine sparso senza ponderare gli effetti e le conseguenze dei propri annunci e senza tener conto del fatto che ad ogni annuncio seguono scelte, reazioni e decisioni da parte di più o meno ampi comparti industriali, da parte dei consumatori, da parte dei cittadini.
Credo sarebbe onesto sciogliere il Comitato ammettendo che - come è comprensibile - il Prof. Masi - che pure aveva tanto pervicacemente voluto restare alla guida del Comitato da far trasformare per decreto l’originaria designazione funzionale quale Segretario Generale della Presidenze del Consiglio dei Ministri in una designazione ad personam - ha avuto altro da fare e che nessuno a Palazzo Chigi ha trovato modo di occuparsi della questione.
Ciò che, invece, sarebbe davvero inaccettabile sarebbe che nei prossimi giorni qualcuno, a nome del Comitato, tirasse fuori dal cilindro, più o meno a sorpresa, soluzioni stile Hadopi, presentandole come il risultato dell’attività dell’ibernato Comitato.
Il tempo c’è stato, si sarebbe potuto aprire un ampio dibattito e confronto in Rete - attraverso il forum nel quale da Palazzo Chigi nessuno si collega da mesi - e fuori dalla Rete, nelle università, nei diversi comparti industriali interessati e tra i consumatori…non si è stati capaci di farlo ed ora non si può davvero far finta di averlo fatto ed imporre soluzioni non condivise e preconfezionate.
L’innovazione è una cosa seria o, almeno, io la penso così.





on Feb 6th, 2010 at 2:08 pm
Quando leggo queste cose mi viene da chiedermi se la promulgazione di leggi non sia una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani dei politici.
Grazie per aver ricordato la latitanza del Comitato, di cui mi ero assolutamente dimenticato.
on Feb 6th, 2010 at 3:30 pm
>> manca nel nostro Paese una politica dell’innovazione
No, nel nostro paese (con la minuscola che al momento non è il caso) manca proprio la politica. Poco fa ho sentito al telegiornale (che i miei mi costringono a vedere durante i pasti perché io ne farei a meno sempre) il presidente del consiglio (tutto minuscolo tranne l\\\’ego) dire che l\\\’Italia c\\\’è nonostante la crisi.
L’Italia fa attualmente parte del gruppo PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) che gli economisti tengono sotto stretta osservazione per il rischio di default. E questo qui dice che l\\\’Italia ha superato la crisi, fantastico…
Con una irresponsabilità sconvolgente debordata ai massimi livelli, io non mi stupisco che la politica degli annunci (cioè l\\\’unica che si fa in Italia da anni a questa parte, perché nessuno ha il coraggio e la digità civile di prendersi la responsabilità di governare) coinvolga anche le nuove tecnologie e il \\"problema\\" della \\"pirateria\\" digitale…
E francamente, io dico \\"ben venga\\" con gusto…