Ripubblico qui di seguito il testo di un comunicato stampa firmato da otto asociazioni di autori ed editori musicali, pubblicato il 12 febbraio scorso sul sito internet della SIAE a seguito della diffusione della notizia - anche se nel comunicato non vi sono riferimenti diretti - della denuncia per aiuto di stato ed abuso di posizione dominante presentata da Altroconsumo alla Direzione Generale antitrust dell’Unione Europea.
Credo il comunicato non richieda alcun commento perché è una delle prime volte nella storia del consumerismo italiano che l’industria usa parole tanto dure nei confronti di un’associazione di consumatori…
Mi limito a sottolineare alcuni aspetti particolarmente significativi.
12-Feb-2010 Copia Privata
Consenso per il decreto che ridetermina i compensiA seguito della approvazione del decreto firmato dal ministro per i beni e le attività culturali, che ridetermina i compensi per la riproduzione fono-video su supporti vergini e apparecchi per la registrazione, si è aperto un dibattito che ha visto contrapposti da una parte gli aventi diritto (autori, interpreti, produttori) e dall’altra l’industria tecnologica e un’associazione di consumatori. Dopo i consensi al testo del decreto espressi dalla Siae e dalle associazioni dei produttori fonografici come Afi, Audiocoop, Fimi e altre aderenti a Confindustria Cultura e dal Movem09 , movimento che riunisce 40 associazioni, federazioni e sindacati del settore spettacolo, cultura e informazione, otto associazioni di categoria hanno diffuso un comunicato a difesa del decreto. Si pubblica, qui di seguito, il testo del comunicato con le sigle firmatarie:
Le mistificazioni dell’economia canaglia
L’aggiornamento delle tariffe di copia privata ha scatenato reazioni inconsulte basate su bugie e mistificazioni.
La prima bugia è che le tariffe costituiscano un “equo compenso” per l’autore e il produttore la cui opera viene registrata e riprodotta al di fuori del mercato. La verità è che il compenso non è equo, visto che le quantità economiche previste dal decreto non hanno nessun nesso quantitativo con il costo di mercato dell’opera originale, ma sono del tutto simboliche.GS: il valore del denaro, in effetti, è relativo ma un importo che secondo le stime più prudenti supererà i 100 milioni di euro l’anno non lo definirei SIMBOLICO…
La seconda bugia è che la copia privata sarebbe una tassa. La verità è che, nello spirito della direttiva europea che l’Italia ha recepito nel 1993 e in questa sede aggiornato, la copia privata è un risarcimento riconosciuto agli autori e ai loro editori per il mancato guadagno che deriva dalla mancata vendita dell’opera.
GS: prima o poi la questione verrà decisa da un giudice ma continuo a pensare che un importo pagato in adempimento di un obbligo di legge assistito da apposita sanzione per l’ipotesi di violazione e privo - come dicono le stesse associazioni firmatarie del comunicato - di qualsivoglia collegamento sinallagmatico con il preteso danno sofferto dai titolari dei diritti sia più simile ad una tassa che a qualsiasi altra cosa…
La terza bugia è che i proventi da copia privata andrebbero a ingrassare le casse della Siae. La verità è che la Siae, per legge del 1941 e non per iniziativa del ministro Bondi, ha il compito di incassare per conto di autori ed editori quanto di loro spettanza e di ripartirlo tra gli aventi diritto.
GS: Se significa che SIAE intermediando l’equo compenso non ci guadagna nulla questa è una vera bugia smentita dagli stessi bilanci dell’ente mentre se significa che non ci ingrassa perché brucia molte calorie…condivido come, d’altra parte, credo condivida il presidente (Filippo Sugar) della FEM una delle associazioni firmatarie…
Passiamo ora alle mistificazioni.
Il decreto, come da direttiva europea, impone il pagamento del compenso per copia privata a chi importa o fabbrica, allo scopo di trarne profitto, apparecchi atti alla registrazione e alla duplicazione di opere protette dalla legge sul diritto d’autore.GS: la direttiva europea non impone affatto di esigere un equo compenso da fabbricanti, importatori o distributori di supporti ed apparecchi idonei alla registrazione di fonogrammi. Questa è una re-interpretazione nazionale nostra e di qualche altro Paese. La direttiva si limita a prevedere che i titolari dei diritti ricevano un’indennità - equa - per copia privata.
È molto curioso che non venga messo in discussione il profitto dei produttori e importatori di apparecchi e ci si scagli contro il risarcimento (non il profitto) dei creatori delle opere protette. Ed è ancora più curioso che a farlo non siano solo i suddetti produttori e importatori, ma sedicenti associazioni di consumatori, politici e pensatori vari in libertà, che immagineremmo più volentieri impegnati a valutare l’equità del rapporto tra costo di produzione e prezzo al pubblico dei prodotti informatici.
Insomma, sembrerebbe che i consumatori e chi dice di rappresentarli trovino giusto pagare 200 euro un iPod o 700 un iPhone e ingiusto pagare un compenso che serve a risarcire un lavoro prestato, utilizzato e non remunerato. Peraltro, all’estero le tariffe per la copia privata sono state aggiornate da anni e ciò nonostante il prezzo di vendita degli apparecchi è di gran lunga inferiore al nostro e perfino negli USA, dove la copia privata non esiste, un iPhone costa solo 199 $.GS: Un paio di osservazioni a memoria: Altroconsumo credo che sia l’associazione di consumatori italiana più rappresentativa (300 mila iscritti) e forse una delle prime (direi che opera da oltre 30 anni) senza contare che al tavolo dell’equo compenso si è seduta quale rappresnetante del CNCU (che raccoglie tutte le associazioni di consumatori più rappresentative). Temo che all’estensore del comunicato sia scivolata la penna e, forse, dovrebbe raccoglierla e scusarsi…L’aggettivo “sedicente” è davvero eccessivo e fuori posto.
Tanto livore solo perchè ha osato sfidare uno degli ultimi monopoli esistenti nel nostro Paese e tutelare i consumatori?
Quanto al resto mi sembra che la storia di Altroconsumo parli da sola: l’associazione non si è mai tirata indietro quando si è trattato di agire contro i produttori di tecnologia…
È altrettanto curioso che molti soggetti politici non vogliano compiere queste elementari considerazioni e scelgano il silenzio o posizioni equivoche, tanto da destare il sospetto che proteggere e valorizzare chi vive della propria creatività, nonché tutto il settore dell’industria culturale, equivalga a una perdita di consenso e di immagine.
A maggior informazione di tutti, quindi, (anche se questo dovrebbe essere il compito istituzionale di associazioni come Altroconsumo e non il nostro, ma evidentemente Altroconsumo ha Altrinteressi) riteniamo doveroso avvertire che sarà ingiustificato ogni aumento superiore a 0,22 € sui CD-R, a 0,36 € sulle chiavette USB da 4 gigabyte, a 4 € sugli hard disk esterni da 400 giga, a 2,40 € sui computer con masterizzatore interno, a 0,90 € sull’irrinunciabile iPhone.GS: taccio su “Altroconsumo - Altrineressi” ma credo altri se ne occuperanno. Rilevo, invece, che immaginare un aumento di 0.22€ su un CD-R che ha un costo di 0.28€ non mi sembra esattamente il modo migliore per tranquillizzare i consumatori.
Ci aspettiamo la dovuta attenzione da parte dei consumatori.
GS: son convintissimo che i consumatori saranno attenti…
AIDAC - associazione italiana dialoghisti adattatori cinetelevisivi
ANEM - associazione nazionale editori musicali
FEM - federazione editori musicali
GCI - gruppo cultura italia
L’ASSOCIAZIONE - sindacato degli autori, compositori, interpreti italiani
MAP - movimento autori professionisti
SNAC - sindacato nazionale autori compositori
UNEMIA - unione editori autori musica italiana





on Feb 15th, 2010 at 5:03 pm
Credo non esistano commenti adeguati. Quello che i lor signori non capiscono è che viviamo nell’ Unione europea, che cd e DVD se solo si sapesse di più tutti li andrebbero a comprare all Estero in un paese dove tale normative comunitarie non sono state stravolte. L’andare a dire poi che un iPhone in America costa solo 199$ é pura ignoranza perché per lo stesso criterio allora anche in Italia te lo danno a 0 €.
Per tutto il resto direi che hai già commentato esaustivamente.
on Feb 15th, 2010 at 6:22 pm
La storiella dell’equo compenso:
Il sig. Giovanni è un cultore di musica classica. Egli ha centinaia di vecchi vinili dei grandi autori di musica classica (Beethoven, Bach, Mozart) (ndr: tutti di pubblico dominio, quindi senza diritto d’autore).
Vuole “riversarli” su dei cd e a questo scopo, compra un pc e…
paga la copia privata
compra un HD esteno e….
paga la copia privata
compra centinaia di CD vergini e…
paga la copia privata
ecc. ecc.
La domanda mi sorge spontanea:
A chi vanno poi ripartiti tutti questi compensi per copia privata ?
on Feb 16th, 2010 at 11:23 am
Grazie Guido !
Altrinteressi ?! sì è vero: in questo caso oltre agli interessi dei consumatori Altroconsumo ha tutelato l’interesse generale, i miei due cents in merito qui http://bit.ly/cYlrah
Ai fumosi attacchi della SIAE Altroconsumo risponde con i fatti e le solide argomentazioni giuridiche dell’esposto inviato alla Commissione europea contro Siae e il Decreto Bondi, lo trovate qui: http://bit.ly/bpilZ8 , quando avete un pò di tempo può essere una lettura interessante e, se vi convince, please supportate e diffondete la “cause” che abbiamo lanciato su Facebook http://apps.facebook.com/causes/437687
on Feb 16th, 2010 at 11:50 am
Appunto: a chi vanno gli equi compensi?
eiste un bell’elenco pubblico di questi compensi?
I criteri di divisione dei compensi sono aggiuornati? Cioè la rete viene monitorata? o si basano su quello che trasmette la rai e i borderò?
perchè non decidono di prendere il totale incassato con questo equo compenso e divederlo equamente fra tutti gli iscritti?
on Feb 16th, 2010 at 9:03 pm
Io sono un fotoamatore, con 3 figli. Ho iniziato a fotografare in digitale 10 anni fa e mi piacerebbe digitalizzare tutto il mio archivio raccolto in 35 anni (decine di migliaia di immagini). Ho poi iniziato a fare video dei miei figli (dal 1996). Vorrei sapere cosa c’entro con la SIAE, con la “copia privata” e con i “mancati guadagni”…. mi sfugge qualcosa?
Secondo questo modo di pensare… sarà doveroso offrire un “equo compenso” - diciamo il 78% (rapporto tassa/costo del CD-R) sullo scontrino della spesa al supermercato, in favore delle associazioni dei ristoratori. Se compri da mangiare non vai al ristorante, e dunque dei compensare il “mancato guadagno”.
on Feb 17th, 2010 at 10:30 am
Si, Camillo condivido la tua analisi ma c\’è una cosa molto più grave nella copia privata: la SIAE è una società di intermediazione (intermediario-dizionario:agg. chi facilita la conclusione di un affare fra due contraenti; mediatore). La questione è intermediario di chi ? Come vanno ripartiti questi grossi volumi di danaro ? In base alle vendite di cd ? In base alla ripartizione del diritto d\’autore mauturato ? In ogni caso non è equo. Mi spiego: Ho una collezione di vinili 45 giri dell\’artista Marvin Sease acquistati a Londra nel 1978 (in Italia emerito sconosciuto e neppure edito). Li copio su cd vergini ma, a Marvin Sease neppure un centesimo !!! Quindi ? C\’è qualcosa che non mi torna….
Se poi vogliamo affondare la lama nella piaga, possiamo anche parlare di download \"illegale\" di mp3. Con il download illegale Marvin Sease è \"scaricabile\" in Italia. Con il download ufficiale l\’artista non esiste neppure. Se regolamentato bene, il download \"illegale\" porterebbe nelle tasce dei tanti Marvin Sease i loro giusti diritti d\’autore anzichè il nulla come adesso.
(Forse converrebbe chiedere agli autori minori cosa ne pensano che le ripartizioni ufficiali sono legate la mercato e non al reale sfruttamento delle opere).
In tutto ciò non è evidente un sistema anacronistico ?
on Feb 17th, 2010 at 10:45 am
La questione della ripartizione dei proventi è sacrosanta, ma successiva alla questione di “principio”. Il canone RAI è anacronistico in quanto tale o perché finanzia… Sanremo, o Santoro, o…
Gli artisti hanno da tempo capito che il modello di business è cambiato e per questo hanno fanclub e mailing list a pagamento, per questo la frequenza dei tour dal vivo è aumentata, come aumentato è il costo dei biglietti per gli spettacoli… il guadagno viene da altre fonti.
on Feb 23rd, 2010 at 7:30 pm
La cosa ora e’ nelle mani della Commissione EU antitrust: vedremo che succede, con serenita’ e tranquillita’.
Vorrei notare un paio di cose
1) qui in realta’ sono in discussione alcune decisioni dello stato di avvalersi della SIAE, in una situazione monopolistica, cosa che sembrerebbe non compatibile con l’ordinamento europeo; non e’ tanto la SIAE in quanto tale il problema.
2) se altroconsumo esprimendo un legittimo dubbio di compatibilita’ all’authority rappresenta altri interessi, quali interessi rappresenta la SIAE? quelli degli artisti?
Ma ecco alcuni dati di bilancio 2008, cosi’ come presentati nell’esposto;
212,7 milioni di costi
15 milioni di accantonamenti (non distribuiti agli artisti)
… insomma, gestire la SIAE in assenza dello stress della concorrenza e’ un business buono e facile facile!
Puo’ essere odioso entrare nel merito, nei bilanci, ma legittimo se a pagare queste spese di funzionamento siamo noi cittadini consumatori, perche’ questi costi per la macchina SIAE sono alla fine tasse, e sulle tasse abbiamo il diritto di poter dire la nostra!
Organizzazioni come la SIAE, a mio giudizio, potrebbero avere un senso, ma gestite con trasparenza (oggi i costi della siae li decide la siae), in regime di libera concorrenza e con equita’: insomma, andrebbe bene la SIAE se a gestirla fosse qualche cittadino europeo di qualche paese civilizzato.
Al di la’ delle argomentazioni tecniche, credo che non sara’ facile la vita per queste organizzazioni per il futuro, perche’ il concetto di tassa ingiusta oggi crea sempre piu’ rancore e reazione nell’opinione pubblica.
on Mar 8th, 2010 at 11:47 pm
Ho scritto e riscritto questo post per un\\\’ora di seguito…..si, perchè sono un MUSICISTA….ed è difficile spiegare ai non musicisti il danno ormai irreparabile che il p2p e tutte queste altre ca__ate della libera cultura stanno arrecando non solo a noi, ma anche a tutta la filiera….MA SOPRATTUTTO, alla cultura generale del paese!
Ok, vedo di sintetizzare:
1- i cd non si vendono perchè nessuno è tanto stupido da comprare una cosa se sul web la trovi gratis.PUNTO!
2- le case discografiche non investono perchè i cd non si vendono.
3- i gestori dei locali non pagano(ne la SIAE, ne i musicisti), perchè sanno che l\\\’urgenza creativa e comunicativa di un musicista farà sempre si che venga a suonare anche gratis, purchè suoni!
4- tutto il mondo guadagna dalla musica tranne chi la crea(i musicisti, gli studi/produttori fonografici e gli editori/coloro che fanno in modo che tu durante il giorno pensi SOLO a suonare, e non a studiare marketing e management per sopravvivere!!!
Credo non serva ribadire che la musica è dappertutto,vero?
E allora perchè io solamente ci devo rimettere?
Perchè io devo soccombere e morire ferito da un ragazzo di 16 che suona male e gratis, ma con una mailing list di 300 amici?
Perchè il gestore del locale vende trecento birre e a me dà solo 50 euro?
Perchè tutti hanno il mio disco ma io sono povero?
Perchè nel supermarket c\\\’è la musica e io sono povero?
Perchè sul raccordo ti rode il culo di stare in coda e allora accendi la radio e la giornata è meno triste…..e io sono povero?
Perchè Pirate Bay ha i parlamentari e i server e i soldi e io sono povero?
Perchè il tipo della apple è miliardario grazie agli i-pod e io sono povero?
Perchè la Siae chiede il pizzo sui cd ma io becco 28 cent a semestre?
Perchè ti freghi il mio brano e ci fai i soldi con qualche dvd e non mi paghi la siae?
-Sapete che Tom Waits becca da Itunes 14,8 cent. a file mp3?
-Sapete che i cosidetti aggregatori ci sfruttano e ci danno le briciole?(itunes,beatport,zimbalam,cdbaby,ecc.ecc.).
-Sapete quanto costa un\\\’ ora di sala prove, le pelli e le bacchette di una batteria, i pick up di una chitarra e uno studio di registrazione \\"vero\\"?
-Sapete che tutti i musicisti ogni volta si sentono rispondere che nel locale c\\\’è poca gente e che quindi beccano metà soldi?
-Sapete che non è vero che la gente scarica per non comprare un cd scadente?(Si, lo sapete, perchè è pieno di siti dove ascoltare preview…you tube in primis!!!).
-sapete che se non pagate il libro allo scienziato, lo scienziato va a fare il muratore?
-Ma lo sapete che tutte le persone a cui l\\\’ho domandato mi hanno confessato di avere GIGA E GIGA di musica negli hard disk che NON HANNO MAI ASCOLTATO???
-Sapete che i CC mi legano a vita e non mi permettono di vendere in seguito l\\\’opera o cambiare società? Leggete i contratti!!
-Sapete che metà produttori indipendenti non sono ne produttori ne editori, ma solo sciacalli che rubano i soldi ai ragazzi in nome del libero mercato e della lotta al copyright?
-Sapete che tutti gli under 18 credono che diritto d\\\’autore e copyright siano la stessa cosa?
-sapete della norma che, se tu editi un brano al 50% la siae ti paga il doppio, e quindi non c\\\’hai rimesso?
-sapete che le major fanno contratti in cui l\\\’artista prende il 5%?
Vabbè,basta….potrei continuare all\\\’infinito…….
CIAO e grazie per lo spazio.
on Mar 8th, 2010 at 11:52 pm
L’ultima x Camillo!!
Sai che ci offendi? Ma sarai mica uno di quelli che poi stanno al MEI a fare pubblicità alle loro società di aggregazione di contenuti ed a elogiare locali di roma dove gli artisti (perlopiu’ dilettanti)suonano gratis però un cocktail costa 10 euro!!!
Sai che se non porti gli amici non suoni? Che lavoro fai? Il gestore?