Paolo Iabichino, questa mattina mi ha segnalato questo interessante - ed ad un tempo inquietante - thread lanciato da Marco Massarotto su Friend Feed nel quale si parla di un nuovo episodio - o assai probabile episodio - di web censura preventiva ad opera, questa volta, di wordpress, una delle più diffuse e popolari piattaforme di blogging.
La storia è quella che trovate raccontata nel thread e riassunta da Marco in questo post.
Sybelle pubblica un post (qui via google cache) contenente una critica ragionata di una pubblicità di un brand di abbigliamento, alcuni utenti lo commentano, qualcuno segnala a Wordpress pretese violazioni poste in essere non è chiaro se attraverso il post o, piuttosto, uno o più commenti e wordpress prima rende irraggiungibile l’intero blog e poi lo “riaccende” al netto dell’intero post incriminato, commenti inclusi.
Alle richieste di chiarimenti di Sybelle (che non ha mai ricevuto nessuna richiesta di rimozione/rettifica del post e/o di uno dei commenti), WP risponde chiedendo a Sybelle di contattare l’utente che ha fatto la segnalazione.
Peccato solo che Sybelle non sappia chi sia il segnalante.
Mi sembra ci sia poco da aggiungere, la vicenda costituisce, purtroppo, la semplice conferma di un timore che nutro e manifesto da tempo: la continua e crescente tendenza dei nostri tribunali a travolgere il principio della non responsabilità dell’intermediario della comunicazione stabilito dalla disciplina europea sul commercio elettronico ha, ormai, scatenato un’autentica SINDROME DELL’INTERMEDIARIO che si traduce in forme di inaccettabile e pericolosa censura preventiva privata.
Se non si cambia - ed in fretta - l’approccio al problema il rischio è che la Rete venga presto trasformata in un media tradizionale attraverso il quale in molti leggono, guardano ed ascoltano ma in pochissimi - solo quelli con le spalle più larghe - parlano.
Una grande TV tanto per intenderci.
Sarebbe un sacrilegio: avremmo sprecato, tutti, una grande opportunità per la libertà di manifestazione del pensiero.





on Feb 17th, 2010 at 1:52 pm
“il rischio è che la Rete venga presto trasformata in un media tradizionale attraverso il quale in molti leggono, guardano ed ascoltano ma in pochissimi - solo quelli con le spalle più larghe - ascoltano.”
Scusa Guido, forse invece dell’ “ascoltano” finale volevi dire “parlano”? Sarebbe molto più in linea con il messaggio del post.
Commento generale: questo è uno dei motivi, se non IL motivo, per cui tutti quelli che oggi parlano di Web 2.0, partecipazione e simili dovrebbero smettere subito di farlo attraverso gmail, youtube, wordpress, blogspot o qualsiasi altro servizio del genere. A parte il fatto che celebrare la decentralizzazione da una piattaforma assolutamente centralizzata è una contraddizione in termini, storie come questa dimostrano che è anche pericoloso, chi vuole bloccare la comunicazione ha solo UNA o pochissime persone da convincere.
Imparate a fare i provider di voi stessi, almeno a livello software, cioè installate un server di posta, wordpress eccetera su un VPS, altrimenti storie come queste diventeranno la norma.
Marco
on Mag 16th, 2010 at 10:54 am
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