L'ho letto, l'ho riletto, sono tornato a rileggerlo sperando di non aver
capito bene ma…sfortunatamente avevo capito benissimo…
L'emendamento approvato in queste ore alla c.d. Legge Siae di riforma
del diritto d'autore costituisce un autentico attentato all'utilizzo
della Rete - e più in generale delle nuove tecnologie - come strumento
di condivisione del patrimonio culturale.
Ma andiamo con ordine a beneficio di chi, per sua furtuna, ha trascorso
le ultime ore ignaro di quanto accaduto.
L'attuale primo comma dell'art. 70 della Legge sul diritto d'autore,
prevede che "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di
parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se
effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati
da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione
economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca
scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e
per fini non commerciali”.
Il principio del libero utilizzo di un’opera per finalità di critica, di
discussione o, comunque, educative non soffre, dunque, ad oggi, alcuna
limitazione né vincolo tecnologico o connesso alla tipologia di opera in
questione.
Con l’emendamento delle ultime ore, per contro, si vorrebbe inserire
dopo il primo comma dell’art. 70 LDA un nuovo comma 1 bis, attraverso il quale prevedereche: “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet atitolo gratuito di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati,
per uso didattico o enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo
non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le
attività culturali, sentito il Ministro della pubblica istruzione e
dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o
enciclopedico di cui al precedente periodo”.
Il risultato della modifica - lo dico a beneficio di chi non mastica il
giuridichese (pessimo quello utilizzato dai redattori dell’emendamento!)
- è che, a fini di critica, discussione e didattica, da domani, in Rete si rischia di
poter utilizzare solo musiche ed immagini per di più di serie B, se
così può tradursi l’ambiguo riferimento alla “bassa risoluzione o
degradati”.
Quello in atto è un autentico Golpe culturale o, se preferite, un furto
di cultura in danno degli utenti della Rete e delle altre tecnologie di
comunicazione e condivisione.
Non credo, d’altra parte, sia un caso che a manifestare entusiasmo per
l’emendamento sia, allo stato, solo la FIMI, novella Robin Hood allo
specchio che ruba al popolo della rete cultura per offrirla ai signori
delle Major…
Scusate lo sfogo, perdonate la lunghezza del post e, soprattutto, alzate
la voce per riprenderci la Nostra cultura.
Anche se Lorsignori dimostrano, ogni giorno di più, di non averlo capito la Rete e le nuove tecnologie dovrebbero servire a crescere ed ad accedere ad un più ampio patrimonio culturale e non a far diventare più ricchi sempre i soliti noti realizzando una pay for use society…





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