21mag

DDL intercettazioni: un altro passo verso la “chiusura della Rete” per rettifica.

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La “chiusura della Rete” per rettifica è, ormai, davvero vicina.

La Commissione Giustizia del Senato ha, infatti, all’esito dell’esame del famigerato comma 28 attraverso il quale si è, sin dall’inizio,  esteso a tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettifica previsto dalla preistorica disciplina sulla stampa, non ha ritenuto di approvare numerosi emendamenti volti a restringere l’ambito di applicazione di tale disciplina alle sole testate telematiche.

I Senatori hanno, invece, optato per l’approvazione di un emendamento a dir poco inutile e certamente inidoneo a risolvere il problema, secondo il quale l’obbligo di rettifica riguarderebbe “tutti i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”.

Questo il testo del comma 28, come destinato ad essere proposto al voto dell’assemblea:28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici,
ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;
b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;

c) dopo il quarto comma è inserito il seguente:

«Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata»;
d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici,
ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»

Resta, dunque, l’obbligo di rettifica per i gestori dei blog negli stessi termini ed a rischio delle medesime sanzioni proprie di un editore e si chiarisce (ma chi avrebbe mai potuto dubitarne?) in modo ambiguo ed ipocrita che tale obbligo si riferisce anche ai veri e propri giornali online (ci sarebbe mancato solo che la legge sulla stampa dovesse applicarsi ai blog e non ai giornali online!).

Qui di seguito il testo di un comunicato stampa del Sen. Vita che promette di tornare all’assalto del famigerato emendamento nel corso dell’esame finale in aula:Roma, 20 maggio 2010

INTERCETTAZIONI: VITA (PD), “NORMA SU SANZIONI A BLOG DA RIVEDERE”

“Il provvedimento proposto dal governo sulle intercettazioni telefoniche è
una prova ‘tecnica’ di regime autoritario. Se dovesse mai passare, si porrà
il problema della disobbedienza civile. E’ amaro dirlo, ma la coscienza lo
impone. Carcere e multe per giornalisti ed editori, censura e bavaglio per
l’informazione.
Se ne è parlato di meno, ma il testo contiene anche una improvvida norma sui
siti e sui blog, equiparati impropriamente, per ciò che riguarda le
rettifiche, ai giornali quotidiani con il rischio evidente di aprire la
strada a sanzioni per la maggior parte di loro insostenibili. Già nella
seduta di ieri si è avviato un chiarimento in seno alla commissione
Giustizia, ma sarà necessario tornarci. Infatti, maggioranza e governo hanno
voluto a tutti i costi mantenere la dizione generica di ‘siti informatici’,
che si presta appunto ad essere interpretata come una scure
omnicomprensiva”.

Non credo ci sia altro da aggiungere: l’impatto del DDL intercettazioni sul mondo dell’informazione online e offline si presenta sempre più minaccioso e devastante.

Continuo, pertanto, ad invitarvi ad aderire all’iniziativa lanciata con Stefano Rodotà, Fiorello Cortiana, Juan Carlos de Martin, Arturo di Corinto, Alessandro Gilioli, Carlo Formenti e Enzo Di Frenna e a partecipare al prossimo appuntamento di protesta domani, alle 14 in Piazza Montecitorio.

4 COMMENTS

Silvio & company stanno raggiungendo l’obiettivo da tempo prefissato grazie anche all’ignavia, all’incapacità di chi si sarebbe dovuto maggiormente opporre; il PD (Partito Demo…lito) e ciò mi fa molto arrabbiare (eufemismo).
Non resta che sperare in un colpo di scena finale.

DISSENSTO ASSOLUTAMENTE E ILLIMITATAMENTE AL DISEGNO DI LEGGE:

La libertà di opinione e espressione SONO diritti dell’uomo GARANTITI, INSINDACABILI e la BASE DELLA DEMOCRAZIA! (carta delle nazioni unite, corte europea dei diritti umani, corte europea, “costituzione” UE, costituzione italiana ecc). Per fortuna finora chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere.

Secondo la mia opinione da profano questo come la maggior parte delle leggi iniziate da Berlusconi violano la costituzione e tutti i diritti internazionali.

Chiaramente la privacy deve essere rispettata, ma ANCHE le indagini come pure i processi devono essere TRASPARENTI e di dominio pubblico.

La base della democrazia e della lotta alla criminalità sono il controllo da parte dell’opinione pubblica, in quanto la maggior parte dei parlamentari sono persone condannate o sotto indagine o sono di parte (chissà perché, forse a causa di “bustarelle”?!) e non adempiono a loro doveri sui quali hanno giurati.

Secondo me chi è sotto indagine o processo ha ESTINTO il diritto alla privacy! Per cui sarei propenso al contrario del ddl, cioè PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA DETTAGLIATA delle indagini, dei loro risultati e dei processi. (aperte ad OGNI cittadino e ai mass media!). Già nel medio evo i processi avvenivano e gli condannati venivano esposti pubblicamente, come anche le esecuzione. Rispettando lo stato di diritto questo ruolo con una forte azione deterrente questo deve essere possibile per i mass media (compreso le telecamere nelle aule), ma per qualsiasi cittadino.

Piuttosto farei una legge che vieti, per almeno 10 anni (come tempo condizionale per provare il merito), di di candidarsi come rappresentante pubblico ed esercitare tali ruoli, se si è sotto inchiesta o addirittura condannati. Se non erro ca. la metà dei parlamentare sono criminali condannati, per cui è comprensibile che fanno leggi a tutela dei loro “interessi” e non a tutela della maggioranza dei cittadini.

Il governo, la maggior parte dei politici e in prima persona Berlusconi hanno completamente perso il buon senso, quello morale, quello etico e calpestano le leggi intenzionali, europee e italiane, come pure la costituzione con i piedi (sporchi). Berlusconi e co. dicono sempre che si tratta di indagini di ordine politico da parte manipolate dall’opposizione. Lo dimostri con denunce penali e civili contribuisca ad eliminare questi elementi e non con continuamente nuove leggi bavaglio Oltretutto, argomentando cosi, si dice, che la polizia, i magistrati e i giudici sarebbero dei delinquenti, in quanto non imparziali. Se cio fosse bisognerebbe rifare tutti i processi contro Berlusconi.
L’assurdità della legge culmina nel fatto che prevederebbe un collegio di 3 giudici per l’autorizzazione per una intercettazione, ma SOLO un giudice per l’autorizzazione a indagini, per emettere mandati di arresto/cattura/perquisizione e emettere condanne!!

Chi non ha niente da nascondere sicuramente non teme intercettazioni, indagini e processi(nel rispetto dello stato di diritto, ovviamente). Dove c’è fumo c’è anche l’arrosto. Molto semplice.

N.B. Nel frattempo il parlamento tedesco ha emesso la legge per la protezione dell’Euro. Mentre per i politici italiani è più importante la salvaguardia dei loro “interessi”. Vergogna

Per correttezza si deve anche dare ragione a Berlusconi quando dice che la maggioranza degli italiani lo ha votato.
CIOÉ LA CAUSA E LA RESPONSABILITÀ PER TUTTI QUESTI “PROBLEMI” SONO QUEGLI STU… ELETTORI, CHE LO VOTANO E CONTINUANO A VOTARLO. I politici fino ad un certo punto sono solo lo specchio della società. Probabilmente la società italiana(cioè noi tutti) deve ancora sviluppare il senso civile e e di collettività, anziché rimanere una società di egoisti e opportunisti! Chiaramente nel caos totale, come sussiste in Italia, è molto più semplice fare i propri interessi non rispettando le leggi ecc.

Una società civile, democratica e con uno stato di diritto (siccome la base legislativa e costituzione bene o male in Italia sussistono) dipende esclusivamente dalle SINGOLE azioni quotidiane di OGNI singolo cittadino, le quali – se corrispondono alla maggioranza – trovano riscontri concreti nel comportamento degli politici e degli amministratori pubblici.

indagato, assolto per non aver commesso il fatto con rito abbreviato, sul sito di repubblica una nota distorta di tutta la vicenda senza riportare la assoluzione, sono un professionista che stà subendo questa informazione dal 1999 e per questo motivo subisco giornalmente rifiuti cortesi sul lavoro.
Internet mi stà uccidendo e forse lo faro’ da me.
Provete anche voi…….ne parliamo dopo.
Un caro saluto

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