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Obbligo di rettifica: non è una questione di numeri.

Fabio Chiusi, nei giorni scorsi, ha preso carta e penna come, si sarebbe scritto in altri tempi e ha indirizzato una bella lettera aperta agli Onorevoli Cassinelli e Palmieri, chiedendo loro di mantener fede alle promesse fatte lo scorso anno e scongiurare il rischio che, il nostro Parlamento, primo al mondo, equiparasse un blog ad un giornale imponendo ad un blogger il rispetto degli stessi obblighi propri di un giornalista e di un editore, sotto pena, di incorrere, nelle stesse sanzioni.

Oggetto della lettera - a beneficio di chi non avesse seguito le puntate precedenti - è l’attuale comma 29 del c.d. DDL intercettazioni (che dobbiamo però abituarci a chiamare almeno anti-intercettazioni) che estende ai gestori di tutti i siti informatici l’obbligo di rettifica di cui all’art. 5 della Legge sulla stampa.

Se tale proposta - ormai approvata al Senato - dovesse divenire legge, chiunque gestisca un sito informatico dovrebbe prepararsi a dar corso alla rettifica di quanto scritto entro 48 ore dall’eventuale richiesta ricevuta dall’interessato, correndo, altrimenti il rischio di vedersi irrogare una sanzione fino a 12 mila e 500 euro.

Ho già scritto diverse volte quali sono i possibili effetti dell’approvazione di una disposizione di legge tanto stupida quanto pericolosa e cosa ci si debba preparare a fare più che per eluderla, per neutralizzarne - nei limiti del possibile - gli effetti sulla blogosfera.

L’On. Cassinelli (PDL) ha ritenuto di rispondere alla lettera di Fabio, dapprima dichiarandosi pronto a presentare un emendamento al testo del DDL ed a discuterlo in Rete e, quindi, dinanzi all’improvvisa accelerazione dei tempi per la discusione, presentando effettivamente un emendamento che è quello che riproduco qui di seguito:PROPOSTA DI EMENDAMENTO

ART. 1

Al comma 29, lettera a), sostituire il secondo periodo con il seguente: « Per le pagine pubblicate sulla rete internet, le dichiarazioni o le rettifiche sono inserite, attraverso una nota e senza alcun commento, in calce all’immagine o al testo cui fanno riferimento, entro quarantotto ore dalla richiesta se si tratta di una pagina appartenente ad un sito di informazione registrato presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell’art. 5 o presso il registro degli operatori della comunicazione. In tutti gli altri casi, il termine è di sette giorni e decorre dal momento in cui il gestore della pagina, che agisce anche in forma anonima, prende a carico la richiesta di rettifica. ».

Al comma 29, lettera d), sostituire le parole: « per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica» con le seguenti: « per quanto riguarda le pagine pubblicate sulla rete internet ».

Al comma 29, lettera e), sostituire le parole: « o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, » con la seguente: « o il gestore delle pagine pubblicate sulla rete internet ».

Al comma 29, dopo la lettera e), inserire la seguente lettera f): « f) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da euro 7.500 a euro 12.500. Per le pagine pubblicate sulla rete internet, purché il responsabile della pagina abbia indicato un recapito di posta elettronica valido e purché siano gestite senza scopo di lucro, la sanzione amministrativa va da euro 250 a euro 2.500″. ».

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Modifiche alla lettera a):

* La parola “internet” fa parte del vocabolario della lingua italiana, quindi è incomprensibile il reiterato tentativo del legislatore di utilizzare definizioni particolarmente complicate per indicare i siti pubblicati in rete. L’emendamento parla di “pagine pubblicate sulla rete internet” anziché di “siti informatici”.
* Non si parla più di posizionamento, caratteristiche grafiche, visibilità e metodologia d’accesso alla rettifica: semplicemente si dice che essa va inserita in calce al contenuto cui fa riferimento.
* Il termine entro il quale si deve adempiere è di 48 ore per i siti di testate registrate, e di 7 giorni per i siti non registrati.
* Al di là delle divergenze di carattere strutturale (una redazione professionale ha sempre la possibilità di intervenire sulle proprie pagine, mentre un blogger potrebbe essere in vacanza lontano dal PC), non va dimenticato che - mentre una testata registrata ha dei recapiti chiari - non è sempre così (anzi, non lo è nella maggior parte dei casi) per i siti e blog amatoriali. Per questo l’emendamento fa decorrere il termine di 7 giorni per i siti non registrati “dal momento in cui il gestore della pagina, che agisce anche in forma anonima, prende a carico la richiesta di rettifica”.

Modifiche alla lettera d):

* Si tratta di una modifica della definizione di “siti informatici”, come per la lettera precedente.

Modifiche alla lettera e):

* Attualmente il testo prevede la figura del “responsabile delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. Si tratta di una definizione di poco significato, poiché i siti amatoriali non hanno un “responsabile”, ed i “giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” rientrano nella già presente categoria dei “giornali e periodici”. Quindi, si introduce la figura del “gestore delle pagine pubblicate sulla rete internet”.

Introduzione della lettera f):

* Non si può pensare di punire allo stesso modo, in caso di inottemperanza, l’editore del Corriere della sera ed un blogger amatoriale. Quindi, per i siti “senza scopo di lucro” (cioè i siti gestiti amatorialmente) la sanzione è sensibilmente ridotta. Unica condizione: che all’interno del sito sia indicato un indirizzo e-mail valido (l’indirizzo può ovviamente essere di fantasia: nessuno obbliga il blogger a svelare la propria identità).

L’On. Palmieri, invece, ha preferito non rispondere o, più semplicemente, è, in questo momento, off line a conferma che può accadere anche ad uomini di Rete di prendersi una pausa e vivere disconnessi e, quindi, non si può da loro esigere ciò che si richiede a chi fa informazione per mestiere.

Credo che all’On. Cassinelli vada, ancora una volta, dato atto di aver saputo e voluto “ascoltare la Rete” e di essersi fatto carico di cercare una mediazione e/o una soluzione al problema più volte denunciato.

Non condivido, tuttavia, il testo dell’emendamento attraverso il quale, in buona sostanza, si propone di estendere a 7 giorni il termine di 48 ore entro il quale ogni gestore di sito informatico (nell’emendamento “pagina internet) dovrà procedere alla rettifica e di ridurre la sanzione pecuniaria che un blogger sarà tenuto a versare qualora ometta di provvedere alla rettifica (da 12 mila e 500 euro a 7 mila e 500 euro, sempre nel massimo).

E’ davvero riduttivo, infatti, pensare che il problema emerso in relazione al comma 29 possa essere ricondotto ad una questione di numeri e che basti, quindi, estendere il “periodo di grazia” entro il quale il blogger deve procedere alla rettifica e/o accordare a quest’ultimo, qualora non fosse, comunque, sufficientemente rapido, uno sconto sulla sanzione pecuniaria per risolverlo.

La questione è di principio: occorre affermare con forza e senza cedere alla tentazione di guardare solo al contingente, il principio secondo il quale all’informazione non professionistica non è applicabile la disciplina sulla stampa.

Se, lasciandosi trasportare dalla circostanza che non c’è più tempo per ambire a qualcosa di meglio, in questa occasione, si accetta questa equiparazione, il rischio - davvero elevato - è che si aprirà prima di quanto si possa immaginare una nuova stagione nella quale si chiederà ai blogger di registrare la “propria testata” e, magari, di nominare un direttore responsabile.

E’ una deriva che va evitata.

A prescindere, però, da tale questione di principio, ci sono due aspetti, dell’emendamento Cassinelli che, in ogni caso, meriterebbero di essere modificati:

(a) occorre, innanzitutto, chiarire chi sia il responsabile della rettifica nelle diverse ipotesi che possono darsi: su una piattaforma UGC o, più semplicemente, un forum di discussione deve provvedervi il gestore della piattaforma o l’autore del contenuto “rettificando”? In relazione ai commenti su di un blog, spetta al blogger o all’autore del commento procedere alla rettifica? Nel caso di piattaforme di blogging, a chi compete provvedervi? All’editore o al singolo blogger?

(b) sebbene un legislatore distratto e, probabilmente, poco consapevole, nel porre mano all’ultima riforma dell’editoria, abbia fatto un po’ di confusione, il registro della stampa tenuto presso le competenti sezioni dei Tribunali è cosa diversa dal ROC, tenuto presso l’AGCOM: il primo è un registro delle testate mentre il secondo è un registro degli editori ovvero il primo è un registro di prodotti mentre il secondo di persone.

Nell’emendamento dell’On. Cassinelli, tuttavia, si prevede che l’attuale disciplina (48 ore e sanzione fino a 12 mila e 500 euro) resti applicabile “se si tratta di una pagina appartenente ad un sito di informazione registrato presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell’art. 5 o presso il registro degli operatori della comunicazione”.

Per questa via si ricade nell’ambiguità sia perché, come già chiarito, non esistono siti registrati presso il ROC ma solo imprenditori che vi si registrano dichiarando di editare uno o più prodotti e sia perché questo significherebbe che i blog ospitati su piattaforme di blogging gestite da editori iscritti al ROC scontano una disciplina diversa dai blogger che gestiscono autonomamente il proprio blog.

Questi due interventi mi sembrano importanti per garantire, almeno, che l’emendamento rappresenti davvero una soluzione migliore dell’attuale sebbene non quella che, a mio parere, sarebbe necessaria.

Personalmente, sul punto, continuo a ritenere necessaria l’abrogazione della norma come richiesta da Beppe Civati e mi auguro che altri presentino, in Parlamento, emendamenti in tal senso.

Non posso, tuttavia, esimermi dal ringraziare l’On. Cassinelli per aver dato prova, ancora una volta, che la Rete è, ANCHE, uno spazio nel quale cittadini e Politica possono incontrarsi, condividere idee e contribuire a far meglio di quanto il Palazzo non sia in grado di fare se resta chiuso tra le sue mura.

3 Comments on “Obbligo di rettifica: non è una questione di numeri.”

  1. #1 bruno saetta
    on Giu 19th, 2010 at 3:44 pm

    Concordo perfettamente. Appoggio anche io l’abrogazione, in quanto l’emendamento Cassinelli non risolve i problemi, ma si limita semplicemente ad allungare i tempi per la rettifica. Qui non è un problema quantitativo ma qualitativo.

  2. #2 morena
    on Giu 19th, 2010 at 6:27 pm

    Sono anch’io del parere che l’emendamento di Cassinelli sia solo un diverso modo per non guardare alla radice del problema, anche se, a mio avviso, dimostra una maggiore lungimiranza e, forse, spero, una maggiore comprensione dei fenomeni in atto. Non si può in alcun modo prescindere dalla specificità di ciò che definiamo stampa e informazione professionale, e guardare ad essa allo stesso modo della diffusione di notizie ad opera del popolo della Rete. Fenomeni differenti che oggi, grazie ad Internet, si trovano a coesistere, ma che necessitano di approcci (e normative) specifiche. La soluzione va cercata e concertata, realmente. Evitando, così, di prefigurare ‘fughe’ in Islanda dal vago sapore naif..

  3. #3 Fernando
    on Giu 28th, 2010 at 7:09 pm

    Auguriamoci che si possa porre rimedio allo “obbligo di rettifica” per i siti informatici che vengono inopinatamente equiparati ai giornali. Ma come si fa ad equiparare un sito informatico gestito dal un “Blogger” o da un ragazzo ad una testata giornalistica? Due sono le risposte: o si è completamente digiuni, ignoranti, di norme di legge (Questo mi rifiuto di crederlo!) Oppure si è veramente “malvagi”, “odiosi”, direi, “rancorosi” Non rispettosi della libertà altrui che è quella di esprimere liberamente il proprio pensiero che trova riscontro e tutela nell’art.21 della Costituzione che si vuole ad ogni costo ignorare. Propendo per questa ultima ipotesi. Speriamo che la Corte Costituzionale ed il Parlamento Europeo possano rendere quella “GIUSTIZIA” che il cittadino non riesce a trovare nelle cd. “Istituzioni”. La proposta di Cassinelli, che in ogni caso ringraziamo per la buona volontà, purtroppo, non risolve il problema. Occorre stralciare dalla norna l’obbligo di rettifica per i siti informatici che è stato messo lì per fregare i Blogger’s. A mio avviso questo non lo faranno mai per il semplice fatto che vogliono tappare la bocca ai Blogger’s che, evidentemente, gli danno fastidio. Sul mio sito: http://www.libertadiopnione.it ho pubblicato un articolo del collega Scorza per dar modo di pubblicizzare al massimo la vicenda. Farò la stessa cosa con questo ottimo articolo.

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