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Bongiorno: inammissibili gli emendamenti Salva-Rete.

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Con un lapidario provvedimento pressoché privo di motivazione, Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera ha dichiarato inammissibili – tra gli altri – gli emendamenti presentati dall’On. Cassinelli e dall’On. Zaccaria al fine di cercare di limitare e contenere gli effetti nefasti che l’attuale comma 29 dell’art. 1 del c.d. DDL intercettazioni (rectius anti-intercettazioni) minaccia di produrre sulla libertà di informazione in Rete.

A beneficio di quanti non avessero seguito le puntate precedenti ricorso che il testo della disposizione licenziato al Senato, sfortunatamente, estende a tutti i gestori di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” l’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa: entro 48 ore qualora non si provveda ad una rettifica richiesta si è soggetti ad una sanzione fino a 12 mila e 500 euro che ci si chiami Repubblica, La Stampa o, piuttosto PippoBlog.

La Bongiorno nel suo ermetico provvedimento di ieri pomeriggio sembrerebbe sostenere che la decisione sia conseguenza dell’applicazione del secondo comma dell’art. 70 del Regolamento della Camera.

Non sono un esperto di Regolamenti parlamentari ma, francamente, non mi sembra che nell’art. 70 del Regolamento vi sia nulla che giustifichi tale conclusione.

Il testo del secondo comma dell’art. 70 è questo:

2. I progetti già approvati dalla Camera e rinviati dal Senato sono riesaminati dalla Camera la quale, prima della votazione finale, delibera soltanto sulle modificazioni apportate dal Senato e sugli emendamenti ad esse conseguenti che fossero proposti alla Camera.

Al senato il comma “ammazza Rete” era stato modificato malamente e, dunque, gli emendamenti dichiarati inammissibili, proposti nel tentativo di riparare gli errori e le sviste dei Senatori.

Il rischio – ma ancora una volte occorrerebbe che un esperto di regolamenti parlamentari lo confermasse – è che ora i giochi per la Rete siano davvero fatti perché temo che un emendamento dichiarato inammissibile in Commissione non possa essere ripresentato neppure in aula.

Se così fosse, non resta che ringraziare l’attenzione che in Parlamento continuano a dedicare alle questioni dell’informazione in Rete, senza comprendere – o facendo finta di non comprendere – che il futuro – credo e temo l’unico possibile – dell’informazione libera passa proprio per il web.

Attendo, naturalmente, di essere smentito prima di dire che la Rete è la prima vittima eccellente del disegno di legge anti-intercettazioni e che credo nessuno ne abbia neppure capito il perché.

P.S.

Roberto Cassinelli – ancora una volta sul pezzo – ha risposto in tempo quasi reale ad una mia richiesta di informazioni, facendomi presente che riproporrà l’emendamento in Aula con qualche piccola modifica.

Ho già scritto che non si tratta – dal mio punto di vista – del miglior emendamento possibile ma, considerata la situazione, è pur sempre un’opportunità di limitare i danni.

Mi auguro, a questo punto, che l’On. Zaccaria – se effettivamente ciò è possibile – riproponga in aula anche l’emendamento del PD.

4 COMMENTS

Mi spiace essere pessimista, ma per me è inutile sperare in una opposizione etica che combatte contro una maggioranza, in Italia le cose sono molto peggio, i pochi politici etici sono sparpagliati tra le varie formazioni e sono succubi di un maggioritario gestito dai gruppi di potere forti che hanno lasciato l\’etica sotto la suola delle scarpe da tempo. Non è una problematica italiota, è globale, chiaramente gli anglosassoni non si sa come mai si muovono prima degli altri:
http://eu.wiley.com/WileyCDA/WileyTitle/productCd-0470613092.html?sms_ss=email

Questi stanno ancora all’età della pietra. Mi dispiace che non abbiano ancora compreso – o forse sì, e fanno di tutto per fermarla – l’importanza dell’informazione su Internet da parte dei blog.

Nel caso fosse possibile presentare emendamenti in aula, non sarebbe meglio che la rettifica fosse sulla falsariga di quella delle TV?, cioè così:

“Chiunque si ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da articoli o notizie contrarie a verità, ha diritto di chiedere all’autore della notizia ovvero, qualora esso non sia rintracciabile oggettivamente, al titolare del sito informatico, che sia pubblicata apposita rettifica, purché questa ultima non abbia contenuto che possa dar luogo a responsabilità penali”

Si aggancia la rettifica alla falsità oggettiva della notizia e non più al giudizio puramente soggettivo della persona citata nell’articolo che si può ritenere leso sulla base di affermazioni del tutto vere e documentabili (parametro soggettivo), in tal modo si limiterebbero almeno le rettifiche strumentali.

muoversi ora ragazzi non è a rischio il web ma pure you tube e lo stesso amato odiato face book eccovi appello mi scuso sorry fatelo girare dajeee

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.
Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.
Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati. L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina Magazine

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Nonleggere QuestoBlog

Link: la pagina Facebook No Legge Bavaglio alla Rete

Per saperne di più:

* Le ragioni del no al comma “ammazza-blog”, Agoravox Italia
* Quel comma 29 ammazza i blog. Inammissibile lo diciamo noi, Valigia Blu

mobilitarsi ora adesso fate girare l’appello è a rischio pure face book you tube italia

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