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Obbligo di rettifica: Parole, parole, parole…

Quanto sta accadendo nelle ultime ore in relazione all’ormai famoso comma 29 del c.d. DDL intercettazioni ha del paradossale e, a prescindere dal merito della questione costituisce, probabilmente un’ennesima conferma del dillettantismo diffuso e trasversale nel Palazzo nonché dell’evidente inefficienza dei meccanismi di decisione politica.

I fatti sono ormai noti.

Il famigerato DDL intercettazioni contiene, sin dalla sua originaria stesura a cura del Ministro Alfano un comma 29 (fu 28) che mira ad estendere a tutti i gestori di siti informatici l’obbligo della rettifica previsto dalla legge sulla stampa datata 1948.

E’ una previsione che minaccia fortemente la libertà di informazione in Rete.

Era il 14 luglio 2009 - oltre un anno fa- quando la blogosfera italiana scese in piazza e promosse il primo sciopero dei blogger proprio per chiedere al Palazzo di modificare la norma.

L’iniziativa ebbe una enorme eco mediatica e, in tanti, nella maggioranza e nell’opposizione promisero che sarebbero intervenuti a modificare la disposizione.

Nel corso dell’iter parlamentare, tuttavia, fatta eccezione per qualche timido emendamento, nessuno si è davvero battuto per modificare l’infelice e pericolosa disposizione e il risultato è stato che il comma 29 è uscito dal Senato in una formulazione addirittura peggiore rispetto a quella con la quale vi era entrato: il testo ora stabilisce in modo inequivoco che non solo le testate telematiche sono soggette all’obbligo di rettifica ma anche ogni altro sito informatico.

Nelle scorse settimane il testo è, quindi, approdato alla Camera.

In Commissione giustizia, tuttavia, il presidente, Onorevole Bongiorno ha pensato bene di dichiarare inammissibili i due emendamenti attraverso i quali si volevano mitigare le conseguenze della norma sulla Rete.

Ora leggo in una dichiarazione dell’On. Bongiorno al Corriere della Sera che «Io e il governo siamo disponibili a verificare l’opportunità di modificare quella parte».

Davvero interessante ma troppo semplice cavarsela con una battuta a posteriori. Chi ha dichiarato inammissibili i due emendamenti volti a rivedere il comma 29? L’avatar dell’On. Bongiorno?

E i colleghi membri della maggioranza di Governo presenti in commissione giustizia che, ora, a detta dell’On. Bongiorno sarebbero disponibili a rivedere il testo, dove erano quando, inspiegabilmente, la stessa commissione ha bocciato l’emendamento presentato dall’On. Zaccaria già dichiarato inammissibile dall’On. Bongiorno?

Parole, parole, parole…ma non finiscono qui.

Questa mattina con Arianna e Fabio abbiamo dato la notizia delle sconcertanti dichiarazioni dell’On. Ciccanti dell’UDC a proposito del famigerato comma 29. Pare però che Ciccanti parlasse a titolo personale perché Casini sembra pensarla in maniera diametralmente opposta.

L’UDC, dunque, pur non risultandomi nessun emendamento presentato dagli uomini dell’On. Casini né alla Camera né al Senato sembrerebbe contrario al testo del comma 29.

Un’altra buona notizia ma, sfortunatamente, ancora una volta fatta solo di parole che sin qui non si sono tradotte in azione.

Ma andiamo avanti.

Leggo ora il resoconto dell’esame del ddl intercettazioni compiuto ieri mattina in commissione Trasporti e comunicazione alla Camera dei Deputati.

All’esito dell’esame, la Commissione presieduta dall’On. Valducci (PDL), alla presenza del Sottosegretario Giachino ha espresso parere favorevole sul testo pervenutole dalla Commissione Giustizia con un’unica condizione relativa proprio al comma 29.

Mi sembra importante riportare per esteso lo stralcio dei verbali della Commissione:

il testo approvato dal Senato reca modifiche al comma 29 dell’articolo 1, in base alle quali si precisa che i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica sono compresi nell’ambito dei siti informatici ai quali è esteso l’obbligo di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, mediante la pubblicazione, entro quarantotto ore dalla richiesta, delle dichiarazioni o rettifiche con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono;
la formulazione del testo, come modificato dal Senato, non esclude il rischio, già evidenziato nel parere espresso dalla Commissione sul disegno di legge in prima lettura presso la Camera dei deputati, che l’obbligo di rettifica ricada, per la generalità dei siti informatici, piuttosto che sugli autori dei contenuti diffamatori, sui gestori di piattaforme che ospitano contenuti realizzati da terzi, i quali, in considerazione del volume dei contenuti ospitati dalla piattaforma, non sarebbero in grado di far fronte a tale obbligo;
occorre invece ribadire l’esigenza che l’obbligo di rettifica, di cui all’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, come modificato dal comma 29 dell’articolo 1 del disegno di legge in esame, sia riferito esclusivamente ai giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5 della citata legge n. 47 del 1948;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione:
alla lettera a) del comma 29 dell’articolo 1, capoverso, sostituire le parole: «, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica» con le seguenti: «che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5»;
conseguentemente,
alla lettera d) del medesimo comma, capoverso, sostituire le parole: «, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica», ovunque ricorrano, con le seguenti: «che recano giornali
quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5»;
alla lettera e) del medesimo comma, capoverso, sostituire le parole: «, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica» con le seguenti: «riconducibili a giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5».
Il sottosegretario di Stato Bartolomeo GIACHINO esprime l’assenso del Governo sulla proposta di parere favorevole con condizione del relatore.

Parere favorevole, dunque, ma a condizione di modificare sensibilmente il comma 29, condizione condivisa dal Governo per bocca del suo Sottosegretario.

Ce ne sarebbe, forse, abbastanza per non avere più alcun dubbio sul fatto che il comma 29 è destinato, in aula, ad essere abrogato o modificato.

Ma non basta.

Sull’onda delle contestazioni in Rete e fuori dalla Rete, anche il PD ha promesso battaglia sul comma 29 per bocca dell’On. Franceschini che ha aderito ad un appello di art. 21, dichiarando: «Sottoscrivo il vostro appello per salvare la Rete. Il comma 29 dell’art. 1 del ddl intercettazioni rappresenta il più grande tentativo di limitare la libertà del web. Come Partito democratico siamo impegnati a chiedere lo stralcio di questa norma assurda. E porteremo in Aula la battaglia, che affronteremo con qualsiasi mezzo utile per fermare questo scempio»

Almeno a parole, quindi, il Parlamento intero sembra concordare sull’esigenza di modificare il comma 29.

A questo punto non resta che accordare a tutti i nostri Onorevoli il beneficio del dubbio e stare a guardare: se il testo dovesse uscire dalla discussione in aula nella sua attuale formulazione - a prescindere dal caso di specie - avremmo una forte ed inequivocabile conferma del fatto che nessuno in Parlamento ha davvero a cuore le questioni della Rete e/o piuttosto che Lorsignori non sono in grado - per le ragioni più nobili che qui non interessa indagare - di governare non già un Paese, ma neppure un processo decisionale relativo alla modifica di 10 parole in un disegno di legge, pur essendo tutti d’accordo sulla necessità di modificarle.

3 Comments on “Obbligo di rettifica: Parole, parole, parole…”

  1. #1 xkenx8610
    on Lug 29th, 2010 at 12:31 am

    il ritorno del cavaliere oscuro (frank miller)
    purtroppo non si tratta soltanto di oscurare i blog (di per se cosa nefanda in quanto intacca la libertà di espressione)
    e neppure soltanto di una manovra finanziaria che colpisce soprattutto chi detiene famiglia con prole
    sono deceduti due soldati……. la politica italiana attualmente esprime forse solo solidarietà, ma forse e probabilmente è giusto fare conoscere un poco di cultura…..
    di quella cultura che permette che a fare carriera nella difesa italiana siano i concubinaggi delle mogli, nooo non delle mogli dei soldati, degli amministrativi, dei commissari.
    sia CHIARA una cosa io ho solo ascoltato, quello che mi ha riferito mia moglie…. tra donne…
    del resto come lei riferisce……. i carri armati oto melara hanno grossi problemi di service, tanto è che si devono inviare in retrovie delle zone operative civili, anche già in pensione.
    Tutto a posto, in quanto che gu.rgu.gni ha provveduto ad assumere pressoe l’oto il figlio di un ammiraglio……….
    il tutto mentre il politicante dalle grosse orecchie che si era presentato in DI CROSTA giubbotto dell’areonautica militare…….
    si è ben presto dimenticato dell’attività degli operativi.
    Tanto è che tante funzioni della difesa sono state di fatto trascurate a discapito…………………….
    non aggiungo altro
    ancora deceduti tra gli operativi della difesa e tanti altri graduati che stanno col sedere al coperto….
    per non dire di peggio………….
    vomito vomito solo vomito……………
    il presidente del consiglio di lamenta dei soldi spesi per il milan……….
    VOMITO VOMITO SOLO VOMITO
    Marchionne, con l’appoggio di cisl e uil, dopo i soldi che la fiat ha preso sugli investimenti al sud facendo prendere per nuovi macchinari già usati a mirafiori……..
    VOMITO, VOMITO, VOMITO
    mai visto cosa dice wikipedia sui fondo comuni?
    mai visto il cda del fondo cometa (METALMECCANICI)
    mai visto che sicuramente esiste membro cisl, forse presidente è uil, probabilmente il membro cgil è ben nascosto……
    Vo mi to VOMITO VOMITO
    C’è anche la storia della pista di test in puglia, data in gestione dalla fiat ad ex dirigenti(suoi), e che ha avuto soprattutto uno sviluppo immobiliare……..
    tutto a posto, don’t worry
    pifferi, chiedo asilo in un qualche paese asiatico
    l’oscuramento dei blog è solo per oscurare la verità( od almeno qualche cosa che ci si avvicina )

    a noi italiani blog writer, forse, rimane solo l’esilio.
    esplicito infine che sono fortemente contrario ad ogni forma di violenza, e che faccio questo per la mia prole.

  2. #2 marco pierani
    on Lug 29th, 2010 at 1:14 am

    Guido, magari mi sbaglio eh … ma mi sa che bene che vada si rinvierà la discussione a settembre http://bit.ly/aDs6wk il che peraltro sarebbe già un ottimo risultato, visto il dato di partenza …

  3. #3 xkenx8610
    on Lug 30th, 2010 at 7:10 pm

    Il DDL rimandato era il frutto dell’ennesima campagna di DISINFORMAZIONE, in quanto si cerca di sviare da quelli che sono i veri e REALI problemi della rete. Su Wikipedia alla voce “cloud computing” si legge:
    “I sistemi di cloud computer vengono criticati principalmente per gli aspetti legati alla sicurezza e alla continuità del servizio. Utilizzare un servizio di cloud computing per memorizzare dei dati personali espone l’utente a potenziali problemi di violazione della privacy. I dati risultano in possesso dell’azienda che quindi se avesse un comportamento malevolo potrebbe accedere ai dati degli utenti al fine di eseguire indagini di mercato o di profilazione dell’utente. Questi problemi possono essere parzialmente aggirati crittografando i dati sul server al fine di impedire alla società di accedere ai dati ma questa soluzione comunque non risolve del tutto il problema dato che il servizio di cloud computing potrebbe monitorare le attività degli utenti per effettuare una loro profilazione a fini pubblicitari.”

    cosa che peraltro già avviene!!!!

    guardia in resta.

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