Conosco la complessa disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi (me la sono fatta ricordare da un buon amico) e comprendo - pur non condividendolo sino in fondo - il principio per il quale NON tutti i documenti della Pubblica amministrazione possano essere resi accessibili a TUTTI i cittadini.
Nel caso del duplice diniego di accesso ad importanti rappresentanze della comunità telematica e non (cfr. petizione di SCANDALO ITALIANO e richiesta di accesso di GENERAZIONE ATTIVA) ai documenti relativi ad un progetto - il portale turistico ITALIA.IT - costato oltre 45 milioni di euro e chiuso prima ancora di vedere la luce, francamente, mi sembra che il Governo abbia sbagliato nella sostanza e nella forma.
Innanzitutto, infatti, sarebbe stato lecito attendersi che all'indomani della decisione - se così può chiamarsi il "triplice fischio" suonato dal Ministro Rutelli nelle scorse settimane - del nuovo Governo di chiudere un progetto fallimentare tanto esoso e discusso, da Palazzo Chigi si avvertisse l'esigenza di spiegare alla comunità telematica - e più in generale ai cittadini italiani - come sono stati impiegati i 45 milioni di euro "risucchiati" nel buco nero telematico di ITALIA.IT.
Non basta dire, come ha fatto il Ministro Rutelli, che oggi c'è Google ed un portale sul turismo non serve più…
Quanto alla forma non credo che nell'era della società dell'informazione al popolo della rete che chiede conto di un progetto che lo ha riguardato da vicino e che è costato ai cittadini di questo Paese 45 milioni di Euro si possa rispondere in burocratese ed a 5 mesi di distanza dalla richiesta.
Il comportamento del Governo, sul punto, è la miglior conferma di quanto poco gli inquilini di Palazzo Chigi - vecchi e nuovi - abbiano capito l'importanza della Rete e la rispettino.
La democrazia elettronica, con un pò di fortuna ed uno sforzo da parte di tutti, è dietro l'angolo e verrà il giorno in cui da Palazzo Chigi guarderanno alla Rete a caccia di voti e consensi:quel giorno bisognerà farsi trovare pronti a respingere la richiesta al mittente - da qualsiasi parte provenga - sin tanto che qualcuno non si dimostri pronto ad ascoltare davvero l'internet italiana.
Frattanto, in attesa di verificare se il diritto possa aiutare i cittadini a sapere ciò che i governanti avrabbero loro dovuto dire spontaneamente, un grazie a quanti continuano a tenere alta l'attenzione sul tema come hanno fatto in questi giorni Punto informatico e Stefano Q.






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