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Sul “degrado” dei contenuti digitali decideranno i Giudici o il Ministero?

Nel corso della trasmissione di poco fa su Radio Città Futura, Daniele Minotti ha sollevato qualche perplessità circa l'opinione da me espressa qualche minuto prima agli stessi microfoni, in merito al fatto che il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali dovrà individuare anche i parametri di riferimento per stabilire cosa si intende per "degradato" e "a bassa risoluzione".

Francamente il tenore letterale della norma ("i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma") ed il fatto che mi sembrerebbe assurdo sotto il profilo della certezza del diritto lasciare che ogni utente interpreti a modo suo l'ambigua espressione di cui al comma 1 bis, demandandone la definizione alla fase dell'eventuale accertamento giudiziale dell'illecito, mi portano a pensare che il decreto dovrà occuparsi anche - e vorrei dire soprattutto - di questo aspetto.

In questa prospettiva - con il prezioso contributo di Luca Spinelli di Punto Informatico - ho predisposto una prima bozza del decreto aperta, ovviamente, al contributo di tutti su Wikia Campaigns.

Impossibile, tuttavia, negare che il dubbio sollevato da Daniele Minotti non è privo di fondamento.

Forse, d'altra parte, sarebbe meglio così…a quel punto tutto potrebbe restare come oggi e prima di pretendere il pagamento di qualsivoglia compenso i titolari dei diritti ed i loro rappresentanti dovrebbero domandare al giudice di accertare l'illiceità della condotta dell'utente per aver degradato troppo poco un'immagine o la risoluzione di un suono…

Che ne pensate? 

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