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Decreto Pisanu: meglio tardi che mai.

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Questa mattina, in questo post su Il Fatto Quotidiano ho rimproverato il Ministro Maroni, a proposito della promessa abrogazione del famigerato Decreto Pisanu [limitatamente alle questioni in materia di accesso a internet], di non aver fatto seguire alle parole i fatti.

Onestà intellettuale mi impone ora di segnalare che dalle “pieghe” del sito del Senato della Repubblica è appena affiorato il testo di un disegno di legge del Governo attraverso il quale, tra l’altro, si propone proprio l’abrogazione dell’art. 7 del Decreto Pisanu, ovvero dell’intera disposizione che attualmente impone ai gestori di esercizi pubblici di identificare, a mezzo documento di identità, i propri clienti ai quali pongono a disposizione risorse di connettività WiFI.

Si tratta, naturalmente, “solo” di un disegno di legge che, ben difficilmente, potrà completare il proprio iter prima della fine dell’anno ma, non c’è dubbio, che il Ministro Maroni, un seguito, alle sue parole lo abbia dato e di ciò gliene vada dato merito.

Peraltro, l’art. 3 del disegno di legge, si limita a prevedere l’abrogazione dell’art. 7 senza neppure far riferimento – così come inizialmente ipotizzato dallo stesso Ministro – forme di identificazione “light”.

A questo punto non resta che sperare che l’iniziativa legislativa del Governo arrivi presto a destinazione.

A me, invece, tocca, anche, di chieder scusa al Ministro per l’affrettato giudizio.

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Da giovedì 16 dicembre sono in corso di esame in commissione alla camera anche i disegni di legge C.3853, C.3787 e C.3736, tutti riguardanti l\\\’abolizione del decreto Pisanu.

Fabio

Le chiedo un parere Sig. Scorza su questo aspetto,
Attualmente e\’ possibile identificare tramite sms solo i cittadini italiani in quanto certe sim in certi paesi vengono rilasciate senza copiarne fotostaticamente il documento (circolare ministero dell\’interno di novembre 2007). In proposito mi son sempre chiesto se all\’interno di uno stato comunitario sia possibile discriminare l\’accesso alla rete ad un cittadino europeo, ovvero se una procedura d\’identificazione possa essere inapplicabile ad un cittadino europeo che non ha una sim italiana…quello stesso cittadino europeo con sim estera che comunque puo\’ accedere alla rete con il suo telefonino/palmare/smartphone e chiamare in roaming NON puo\’ usufruire dell\’identificazione via sms. Possibile che nessuno dei wisp o la loro associazione in assoprovider si sia fatto forza di questa contraddizione e non abbia posto questa questione al parlamento europeo? E se cio\’ non e\’ accaduto qual\’e\’ il motivo che l\’avrebbe finora impedito?

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