Questa mattina, Punto Informatico - che sin dall'inizio ha seguito la vicenda - ha dato la notizia dell'arrivo dell'attesa risposta del Ministero dei Beni Culturali all'interrogazione con la quale l'On. Franco Grillini, nei mesi scorsi, aveva chiesto lumi al Ministro circa l'esistenza nel nostro Paese di stringenti limiti alla riproduzione di beni culturali esposti in pubblico e circa la volontà di prevedere anche nella legislazione italiana un "diritto al panorama" in conformità a quanto previsto nella legislazione della più parte degli altri Paesi.
Il caso, come ricorderete, era scoppiato a seguito della diffida inviata a Wikipedia dalla soprintendenza per il Polo museale fiorentino affinché rimuovesse tutte le immagini relative agli interni ed agli esterni dei monumenti da essa gestiti.
Come scrive Luca Spinelli in un post di qualche ora fa, la risposta - giunta attraverso il sottosegratario ai beni culturali Danielle Mazzonis - è ambigua e deludente e - questo lo aggiungo - rischia di creare più confusione di quanta già non ce ne fosse.
Il ragionamento delSottosegretario è, in sostanza, questo: in Italia è permesso tutto ciò che non è vietato (ad alcuni, in realtà, anche questo!) > scattare foto a monumenti ed opere dell'architettura contemporanea non è vietato a meno che non siano coperti da diritto d'autore > è dunque possibile scattare foto di opere e monumenti purché realizzati da "autori" defunti da oltre 70 anni.
GRAZIE ON. MAZZONIS NON C'ERA BISOGNO DI UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER SAPERE CHE SI PUO' ANCORA FOTOGRAFARE LIBERAMENTE CIO' CHE NON E' COPERTO DA DIRITTO D'AUTORE.
Fin qui, direi, scene di ordinaria politica italiana: l'arte del dire senza dir nulla e del rispondere senza aggiungere nulla alla domanda.
C'è, tuttavia, un passaggio della risposta all'interrogazione che lascia senza parole.
SCRIVE IL SOTTOSEGRETARIO: Per quanto attiene alla tematica del pagamento dei diritti agli autori delle opere contemporanee, si evidenzia che l'art. 2 della legge 9 gennaio 2008, n. 2 (in G.U. serie generale n. 21 del 25 gennaio 2008) ha modificato l'articolo 70 della legge sul diritto d'autore ampliando il regime delle esenzioni. In particolare, è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.
Il riferimento è all'ormai noto comma 1 bis aggiunto all'art. 70 della Legge sul diritto d'autore che, per comodità di tutti vi ricordo: 1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.
La previsione non ha assolutamente nulla a che vedere con la questione oggetto dell'interrogazione dell'On. Grillini né, evidentemente, con la pubblicazione su Wikipedia delle fotografie dei monumenti italiani.
Mi permetto di spiegarne le ragioni all'On. Mazzonis rimasta evidentemente vittima di una norma - lo abbiamo scritto decine di volte - scritta da un'analfabeta giuridico.
Il nuovo comma 1-bis si riferisce esclusivamente - almeno per come è stato scritto - al diritto di pubblicare un'opera altrui, per finalità didattiche o scientifiche, solo se a bassa risoluzione e degradata mentre, in relazione al diritto al panorama, ciò che viene in rilievo è il diritto ad effettuare autonomamente una riproduzione del monumento o dell'opera architettonica.
Tanto per intenderci se potessi legittimamente scattare la foto di un monumento anche per delle finalità non personali, poi potrei pubblicarla in rete senza l'esigenza di degradarla mentre se volessi pubblicare in rete la foto di un monumento scattata da un fotografo di fama, per pubblicarla - anche se per scopi didattici o scientifici - dovrei prima degradarla.
Io capisco che un Sottosegretario al Ministero dei beni culturali non debba essere un giurista ma chiedo troppo se chiedo che utilizzi le risorse dei contribuenti per far rileggere la risposta ad un'interrogazione parlamentare ad uno dei migliaia di consulenti giuridici di cui il nostro Governo si avvale?
Se poi così è stato ed il consulente giuridico del sottosegretario è caduto anch'esso nella trappola…allora se la prenda con chi ha partorito una norma incomprensibile persino per chi mastica il burocratese del Palazzo.





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