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Caso Peppermint: in Francia la deontologia è una cosa seria.

Gli amici del Circolo dei Giuristi telematici e l'amico Alessandro Monteleone mi segnalano che il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Parigi, all'esito di un procedimento disciplinare promosso contro l'Avv. Martin - il legale che per conto della Logistep e della Techland aveva inviato migliaia di lettere ad utenti francesi di piattaforme di p2p chiedendo il pagamento di 400 euro a fronte della rinuncia dei propri clienti ad agire in giudizio a tutela dei propri diritti di proprietà intellettuale - ha condannato quest'ultima a 6 mesi d'interdizione dall'esercizio della professione e l'ha privata, per 10 anni, della legittimazione ad essere eletta membro del Consiglio medesimo.

La vicenda è identica a quella che in Italia, nell'ambito dell'ormai noto Caso Peppermint, ha visto protagonista l'Avv. Otto Mahlknecht che invio un'analoga missiva a migliaia di utenti italiani per conto della tedesca Peppermint.

Il 24 maggio del 2007 Altroconsumo aveva segnalato la vicenda al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bolzano che, sfortunatamente, ad unidici mesi di distanza, non ha ancora avvertito neppure l'esigenza di riscontrare la comunicazione dell'Associazione di consumatori.

Faccio l'avvocato, non sono un giustizialista e non ho, evidentemente, ragioni per augurarmi che un Collega incorra in una tanto grave sanzione disciplinare ma…considerato che, sin qui, nessuno ha neppure avvertito l'esigenza di scusarsi pubblicamente per aver "minacciato" migliaia di brave persone (ed ora non ditemi che sono pirati!) dopo aver trattato illegittimamente (lo hanno detto, a chiare lettere, i Garanti per la Privacy svizzero ed italiano) i loro dati personali, francamente, credo se non vogliamo continuare a passare per quelli che confondono le questioni DEONTOLOGICHE con quelle CORPORATIVE sia necessario una presa di posizione forte da parte delle competenti Autorità disciplinari. 

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