Guido Scorza

Internet, diritto e politica dell'innovazione

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DDL Butti: un nuovo attacco alla Rete.

27 febbraio 2012

E’ approdato in Commissione Giustizia al Senato della Repubblica ed è destinato ad essere esaminato nelle prossime ore il disegno di legge attraverso il quale il Senatore Alessio Butti (Pdl) intende subordinare la libertà di chiunque di “utilizzare” online l’informazione proveniente da riviste e giornali ad un preventivo accordo con le associazioni maggiormente rappresentative degli editori.

Ne avevo già parlato qui, all’indomani della sua presentazione al Senato.

Un’autentica folle ed anacronistica iniziativa che minaccia di mettere in ginocchio l’informazione online e di trasformare la Rete nella più scontata, piatta e tradizionale piattaforma editoriale di tutti i tempi.

La soluzione proposta dal Sen. Butti – in compagnia di un manipolo di colleghi – è tanto semplice quanto disarmante.

Un minuscolo comma – appena 637 caratteri spazi inclusi – da inserire con il numero 2bis all’art. 65 della legge sul diritto d’autore che, ironia della sorte, è inserito nel Capo V, relativo alle libere utilizziazioni.

Un pugno di caratteri per dire che “l’utilizzo o la riproduzione, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, di articoli di attualità pubblicati nelle riviste o nei giornali, allo scopo di trarne profitto, sono autorizzati esclusivamente sulla base di accordi stipulati tra i soggetti che intendano utilizzare i suddetti articoli, ovvero tra le proprie associazioni di rappresentanza, e le associazioni maggiormente rappresentative degli editori delle opere da cui gli articoli medesimi sono tratti”.

Utilizzare un articolo di attualità online, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, cosa significa?

Indicizzarlo? Linkarlo? Inserirne un estratto in un post per commentarlo o discuterlo?

La sensazione, sfortunatamente, è che il Sen. Butti stia pensando a tutte queste cose.

(Continua a leggere qui su Wired)

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