Leggo sulle pagine di Punto Informatico l'ennesima brutta storia di netcensura: un blogger critica (non so se a torto o a ragione) le capacità politiche di un Consigliere Comunale e quest'ultimo, per tutta risposta, lo querela per diffamazione chiedendo ed ottenendo il sequestro preventivo dell'intero blog e non del solo post incriminato.
Non conosco la vicenda, non ho avuto modo di leggere il post incriminato, non so dire se ed in che misura il suo contenuto fosse diffamatorio e, francamente, non mi interessa…
Il punto è un altro: sequestrare un blog per oscurare un post è esattamente come chiudere una televisione per un servizio asseritamente diffamatorio mandato in onda nel corso di un TG.
Quello in atto è un autentico attentato alla libertà di manifestazione del pensiero: anche l'autore di un reato di diffamazione - ammesso anche che il reato venga mai accertato - ha il diritto di continuare a dire la sua ed esprimere il proprio pensiero senza limitazioni o censure diverse da quelle dettate dalle regole vigenti.
Cosa fare per fare per reagire dinanzi ad una delle più gravi forme di attentato alle libertà civili del popolo della Rete? Agire con l'unica arma che in certi ambienti, sfortunatamente, incute timore: il risarcimento dei danni contro chiunque abbia illegittimamente - per incompetenza o ignoranza delle dinamiche della Rete - privato un libero cittadino della più sacra tra le sue libertà: quella di manifestazione del pensiero.
Chissà che qualcuno non si senta diffamato da questo post e…non decida di sequestrarlo preventivamente dandomi così l'occasione di passare dalle parole ai fatti…





0 Comments on “Blog e censura preventiva: una brutta storia.”
Leave a Comment