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Il muro di gomma del Governo sulle nomine Agcom
E’ una brutta storia italiana quella che si sta consumando attorno alle nomine dei membri e del Presidente dell’Autorità per la Garanzie nelle comunicazioni.
Una storia nella quale, ancora una volta – secondo un copione già andato in scena centinaia di volte nella storia della Repubblica – protagonista indiscusso è il segreto attraverso il quale politici e governanti innalzano spesse ed impenetrabili mura di gomma per proteggersi dallo sguardo – evidentemente ritenuto indiscreto – dei cittadini.
Ma stiamo ai fatti.
Ieri, per il Presidente ed i membri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è stato l’ultimo giorno di lavoro. Il loro mandato è scaduto.
Oggi un nuovo Presidente e quattro nuovi membri avrebbero dovuto insediarsi in Autorità . A nominare il primo avrebbe dovuto essere il Presidente del Consiglio dei Ministri d’intesa con il Ministro delle Comunicazioni, mentre a nominare i secondi il Parlamento. Niente di tutto ciò è accaduto, esattamente come, d’altra parte, già successo nelle scorse settimane, per i membri ed il presidente del Garante per la privacy e per il Consiglio di amministrazione della RAI.
Le imminenti elezioni amministrative appena svoltesi hanno, evidentemente, suggerito a Governo e Parlamento di soprassedere da qualsiasi decisione per non turbare i già difficili equilibri elettorali. Considerazione amara se si tiene presente che le Authority in questione sono – o almeno dovrebbero essere – Autorità indipendenti, tra l’altro, proprio dalle cose della politica, ma inutile stupirsi per questo.
Il punto è un altro.
(segue qui su Il Fatto Quotidiano)
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