Guido Scorza

Internet, diritto e politica dell'innovazione

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Cara Ferrari, su Twitter si sbaglia

6 luglio 2012

Cara Ferrari,

seguo da tempo, come milioni di italiani, le trasmissioni sportive che conduce ed ho, spesso, provato ammirazione – e come me immagino molti altri telespettatori – la capacità e competenza con la quale ha saputo, anno dopo anno, imporsi in un “mondo di uomini” come quello del calcio.

Non ho intercettato – se non a seguito delle Sue recenti dichiarazioni circa l’intenzione di querelare Twitter per diffamazione – i cinguetti malevoli che l’hanno offesa e che, certamente, sono note stonate o, forse, autentiche stecche, nel concerto dell’informazione libera che, ogni giorno circola nel mondo dei social network.

Non c’è comunità piccola o grande, locale o globale che non abbia le sue pecore nere.

Basta guardare alla straordinarietà sociale del fenomeno della tifoseria che ben conosce, talvolta rovinato dal gesto stupido, folle ed idiota di un singolo che non sa resistere alla tentazione di sfruttare la popolarità mediatica di uno sport per esporre dentro uno stadio uno striscione xenofobo o diffamatorio.

Le comunità virtuali che si sono costruite attorno alle piattaforme di social network non si sottraggono alla regola della “pecora nera”.

Alcune pecore nere, evidentemente, nei giorni scorsi hanno deciso di prendersela con Lei, di non guardare alla sua professionalità – o, eventualmente, alla Sua non professionalità se questo fosse stato il loro convincimento tecnico – ma di fermarsi al Suo aspetto estetico e di derivarne conclusioni fuori luogo, stonate e, magari, anche diffamatorie [n.d.r. non le ho, forse per fortuna, intercettate o recuperare tutte].

(Segue qui su Wired)

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