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La Rete clandestina…

by Guido Scorzain Main themes 0 Comment(s)

Ho approfittato di un volo aereo di qualche ora per leggere le motivazioni della Sentenza con la quale il Tribunale di Modica ha condannato lo Storico Carlo Ruta per stampa clandestina.

Le conclusioni di tale decisione erano già note da tempo e non avevano mancato di sollevare molte perplessità anche se, probabilmente, la speranza di tutti era che ci si sbagliasse.

Nessun errore, invece. Lo storico siciliano è stato condannato in quanto secondo i giudici avrebbe dovuto registrare presso il competente tribunale la testata "Accade in Sicilia" da esso edita attraverso il proprio blog all'indirizzo www.accadeinsicilia.net".

Si sbaglierrebbe, tuttavia, ad archiviare semplicemente la questione parlando di una Sentenza sbagliata o di una "cantonata del giudice".

Non è così: il Giudice date due soluzioni interpretative lasciate aperte dalla vigente disciplina sull'editoria (quella si scritta male e pensata peggio, da bocciare senza prova di appello come ho già scritto) ne ha scelta una incorrendo, probabilmente, in qualche leggerezza sulla quale tornerò nelle prossime ore.

Proprio per questo, tuttavia, la situazione è più grave di quanto non sarebbe si trattasse "solo" di un errore giudiziario: il Caso Ruta ha portato alla ribalta un rischio che è noto agli addetti ai lavori sin dal 2001 ovvero quello che – complice la brutta nuova legge sull'editoria (la 62/2001) da un giorno all'altro l'intera Rete avrebbe potuto essere ritenuta clandestina…

I principi contenuti nella decisione del Tribunale di Modica, infatti, se rigorosamente interpretati non lasciano spazio alcuno a conclusioni diverse: ogni sito di informazione (cosa non è informazione nella Società dell'informazione?) deve essere registrato perché il suo titolare non corra il rischio di incorrere in una condanna analoga a quella inflitta a Carlo Ruta.

Buon rientro dalle vacanze, dunque, da un sito clandestino!

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