Guido Scorza

Internet, diritto e politica dell'innovazione

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La (in)giustizia dei banchieri digitali

21 luglio 2012

PayPal, leader del mercato globale dei pagamenti online, ha deciso di trasformarsi in uno Sceriffo della Rete, mostrandosi così accondiscendente alle pressioni delle lobbies dell’industria dei contenuti.

I gestori delle piattaforme di file hosting o file sharing che intendano ricevere pagamenti via PayPal, da oggi, devono, infatti, sottostare ad una lunga serie di condizioni attraverso le quali PayPal intende, in buona sostanza, riservarsi il diritto di monitorare quali contenuti transitino sulle piattaforme in questione e quali mezzi di contrasto alla pirateria online il gestore della piattaforma abbia adottato ma soprattutto garantirsi la possibilità di richiedere la rimozione di un qualsiasi contenuto, dietro minaccia – in caso di mancata risposta entro un giorno lavorativo – di sospendere o interrompere l’erogazione dei servizi.

Siamo di fronte ad un’autentica forma di privatizzazione della giustizia.

Un imprenditore – peraltro, probabilmente, in posizione dominante nel mercato di riferimento – che decide unilateralmente di trasformarsi in braccio armato della legge e di auto-attribuirsi poteri che, in uno Stato di diritto, dovrebbero competere solo alla Magistratura – o comunque alla competente Autorità – ed alle forze dell’ordine: accertare l’eventuale sussistenza di illeciti, irrogare le sanzioni e, eventualmente, darvi esecuzione.

(segue qui su L’Espresso)

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