Apprendo da un comunicato stampa pubblicato sul sito di SIAE che sarebbe stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un un Comitato tecnico, d’intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali contro la pirateria digitale e multimediale. Faranno parte del comitato, stando a quanto si legge su Il Sole 24 Ore oltre al coordinatore e al capo gabinetto del ministero dei Beni culturali, il presidente della Siae (Società italiana degli autori ed editori), i rappresentanti dei dicasteri coinvolti e due esperti del settore, che verranno nominati a breve.
Il coordinamento del comitato è stato, invece, assegnato a Mauro Masi già Commissario straordinario della SIA
L'idea del comitato sembra sia quella di riproporre in Italia il modello francese di lotta alla pirateria telematica: se scarichi illegalmente ti taglio i fili del telefono ops…ti disconnetto da Internet e, quindi, dal mondo.
L'iniziativa è preoccupante e tornerò a parlarne più diffusamente in serata.
Per ora una sola considerazione: il Comitato parte con il piede sbagliato perché già il titolo è miope.
Non si può affrontare il problema della pirateria on-line disgiuntamente da quello più ampio del mercato - e più in generale della circolazione - della cultura digitale.
Sarebbe come pretendere di regolamentare la materia dei clandestini senza aver prima dettato un quadro di regole chiaro per l'immigrazione e/o l'acquisto della cittadinanza italiana.
Analoghe perplessità induce la circostanza che non siano stati coinvolti sin dall'inizio i rappresentanti dei tanti protagonisti del mercato della cultura digitale diversi dai titolari dei diritti: gli interner services provider, gli UGC ed i consumatori.





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