Credo che nessuno possa sospettare che - almeno in relazione alla questione dell'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale - io sia filo-francese ma non posso astenermi dal rilevare che la Commissione Olivennes ha visto la luce in un contesto assai più trasparente ed illuminato di quello nel quale è stato istituito l'italico Comitato.
Cominciamo dal titolo.
L'incarico conferito dal Ministro della cultura a Denis Olivennes ha avuto ad oggetto "la lutte contre le téléchargement illicite et le développement des offres légales d'oeuvres musicales, audiovisuelles et cinématographiques" e non semplicemente la lotta alla pirateria come accaduto in Italia.
Almeno nelle parole, dunque, in Francia si è mostrata piena consapevolezza che il problema della pirateria audiovisiva è legato a doppio filo a quello dell'offerta lecita di cultura digitale.
A voler copiare l'esempio francese…forse lo si poteva far meglio!
Analoghe conclusioni appaiono legittime sotto il profilo della trasparenza.
L'istituzione del Comitato, infatti, stando a quanto si apprende dagli organi di stampa sarebbe avvenuta nell'ambito del Consiglio dei ministri del 23 settembre: nel resoconto del CdM del 23, tuttavia, non c'è traccia del Comitato…
In Francia l'incarico conferito a M. Olivennes forma oggetto di un dossier audiovisivo nel quale sono pubblicati e resi disponibili una gran quantità di documenti ed informazioni, ivi incluse le risposte del Ministro della cultura ai dubbi sollevati - giustamente - da qualcuno circa la scelta del soggetto cui affidare l'incarico.
Io direi: una questione di stile: ALMENO.





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