Guido Scorza
Internet, diritto e politica dell'innovazione

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La tragicommedia del FOIA all’italiana

16 febbraio 2013

Ci sono occasioni nelle quali la realtà supera la fantasia ed i Governanti assumono le sembianze di goffi commedianti.

La vicenda legata all’approvazione del decreto di riordino della disciplina sulla trasparenza cui il Governo ha provveduto lo scorso venerdì è una di queste.

I fatti, raccontati in modo asettico, bastano a tratteggiare il carattere tragicomico di quanto avvenuto più di milioni di parole.

Nei giorni scorsi, quasi a sorpresa, Palazzo Chigi informa, attraverso un comunicato stampa di aver approvato, in via preliminare, un Decreto ispirato al Freedom information act ovvero la legge che, in centinaia di Paesi al mondo, riconosce a chiunque il diritto di accedere ad ogni informazione in possesso della pubblica amministrazione e degli enti da essa controllati senza bisogno di avere, a tal fine, uno specifico interesse come, per contro, sin qui, previsto dalla disciplina italiana.

Alcune indiscrezioni – circostanza di per sé curiosa ed al tempo stesso inquietante trattandosi di un testo sulla trasparenza – rivelano, tuttavia, che il testo del Decreto approvato da Palazzo Chigi non ha niente a che vedere con un FOIA e che, in sostanza, in esso di stabilisce solo che chiunque può accedere alle sole informazioni che, in forza della disciplina già vigente, le amministrazioni sono tenute a pubblicare sui loro siti internet.

(segue qui su Wired.it)

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