Era da qualche giorno che avrei voluto affrontare l'argomento ma non sono, fin qui, riuscito a trovare il tempo di leggere la valanga di bit che hanno accompagnato il ritiro del DDL Levi e la presentazione della Proposta di Legge Cassinelli subito battezzata dallo stesso autore - con operazione che si fa fatica a non trovare "politica" nel senso deteriore del termine - "salva blog".
Il titolo di questo post riassume il mio pensiero: se questo blog deve essere salvato da una proposta di legge come quella…per favore LASCIATELO MORIRE…tanto morirebbe comunque!
Inutile girarci attorno: la proposta non mi piace, è scritta male, pensata peggio e presentata al popolo della Rete con una demagogia seconda solo a quella con la quale Beppe Grillo difende se stesso fingendo di difendere la Rete…
Tornerò su questi argomenti appena possibile con un articolo che spero di trovare il tempo di scrivere per Punto informatico.
Qui appunto alcune suggestioni:
1. Quando ho letto il titolo dell'articolo di Punto sull'idea di Cassinelli di far emendare on-line la propria proposta di legge ho gioito. Poi sono andato a vedere di che si trattava e mi sono incazz… L'emendabilità on-line proposta dall'On. Cassinelli si esaurisce in un indirizzo e-mail al quale inviare suggerimenti! Stiamo scherzando o provando a prendere in giro la Rete? Il popolo della Rete non ha biosgno di un invito per mandare una mail ad un Onorevole all'indirizzo di posta elettronica che gli paghiamo assieme ad un PC ed ad ogni genere di risorse di connettività e comunicazione. Mai sentito parlare di piattaforme WIKI? Forse usarne una come tante volte si è già fatto attaccando meno manifesti sulle pareti della Rete sarebbe stato apprezzabile.
2. Chiunque abbia scritto la proposta di legge ignora le più elementari regole di tecnica della normazione. Come si fa a dedicare un intero comma ad elencare i presupposti in presenza dei quali un prodotto editoriale on-line deve essere registrato ed il comma successivo ad elencare quelli in presenza dei quali quello stesso prodotto NON deve essere registrato. O i presupposti di cui al primo comma sussistono o, se non sussistono, va da se, che la registrazione non è necessaria. Ogni altra previsione produce solo inutili elementi di ambiguità.
3. Veniamo al contenuto. Mi sembra assurdo che nel 2008 possa ancora discutersi di editoria cartacea ed editoria on-line e prevedere per le due pretese forme di editoria regole diverse. Significa non aver compreso il senso del cambiamento. Non si salvano i blog dettando delle regole speciali per essi ma, più semplicemente, prendendo atto che dal 1948 ad oggi il mondo dell'informazione è stato rivoluzionato e che occorre, con urgenza, mettere mano prima alla legge sulla stampa e poi alla disciplina sull'editoria per adeguarle ai tempi senza, peraltro, pretendere di distinguere a seconda l'attività informativa e/o editoriale venga realizzata con un mezzo o con un altro.





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