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Internet: in politica se ne parla poco e male.

Avete mai provato ad interrogare il database del Senato relativo ai disegni ed alle proposte di legge presentate da deputati e senatori in materie che riguardino Internet? Io l'ho fatto poco fa ed il risultato è stato deludente: tra Camera e Senato, in questa legislatura, sono stati presentati due soli disegni di legge che rechino nel titolo l'indicazione della Rete. Eccoli:

C. 1763
On. Paola Goisis (LNP) e altri
Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, in materia di adozione e sostituzione dei libri di testo e loro integrazione con libri e materiali informatici interattivi via internet
09/10/2008: Presentato alla Camera
12/12/2008: Assegnato (non ancora iniziato l'esame)

S. 664
Sen. Alessio Butti (PdL)
Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori
22/05/2008: Presentato al Senato
02/07/2008: Assegnato (non ancora iniziato l'esame)

Vi lascio il piacere di leggere il primo mentre vi riporto qualche passaggio del secondo che, secondo il Senatore Butti, suo estensore dovrebbe servire a "moralizzare" la Rete a tutela, soprattutto, dei bambini.

Cominciamo dal primo comma dell'art. 1. L'incipit in una norma è importante:

"1. E` vietato istituire siti nella rete INTERNET…".

Voi avete mai istituito un sito internet o…magari lo avete visto fare? Io no! (sic!).

E proseguiamo con lo stesso prima comma che vieta proprio l'istituzione (bambini non leggete!) di siti internet "i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente: a) alla istigazione al consumo, alla pro- duzione o allo spaccio di sostanze stupefa- centi; b) alla istigazione alla violenza e alla consumazione di reati; c) alla divulgazione o alla pubblicizza- zione di materiale pornografico o di notizie o di messaggi pubblicitari diretti all’adesca- mento o allo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto"

Chi lo spiega al Sen. Butti che tutto questo è già vietato in Rete, in televisione, sui giornali e nelle piazze e che, dunque, non c'è ragione per il suo "accanimento" contro la Rete?

Un'occhiata all'art. 2, prima di congedarmi: "1. Il servizio di polizia delle telecomunicazioni nell’ambito dei compiti individuati con il decreto di cui al comma 15 dell’articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, vigila sulla liceità e sulla moralità del contenuto dei siti della rete INTERNET accessibili al pubblico, dandone comunicazione all’autorità giudiziaria.".

Ho grande rispetto per le forze di polizia ma, francamente, credo che la moralità sia una materia complessa e da gestire con grande cautela…basti pensare a quanto recentemente accaduto - ed in quel caso di moralità giudicavano soggetti con una competenza, almeno sulla carta, diversa rispetto a quella degli agenti della polizia delle tlc - in relazione alla censura di Brokeback Mountain

Ed ecco a voi il comma 4 dell'art. 2: "4. Chiunque, con qualsiasi mezzo, puo` denunciare eventuali violazioni alle disposi- zioni della presente legge. A tal fine e` isti- tuito un apposito numero verde.".

Anche questo non lo avevo mai sentito dire…in Italia - grazie al prezioso disegno di legge del Sen. Butti - si potrà persino denunciare chi commette un reato e, dato che la legge concerne la Rete…lo si potrà fare per telefono…(sic!).

Non posso, però, lasciarvi chiudere questo post senza avervi prima proposto la lettura dell'incipit dell'art. 3 che dice"1. L’autorita` per le garanzie nelle comunicazioni può autorizzare la diffusione di siti della rete INTERNET i cui contenuti siano parzialmente simili a quelli vietati ai sensi dell’articolo 1, purché tali siti siano protetti da appositi codici di accesso.".

Devo commentarlo?

A prescindere dalla follia di ipotizzare un'autorizzazione preventiva per la pubblicazione di un contenuto on-line ma…qualcuno sa spiegarmi cosa ci può essere di simile "a) alla istigazione al consumo, alla pro-
duzione o allo spaccio di sostanze stupefacenti; b) alla istigazione alla violenza e alla consumazione di reati; c) alla divulgazione o alla pubblicizza- zione di materiale pornografico o di notizie o di messaggi pubblicitari diretti all’adesca- mento o allo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto."?

Se si istiga a commettere un reato si commette un reato con o senza la folle autorizzazione dell'agcom mentre se il reato non è un reato…evidentemente l'attività è lecita con o senza la citata autorizzazione!

Il resto se volete piangere o ridere - dipende dal vostro umore - leggetelo da soli.

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