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La proprietà intellettuale su Facebook

Fiorello Cortiana mi segnala qualche perplessità sulle condizioni generali di Facebook in relazione ai diritti di proprietà intellettuale sui contenuti immessi dagli utenti (testo, musica, immagini e video).

Il testo “incriminato” nella versione italiana è il seguente:

Quando pubblichi Contenuti dell’utente sul Sito, ci autorizzi e istruisci a creare le copie di cui sopra, nel caso in cui ciò sia ritenuto necessario per facilitare la pubblicazione e la memorizzazione dei Contenuti dell’utente sul Sito. Pubblicando Contenuti dell’utente sul Sito, concedi automaticamente l’autorizzazione e la garanzia di disporre del diritto a fornire alla Società l’autorizzazione irrevocabile, perpetua, non esclusiva, trasferibile, totalmente acquistata e valida in tutto il mondo (con il diritto di concedere sotto-licenze) ad utilizzare, copiare, eseguire ed esporre in pubblico, riformattare, tradurre, estrarre (integralmente o parzialmente) e distribuire tali Contenuti dell’utente per qualsiasi scopo commerciale, pubblicitario o di altra natura, sul sito o su canali collegati al sito o alla presente promozione, nonché a incorporare in altre opere, ad esempio i Contenuti dell’utente, e a concedere ed autorizzare sotto-licenze di tali contenuti. Hai la facoltà di rimuovere in qualsiasi momento i Contenuti dell’utente dal Sito. Se decidi di rimuovere i tuoi Contenuti dell’utente, l’autorizzazione di cui sopra decadrà automaticamente, ma accetti che la Società possa mantenere in archivio copie dei Contenuti dell’utente. Facebook non rivendica la proprietà dei tuoi Contenuti dell’utente. Tu, come stabilito negli accordi stipulati tra te e la Società, in base ai diritti da te concessi nelle presenti Condizioni, mantieni la proprietà di tutti i tuoi Contenuti dell’utente e di tutti i diritti di proprietà intellettuale o di qualsiasi altro diritto associato ai tuoi Contenuti dell’utente.

Il contenuto della clausola mi sembra francamente incomprensibile.

E’ un fatto grave ed è una grossa caduta di stile da parte del gigante del socialnetworking che pecca di chiarezza nei confronti dei propri utenti.

A nulla vale, in relazione a tale perplessità, la circostanza che nell’incipit del testo italiano delle condizioni generali si dica:

La traduzione di questo documento in Italiano è fornita solo a scopo informativo. In caso di discrepanze, l’unica versione legalmente valida e vincolante che regola l’utilizzo di Facebook è la versione inglese di questo documento (che puoi leggere qui).
Mi sembra difficile conciliare un’avvertenza di questo genere con quella successiva data nelle stesse condizioni generali secondo la quale:
LEGGERE ATTENTAMENTE LE PRESENTI CONDIZIONI D’USO, IN QUANTO CONTENGONO IMPORTANTI INFORMAZIONI SUI TUOI DIRITTI LEGALI, SOLUZIONI E OBBLIGHI. QUESTE INFORMAZIONI INCLUDONO DIVERSE LIMITAZIONI ED ESCLUSIONI, NONCHÉ UNA CLAUSOLA PER LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE CHE STABILISCE LE MODALITÀ DI RISOLUZIONE DELLE STESSE.
Se, infatti, le condizioni contengono informazioni tanto importanti sarebbe stato opportuno fornirle in maniera chiara in tutte le lingue dei Paesi nei quali FB opera.
A prescindere da correttezza e trasparenza, ala medesima conclusione, d’altro canto conduce anche la legge.
FB è soggetto alla disciplina in materia di commercio elettronico la quale stabilisce espressamente che le condizioni generali di contratto devono essere rese accessibili anche in italiano e ciò, certamente, non a semplice “scopo informativo”.
Il testo inglese delle medesime condizioni, d’altra parte, è più chiaro ma non più confortante:
When you post User Content to the Site, you authorize and direct us to make such copies thereof as we deem necessary in order to facilitate the posting and storage of the User Content on the Site. By posting User Content to any part of the Site, you automatically grant, and you represent and warrant that you have the right to grant, to the Company an irrevocable, perpetual, non-exclusive, transferable, fully paid, worldwide license (with the right to sublicense) to use, copy, publicly perform, publicly display, reformat, translate, excerpt (in whole or in part) and distribute such User Content for any purpose, commercial, advertising, or otherwise, on or in connection with the Site or the promotion thereof, to prepare derivative works of, or incorporate into other works, such User Content, and to grant and authorize sublicenses of the foregoing. You may remove your User Content from the Site at any time. If you choose to remove your User Content, the license granted above will automatically expire, however you acknowledge that the Company may retain archived copies of your User Content. Facebook does not assert any ownership over your User Content; rather, as between us and you, subject to the rights granted to us in these Terms, you retain full ownership of all of your User Content and any intellectual property rights or other proprietary rights associated with your User Content.
Facebook, infatti, all’atto della pubblicazione a parte di un utente di un contenuto sulla propria piattaforma sembrerebbe acquistare i diritti d’autore necessari a fare di quel contenuto praticamente ciò che vuole (cfr periodo sottolineato ed in grassetto).
Mi sembra, francamente, una logica assai poco 2.0 e molto “cannibalistica”.
Le successive previsioni che autorizzano l’utente a rimuovere i contenuti ed a revocare così la licenza, d’altra parte, credo non valgano a riequilibrare gli interessi di titolare della piattaforma ed utente.
Stiamo dunque inconsapevolmente cedendo a Facebook un patrimonio culturale di incommensurabile valore?
Va bene condividere informazioni e creatività con i nostri amici (pochi o tanti che siano) ma, francamente, non vorrei - o almeno non lo vorrei senza aver avuto la possibilità di scegliere - che lo “sforzo creativo” di molti finisse con l’arricchire pochi…

1 Comment on “La proprietà intellettuale su Facebook”

  1. #1 AndreaR
    on Gen 26th, 2009 at 1:04 pm

    C’era una clausola analoga nelle condizioni d’uso di Second Life e riguardava tutto ciò che veniva prodotto dentro SL; e, secondo me, andando a leggere con calma dentro le condizioni d’uso di molti servizi 2.0, se ne troverebbero di simili.

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