In un post di qualche ora fa, segnalavo come si stia spazzando via la libertà di informazione in Rete a colpi di burocrazia.
Ora, dopo aver sentito l’intervista del Sen. D’Alia che trovate nel video qui sopra, non posso non integrare il mio pensiero aggiungendo che, sfortunatamente, talvolta la libertà resta anche travolta dall’ignoranza del contesto socio-tecnologico (leggi la Rete!) che si pretende di disciplinare.
Il Senatore D’Alia, infatti, nella sua intervista da evidente prova di non conoscere la Rete (se non forse per sentito dire da chi, peraltro, non la conosce!) e, soprattutto, di non aver compreso il senso dell’emendamento presentato.
Ho già scritto perché quell’emendamento è liberticida e mi sembra inutile tornare sull’argomento, aggiungo solo che, contrariamente a quanto riferito dal suo primo firmatario, nell’emendamento non si fa alcun riferimento ad una “diffida” al GESTORE DEL SITO e si parla, piuttosto, di un ORDINE DI FILTRAGGIO ai FORNITORI DI CONNETTIVITA’.
Per noi tutti è chiaro che si tratta di soggetti diversi ma…per il Senatore lo è altrettanto?
A prescindere da questo e senza voler sottolineare una ad una la lunga serie di macroscopiche inesattezze giuridiche ed informatiche contenute nell’intervista, mi limito ad evidenziare la conclusione cui nulla di più saprei aggiungere del Senatore D’Alia: se su un blog viene ospitato un commento ritenuto di istigazione a delinquere o su YouTube un video avente tali caratteristiche è giusto che il blog o YouTube siano chiusi perché “non meritano il rispetto dello Stato!”.
Spero di aver frainteso perrché sono cresciuto nella convinzione che è, piuttosto, chi censura l’altrui libertà di manifestazione del pensiero a porsi al di fuori delle Regole non già di questo Stato ma di ogni stato civile violando, prima che la costituzione italiana, la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino di cui mi sembra utile ricordare l’art. 11:
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è un diritto de’ più preziosi per l’uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, stampar liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge





on Feb 11th, 2009 at 2:34 pm
ne sono successe, ne stanno succedendo, e ne succederanno talmente tante in Italia.
finchè per gli Italiani conta solo avere il pc o il cellulare più cool e questo e tutto, le conseguenze saranno ovvie.
c’è disinteresse da un lato ed il terrore e la consapevolezza di non poter fare niente dall’altro.
facciamo un bel firewall che filtra tutto come ce l’hanno in Cina e buona notte!
on Feb 11th, 2009 at 5:45 pm
Propongo un patentino per i politici che vogliono legiferare su internet.
on Feb 11th, 2009 at 9:23 pm
Ma non potremmo togleire anche il servizio postale in quanto si rende complice del recapito dei pacchi bomba ai vari destinatari?
Potremmo chiudere anche le fabbriche di automobili in quanto si rendono complici dell’utilizzo delle auto per investire i pedoni…
L’articolo in questione sembra semplice… non mira a punire i responsabili ma a rendere complici i soggetti più facilmente aggredibili con conseguenze che possiamo solo immaginare… (per ora)
on Feb 11th, 2009 at 10:13 pm
concordo per il patentino per coloro che vogliono fare leggi su internet.
ma perche non lo estendiamo a tutte le altre materie e non solo ad internet?
on Feb 12th, 2009 at 11:22 am
D’accordo con Spataro. Il patentino mi sembra quantomai opportuno!
on Feb 12th, 2009 at 12:13 pm
Ma… hanno tolto l’audio????
on Feb 12th, 2009 at 2:54 pm
Guido, secondo me sbagli di grosso a pensare che sia ignoranza. D’Alia magari è ignorante, ma non c’è solo lui, qui c’è un filo conduttore di qualcuno nelle nostre istituzioni che da anni lavora per espandere progressivamente la censura su Internet cogliendo le varie occasioni che si presentano.
E mentre noi ridacchiamo e non li prendiamo sul serio, loro intanto lo fanno… e anche se la legge non sarà mai applicata, sarà un’arma di ricatto per costringere Youtube e simili a rimuovere il contenuto sgradito al governo italiano, che è poi quello che a loro interessa… perchè hanno capito perfettamente che la libertà della rete è l’unica seria minaccia al loro potere.
on Feb 12th, 2009 at 4:02 pm
Le parole di Matteo, che condivido, sono illuminanti. Si punisce l’intermediario subito per dare un esempio (chissà che succede al reo di libera opinione ? lo gassificano, lo sciolgono nell’acido, viste le frequentazioni di esponenti della maggioranza in parlamento ?) . Uno ne colpisci, cento ne educhi. Si è visto, si sta vedendo che cosa succede nei giornali cosidetti indipendenti, oramai filogovernativi, in alcuni casi servi-governativi.
A me sembra chiaro che il Governo, il PM (primo ministro) lasciano fare, suggeriscono, non si oppongono a proposte come quelle di d’alia (UDC, ossia non governo! ma con Cuffaro tra i parlamentari !!!).
La finalità è tappare la bocca ai cittadini, chiudere Internet.
SE non ci è chiaro allora abbiamo davvero perso tutto. Magari ci si rivede in galera.
on Feb 13th, 2009 at 7:10 pm
Guido, D\’Alia sarà senza dubbio ignorante ma qui c\’è un disegno preciso per abbattere tutti i possibili mezzi di comunicazione fuori dal controllo di questa gente:
1 hanno fatto causa ad youtube
2 hanno aumentato l\’iva a Sky
3 adesso questo provvedimento
l\’informazione di regime deve restare sotto controllo non è una questione di contenuti scabrosi o offensivi è una questione di freedom of speech, ha detto bene Marco Pancini, la Birmania e la Cina si avvicinano!
on Feb 13th, 2009 at 7:43 pm
L’idea del patentino e’ molto seria …
Comunque sulla genesi dell’emendamento, le prime due versioni dell’emendamento, ritirate, sono tutte a firma di 5 o 6 (non ricordo esattamente) del partito democratico.
Poi D’Alia l’ha fatto proprio.
Poi il relatore e il Governo l’hanno fatto proprio.
Poi, in fase di votazione, il PD ha votato contro la legge.
Manca traccia di ogni discussione in Aula, ma non erano pochi a conoscerlo.
Correttamente Google alza il tono, e con loro la stampa estera insieme a Grillo si sono mossi, parlando di legge ad aziendam.
Ricordiamo quei -delinquenti- di Google:
1) Google assume una dirigente importante nel settore della pubblicità che prima lavorava a publitalia, mediaset, http://www.google.it/press/20080128_paolam.html
2) mediaset fa causa a youtube
3) il fisco indaga Google per frode iva
4) la Procura di Milano indaga google per video disabile su youtube .
5) partono le proposte “diritto di rettifica” e “apologia di reato” ben note.
6) l’agcom amplia i soggetti che si devono iscrivere al roc (in che modo ancora non ho capito).