Guido Scorza

Internet, diritto e politica dell'innovazione

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Non è vero ma ci credo…

18 febbraio 2009

Stefano ha segnalato per primo questo nuovo disegno di legge liberticida che l’On. Carlucci avrebbe presentato alla Camera (il condizionale deriva dal fatto che l’apposita scheda sul sito della Camera è dall’11 febbraio in attesa di contenuto).

“Internet territorio della libertà dei diritti e dei doveri” è questo il titolo del nuovo disegno di legge con il quale l’On. Carlucci già relatrice, in Commissione cultura, della legge di conversione del famigerato decreto Urbani anti p2p, minaccia ora. di chiudere per sempre la Rete.

Si tratta dell’ultima di un’interminabile serie di iniziative legislative che mostrano quanto poco il nostro legislatore conosca la Rete e quanto, tuttavia, sia preoccupato di far in modo che lo spazio telematico formi oggetto di un controllo assoluto di orwelliana memoria affidato alle tradizionali dinamiche che, negli anni, hanno reso il mondo dei media anziché uno spazio di libertà e democrazia uno strumento asservito al potere di pochi.

Internet non è la stampa né la televisione né è auspicabile che venga trasformata a colpi di leggi in qualcosa di simile.

Tornerò nelle prossime ore – non appena il testo del ddl sarà stato pubblicato (la Rete avrà almeno diritto a leggere la propria Sentenza di condanna? – a commentare il DDL, frattanto mi limito ad alcune battute:

(a) l’idea che l’anonimato vada eliminato è assurda ed inattuabile; ho già scritto raccogliendo più critiche che elogi che va implemantato un sistema di anonimato protetto. Guai però a pensare che all’ingresso in ogni piattaforma il netcitizen debba farsi identificare;

(b) internet NON è stampa. Non lo dico io ma un decennio di giurisprudenza e dottrina italiana e straniera. La circostanza è sfuggita all’estensore del disegno di legge?

(c) reintrodurre forme di responsabilità degli intermediari della comunicazione oltre che in contrasto con la disciplina europea significa condannare la Rete come spazio di libertà ad implodere vittima della censura autodifensiva degli intermediari.

Delle due l’una: o l’On. Carlucci cambia il titolo al proprio ddl o lo riscrive. Parlare di Internet come territorio di libertà e poi dettare regole come quelle contenute nel ddl costituisce, almeno, un’ipotesi di pubblicità ingannevole!

P.S.

Cercavo qualche immagine dell’On. Carlucci per aprire questo post e mi sono imbattuto in questo video delle iene che avevo dimenticato: direi che è facile riconoscervi un certo approccio alla libertà di cronaca ed informazione che si ritrova anche nel ddl appena presentato.

Per dovere cronaca, qui sotto trovate anche la replica dell’On. Carlucci.

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  1. Emiliano

    Nell’art. 2 del ddl leggo “reato, danno o violazione amministrativa”, mentre nell’art. 1 non lo leggo. Scusi l’ignoranza, ma nell’art. 1 ciò è sottinteso, da aggiungere, o cos’altro?

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