Riconosco che leggere nell’ordine del giorno della seduta di oggi (ops, ormai di ieri) della Camera dei Deputati: “Informativa urgente del Governo sul fenomeno dell’esistenza sulla rete Internet di siti e di gruppi di utenti che incitano all’odio razziale” mi ha fatto un pò sorridere perché nel descrivere qualcosa che esiste da anni non mi sembra ci sia molto di urgente…
A prescindere dagli aspetti lessical-istituzionali c’è certamente da rallegrarsi del fatto che il Governo abbia “urgentemente” deciso di occuparsi della questione e lo abbia fatto - occorre riconoscerlo - con un intervento, per una volta, equilibrato e informato.
Resto però perplesso perchè il Sottosegretario Mantovano - e con lui evidentemente il Governo - sembra non essersi reso conto di quanto l’emendamento D’Alia tradisca i pur nobili obiettivi e rischi di proporre cure peggiori del male.
Dice Mantovano:
Ricordo che nel corso dell’esame del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica approvato dal Senato circa un mese fa e oggi all’esame di questo ramo del Parlamento, atto Camera 2180, è stato proposto un emendamento di fonte parlamentare che ha ottenuto il parere favorevole e la proposta di riformulazione accettata da parte del Governo in tema di repressione di attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiute per mezzo di Internet. Nell’attuale stesura, che certamente potrà essere affinata per aumentarne l’efficacia, la norma attribuisce al Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, la possibilità di disporre con proprio decreto l’interruzione di quell’attività, ordinando ai fornitori di connettività alla rete Internet di utilizzare entro ventiquattro ore gli strumenti appositi di filtraggio.
Che significa che il Governo continuerà ad appoggiare lo sciagurato emendamento?
Le parole dell’On. Palmieri lasciano sperare che almeno la maggioranza lo “ripudierà” votando invece quello presentato dall’On. Cassinelli:
A questo proposito annuncio che il nostro gruppo ha già presentato un emendamento, a prima firma del collega Casinelli, proprio volto a rendere quanto approvato dal Senato efficace e praticamente realizzabile nello spirito indicato dal sottosegretario, perché vogliamo che le norme siano tese a intervenire nel modo più efficace possibile, stante la difficoltà di farlo in Internet e in particolarmente in Facebook.
Vorrei, però, sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non esiste, da parte del Governo, né da parte di questa nostra maggioranza, alcuna intenzione di limitare la sacrosanta libertà di espressione che vale in Internet e, ovviamente, in Facebook tanto quanto vale in qualsiasi altro ambito del nostro Paese. Al tempo stesso, però, non possiamo considerare Internet, la rete e Facebook come dei luoghi a parte dove non vigono le leggi che sono vigenti nel resto del nostro Paese e Pag. 89nella comunità internazionale, quasi fosse un luogo a sé stante dove vige e vive un fantomatico e non meglio precisato «popolo della rete» al quale tutto deve essere permesso. Non è così e gli operatori più avvertiti lo sanno e ne hanno consapevolezza e da questo discende l’intervento che, appunto, faremo alla Camera per migliorare quanto approvato dal Senato.
Val la pena di ribadirlo ancora una volta: nessuno vuole sottrarre le condotte che si consumano in Rete alle regole che governano il c.d. mondo reale ma guai a pensare che il contesto tecnologico di difficile comprensione per taluno possa costituire un alibi per approdare a soluzioni liberticida.





on Feb 27th, 2009 at 4:08 pm
Da chi vuole le ronde per strada e le leggi “salva-blog” non ci si può aspettare che il peggio, comunque…
Definire questi aborti inumani di “legislatori” un branco di patetici e pericolosi imbecilli è ancora permesso o metto nei guai il GBLOG e finisco in galera pure io
No perché qui non c’è limite all’osceno se non il continuo sussegursi del superamento del peggio di ieri….