10mar

Caro Onorevole, mi scusi se ho capito bene.

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Il bravissimo Giacomo Dotta di Webnews è riuscito ad ottenere dall’On. Carlucci e da Davide Rossi alcune dichiarazioni circa le polemiche seguite alla pubblicazione in Rete della proposta di legge su “Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”.

Entrambi – occorre dar loro atto di grande onestà – confermano nella sostanza quanto rivelato dalle proprietà del file: la proposta di legge presentata dall’On. Carlucci è stata ampiamente “ispirata” dal Dr. Rossi al quale la prima avrebbe chiesto “una nota con alcuni spunti normativi” dopo essere rimasta colpita dall’intervento del secondo nel corso del convegno del 15 gennaio u.s. (un paio di precisazioni sul convegno per rettificare alcune inesattezze dell’On. Carlucci: il convegno è stato organizzato dall’Istituto per le politiche dell’innovazione che presiedo e l’On. Carlucci pur attesa sino all’ultimo non si è mai presentata con la conseguenza che ha probabilmente ascoltato l’intervento di Davide Rossi attraverso il mio blog).

L’On. Carlucci, tuttavia, nelle Sue dichiarazioni aggiunge che

“Chi è andato a controllare le proprietà dei documenti relativi alla proposta di legge pubblicati su Internet, ha recuperato le generalità dell’autore del documento ma si è stranamente dimenticato di citare la denominazione dei files. Circostanza davvero singolare per soggetti che chiedono e pretendono trasparenza. La vera e reale finalità della mia iniziativa, al contrario di quanto maliziosamente riportato, si evidenzia dal fatto che i due documenti recano titoli inequivocabili: pedo_relazione e pedo_proposta“.

Sono tornato poco fa a verificare i due file ma, francamente, continuo a trovare indicazioni diverse da quelle indicate dall’On. Carlucci (cfr. qui sotto).

Il punto, comunque, non è questo.

Se anche nel titolo del file – ad un livello al quale io non sono arrivato – ci dovesse essere effettivamente scritto quanto dichiarato dall’On. Carlucci, ciò non sposterebbe di una virgola i termini della questione: si sarebbe presentata una legge ANTIPIRATERIA (ed al limite contro la libertà di manifestazione del penseiro on-line) come una legge ANTIPEDOFILIA.

Si tratta di una circostanza inequivoca e che trova proprio nei chiarimenti dell’On. Carlucci più confereme che smentite.

Vediamole insieme:

(A) il “riconosciuto” coinvolgimento di Davide Rossi, Presidente della Univideo;

(B) la circostanza che l’idea di chiedere un suggerimento a Davide Rossi sia sorta a seguito di un suo intervento in un convegno – avendo organizzato l’evento credo di poterlo dire a ragion veduta – nell’ambito del quale si è parlato di molte questioni interessanti ma non certo di PEDOFILIA ON LINE;

(C) il riferimento alla “direttiva del 2000″ (pur nel silenzio dell’Onorevole deve trattarsi di quella sul commercio elettronico con la quale è stata sancito il principio della non responsabilità degli intermediari della comunicazione) che non mi sembra abbia, ancora una volta, nulla a che vedere con la pedofilia o con l’ANTIPEDOFILIA;

(D) il riferimento ai reati che attraverso la sua iniziativa ci si proporrebbe di reprimere per riparare alle aporie della disciplina sul commercio elettronico: “la diffamazione, l’ingiuria e la calunnia”. Qualcuno sa dirmi cosa questi reati abbiano a che vedere con la pedofilia on-line?

Potrei continuare ma, francamente, ritengo la questione della partecipazione di Davide Rossi e la vicenda relativa alle malcelate proprietà del file sterile ed assai poco importante rispetto al tema di fondo: contrabbandare per proposta antipedoflia una proposta antipirateria audiovisiva e suscettibile di imbavagliare per sempre la Rete, limitando prepotentemente la possibilità di utilizzarla per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, il diritto di cronaca e quello di critica.

Meglio esser chiari sul punto: sono convinto che ciascuno debba – in Rete come fuori della Rete – rispondere personalmente e seriamente per le proprie condotte, idee ed opinioni ma la soluzione non è quella liberticida proposta dal duetto Carlucci-Rossi.

L’On. Carlucci conclude la Sua dichiarazione così:

Spero che di fronte alle mie spiegazioni chi mi ha offeso selvaggiamente e senza motivo abbia la compiacenza ed il buon gusto di chiedermi almeno scusa. in ogni caso io vado avanti per la mia strada, sicura e conscia della bontà e la necessità della mia iniziativa

Credo di non essere – ammesso che ve ne siano – tra quelli che hanno “offeso selvaggiamente e senza motivo” un Onorevole della nostra Repubblica. Se lo avessi fatto, tuttavia, mi scuso sinceramente ma di una sola cosa di aver capito bene e di averlo scritto esercitando la libertà di manifestazione del pensiero che, PER IL MOMENTO, la costituzione mi riconosce.

Quanto alla determinazione con la quale l’On. Carlucci dichiara di voler andar avanti…non posso che provare ammirazione per tanta fermezza nel perseguire i propri obiettivi; un pò di meno ne provo per l’incapacità di ammettere i propri errori dinanzi a decine di migliaia o forse centinaia di migliaia di cittadini che nelle ultime ore, attraverso la Rete, hanno civilmente manifestato dubbi, critiche e perplessità sull’iniziativa legislativa Carlucci-Rossi.

UPDATE ore 22:29

Leggo su Mytech di Panorama queste dichiarazioni rese oggi da Davide Rossi

L’intento – come ci ha spiegato Rossi – è consentire a chi trova sul web foto o video che considera lesivi della propria immagine di richiedere all’autore l’immediata cancellazione, senza passare per la magistratura o per altre azioni ‘forti’. A questo punto entrano in gioco le procedure di identificazione di chi vuole pubblicare in Rete: a titolo di esempio, si potrebbe pensare a qualcosa di simile alla posta certificata, che già oggi consente di mandare e-mail con valore legale. Quanto ai siti web ospitati da server italiani, lo scopo di questa proposta è di farli diventare responsabili di eventuali contenuti anonimi postati (anche dall’estero), sullo stesso principio dei quotidiani o di altri organi di informazione.

Una legge a tutela della reputazione e dell’onore dunque! Ma come non era una proposta antipedofilia come avremmo dovuto notare persino leggendo il titolo del file? Curioso che chi ha scritto la proposta e chi l’ha presentata in Parlamento abbiano due visioni diametralmente opposte! Non trovate anche voi?

20 COMMENTS

Le \"offese selvagge\" risuonano abbastanza sarcastiche in chi evidentemente non è ne abituato al dibatitto costruttivo ne conosce appieno l\’anima di Internet.

Questa mattina nel giro di due ore si è smembrata e messa alla berlina una proposta di legge.

Fenomenale.

Ciao,
condivido pienamente il tuo articolo e principalmente la conclusione.
Un Onorevole della Repubblica dovrebbe ascoltare i cittadini e prima di “pensare” anche ad una soluzione ad un problema dovrebbe conoscerlo.
Se il “problema” che la sig.ra Carlucci vuole risolvere è la PEDO PORNOGRAFIA allora significa che NON conosce il problema perche la soluzione da lei proposta è inutile e inefficace, se il problema è la PIRATERIA (come sembra dall’intervento di Davide Rossi) allora la soluzione è giusta, ma come sempre è presentata all’italiana e toglie anche una delle ultime libertà che abbiamo. La libertà di espressione. Un saluto.

Ho mandato una email a striscia la notizia (gabibbo at mediaset.it): speriamo che le diano un tapiro d’oro, direi che se lo merita proprio!

Un ottimo sunto su ciò che sta accadendo e che è accaduto intorno a questa vicenda.
Spero che ritornerai a parlarne quando sarà stato abbandonato il progetto.

Ciao

Si, veramente un bellissimo articolo!
Questa è la vera potenza di Internet! Queste sono le possibilità della rete, potremmo sfruttarla per dibattiti costruttivi (come questo), e invece vogliono ridurre la libertà di questo (utilissimo e soprattutto liberissimo almeno fino ad ora) strumento…

L’On. Carlucci pubblica sul suo blog una sezione intotalata “i miei valori”. L’introduzione è questa:

> I miei valori
> ————–
> “… while liberty is compatible with not being allowed
> to do specific things, it does not exist if one needs
> permission for most of one can do.”
> [… mentre la libertà è compatibile con il divieto di
> fare cose specifiche, questa non esiste se si ha la
> necessità del permesso per la maggior parte delle cose
> che uno può fare.]
> (F.A.Hayek: The constitution of liberty)

Come la mettiamo con la proposta di legge che intende portare in parlamento? Sembrerebbe un classico caso di “predicare bene e razzolare male”. Una rapprensentate del “Popolo delle Libertà” che nega libertà di espressione è una situazione perlomeno imbarazzante. O no?

Posso sbagliarmi… non sono un politico :-)

Invitala a cena e chiedile scusa, no? Ma te le devo spiegare io certe cose?

Fossi in te la inviteri in uno dei seminari di “Internet per i parlamentari”.

Dario,
già fatto!
Daniele,
non gliela fò..;)

grazie ad entrambi.
G.

Triste notare quest’abitubine negli ultimi tempi ad affermare cose non corrispondenti alla realtà.
Pure davanti ai fatti molti dei nostri uomini politici (o dipendenti :P) si limitano a fare affermazioni completamente discordanti dalla realtà, senza nemmeno fare finta di mascherare la menzogna, ma semplicemente limitandosi ad ignorare la verità, come fosse cosa che a loro non riguarda.
Una cosa a mio parere intollerabile.
Giustificata dal fatto che molti dei faenti parte della classe politica sanno benissimo che la maggioranza delle persone non si preoccupano di andare a controllare se le loro affermazioni sono vere… e dando per buone le parole di uno che si limita a parlare.
Tristissimo, in realtà.
Perchè dimostra quanto in basso siamo scesi e quanto poco rispetto abbiamo per la nostra intelligenza e dignità.
Dimostra quanto poco ci interessiamo al mondo che ci sta intorno.
Le motivazioni, sono poi un’altra faccenda ancora piu complessa a mio parere, ma i risultati non cambiano.

Grandissimo Guido, un\’articolo spettacolare e leggendolo ho provato vergogna per gli autori del DDL.
Ormai siamo alla frutta, almeno dicessero le vere motivazioni di quelle leggi, ma cercare di convincerci che servano a tutt\’altro è un po\’ assurdo.
I casi comunque sono 2:
1) sono convinti che quelle leggi servano agli scopi che loro insistono a sostenere.
2) ci stanno raccontando favole per coprire le vere motivazioni

In entrambi i casi la cosa è preoccupante e tra le due preferirei la seconda, almeno vorrebbe dire che stanno cercando di fare i furbi per fare quello che vogliono… nel caso della prima ipotesi sarebbe inquietante.

cit. on. Carlucci:
“[…] in ogni caso io vado avanti per la mia strada, sicura e conscia della bontà e la necessità della mia iniziativa […]”

Non mi è chiaro, sembra quasi che faccia ciò che fa per il “bene” di una nazione che non l’ha eletta per assumere la sua carica, che non vuole questa riforma, che non ne ha palesemente bisogno e che oltretutto ne trarrebbe solo svantaggi.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Spero che questa “proposta di legge” non prosegua il suo iter legislativo.

Un paio di veloci considerazioni:

– “…si potrebbe pensare a qualcosa di simile alla posta certificata..”: siamo a posto! Se faranno così sarà un fallimento in partenza, come la PEC (Posta Elettronica Certificata).

– “Quanto ai siti web ospitati da server italiani…” Interessante. Quindi il server deve essere fisicamente in italia? No problem. Basta spostare il tutto su qualche server in altri stati (hosting, housing, cloud computing, ecc. ecc.). Ma è così che vogliamo affrontare i problemi?

D’accordo con Guido: c’è troppa gente che parla e non sa di cosa sta parlando. Ma dico: perchè un politico, che ovviamente non può sapere tutto di tutto, non si affida a dei veri esperti indipendenti del settore su cui vuole legiferare? Boh….

On.Carlucci?
Quella che bacchettava in fisica quantistica due premi Nobel e voleva pure avere ragione???
Quella che parcheggia la Porsche negli stalli degli handicappati e pretende di non essere multata perché ‘onorevole’?
Quella che (sempre con la solita Porsche) provoca un incidente stradale e fugge perché è attesa in parlamento a votare?
L’hanno rieletta???

Purtroppo siamo in un paese dove a legiferare sono industriali, politici con conflitti d’interesse e soubrette… cos’altro potevamo aspettarci ?

Bel blog e bellissima replica da parte di Scorza, le cui argomentazioni penso descrivano i dubbi e le perplessità di tutti quelli che amano ancora essere liberi, almeno per quanto riguarda il diritto di replica che il decreto Carlucci vuole tramutare in “minaccia di querela”.
Paura di confrontarsi? Paura di ascoltare? Paura di cadere in povertà?
Molti di noi ci sono già nella povertà, nonostante tutto sopravviviamo pacificamente senza minacciare nessuno e senza imporre il volere di pochi a discapito del volere dei tanti.
Peccato che questa volta i “pochi” siano quelli che i soldi li hanno.
Una legge fatta giusto per loro.
Grazie Carl :-(

Carlucci: la libertà rende schiavi, le leggi liberi

Presentato il A.C. 2195 CARLUCCI: \"Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l\’istituzione di un apposito comitato presso l\’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni\" (2195)

\"Se è vero che, quando ci si trova in una
situazione in cui vi è un divario tra le
forze in campo, la libertà rende schiavi e
le leggi rendono liberi, non possiamo rinunciare
al tentativo di porre in essere un
argine alle troppe storture che la totale
anarchia della rete internet sta rendendo
sempre più pervicaci e invasive.\"

http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/16PDL0021370.pdf

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