Sono settimane che assistiamo ad un incessante ed inarrestabile proliferare di iniziative legislative e di governo che hanno come denominatore comune quello di criminalizzare Internet e di muovere da una presunzione di colpevolezza della Rete: l’obbligo di rettifica anche per tutti i titolari di “siti informatici” nel decreto intercettazioni, l’emendamento D’Alia, il ddl Barbareschi fu SIAE, il Comitato contro la pirateria digitale e multimediale (ma non anche per la promozione della Cultura digitale), il DDL Carlucci alias Rossi antipedoflia (ma in realtà Antipirateria) e, per finire la proposta Lorenzin (300 mila siti internet da chiudere per combattere l’anoressia).
Oggi è arrivata l’ultima e la più grave: il Ministro Angelino Alfano, Ministro della Repubblica ha pubblicamente dichiarato - in risposta ad un bambino della quinta elementare straordinariamente curioso (chissà perchè?) di sapere cosa il Ministro pensasse degli eccessi presenti in Rete - che sono allo studio misure tecniche per “intervenire su You Tube” e “frenare gli abusi sempre più frequenti su Internet”.
Trovo l’affermazione del Ministro Alfano di inaudita gravità e sintomatica di un approccio irresponsabile ai problemi dell’innovazione.
Innanzitutto a me sembra evidente - e non capisco come possa essere sfuggito all’On. Alfano - che un Ministro della Repubblica non possa “minacciare” iniziative censorie o repressive contro un’impresa straniera (né evidentemente italiana).
Cosa avremmo detto se Mr. Obama, per frenare il fenomeno della diffusione di armi nelle scuole americane - fenomeno che Alfano ritiene, evidentemente, non troppo diverso dal crescente utilizzo di Internet - avesse minacciato di fermare le importazioni di pistole Beretta?
Continuo, inoltre, a pensare - e son già stato costretto a scriverlo decine di volte nelle ultime settimane - che continuare a criminalizzare il media ed a fare del terrorismo sulla pericolosità di internet sia la scelta più miope e meno intelligente che il Palazzo possa fare in un momento di crisi profonda come questo.
Internet, le nuove tecnologie, la creatività rappresentano, in questo momento, per il sistema Paese una delle poche speranze di ripresa.
Pensare di chiudere la Rete nel Secolo della Rete non è solo utopistico e controcorrente ma anche irresponsabile perché significa condannare il Paese a restare nel presente in un contesto globale che guarda al futuro.
E solo ignoranza del fenomeno? Paura di ciò che non si conosce? Scarsa responsabilità politica?
Possibile ma, francamente, inizio a pensare che la criminalizzazione della Rete in atto e la mal celata volontà di regolamentarne le dinamiche alla stregua di principi e criteri assai più rigidi di quelli caratteristici delle dinamiche tradizionali, rientri in un preciso progetto di Governo: l’unico modo per garantire un futuro ai vecchi padroni dell’informazione (e quindi del Paese) è quello di garantirsi il controllo anche di Internet, primo strumento di comunicazione davvero democratico della storia dell’umanità.
Sostituite “Fofò” a “Gugù” nel video di apertura e, forse, verrà in mente anche a voi la straordinaria analogia tra quel bambino dell’età della pietra e qualcuno che oggi, primo giorno della primavera del 2009, ha raccontato ad un bambino di 5° elementare che il Suo Governo si prenderà cura di lui, tenendolo lontano da Internet.





on Mar 21st, 2009 at 12:34 am
mi fà molta impressione vedere il presidente (emea) insieme al country manager di google gongolare in questo video dove felici annunciano di avere realizzato il canale Youtube della Camera dei Deputati:
http://www.youtube.com/watch?v=RSTLYFRgmq8&feature=channel_page
poi appena usciti dall’ufficio è altresì emblematico notare come invece si esprima Fini (notate con estrema attenzione le parole che pronuncia) annunciando lo sbarco (poco trionfale) della Camera dei Deputati su youtube in quest’altro video dove afferma testualmente: “su youtube circola anche tanta porcheria”
http://www.youtube.com/watch?v=fZwotLC-1II&feature=channel_page
mi dispiace per gli amici di Google / Youtube (massimiliano non me ne volere) che appena finito il canale (probabilmente) si vedranno bannare l’intero sito …
… ironia della sorte o legge di Murphy ?
on Mar 21st, 2009 at 2:23 am
Qualcuno dice che si esagera quando si parla di “dittatura soft” ma questi ci tolgono, o almeno tentano di fare, un pezzettino di libertà alla volta e alla fine rimarremo senza niente…
Stanno massacrando la Rete con disegni legge a ripetizioni. Bloccano le intercettazioni, smantellano magistratura e istruzione, monopolizzano tv e giornali (basta vedere la spartizione dell’ultimo CDA della Rai)…
Sono decisamente preoccupato per la mia libertà!
on Mar 22nd, 2009 at 12:44 am
Su YT circola tanta porcheria.
Ebbè? Basta non guardarla!
Vivi e lascia vivere!
Ma ai fasci far capire questa basilare regola civile è utopia!
on Mar 22nd, 2009 at 11:45 am
Ma quale ignoranza! E’ un attacco in grande stile al libero e pubblico pensiero! Hanno iniziato dalla scuola e dall’università abbattuta senza colpo ferire ……….ora tocca alla rete: un duro lavoro. Ma qualcuno lo deve pur fare! Il partito azienda non cerca idee ma ottusi onanisti …… le idee verranno con la pubblicità!
on Mar 22nd, 2009 at 3:23 pm
Incredibile, davvero incredibile.Spero che chi usa internet, soprattutto quelli che lo fanno in maniera assennata, facciano sentire la propria voce, o ci troveremo un mezzo inutile tra le mani.
Purtroppo, il poter dire quello che si pensa, anche se non si insulta nessuno è scomodo.Il fatto che meno persone guardino le tv e usufruiscano dell’entertainment in maniera convenzionale(e non mi riferisco alla pirateria, ci sono tonnellate di materiale legale da visionare) è scomodo e urta gli interessi di molti.
Quale miglior occasione di riversare ogni male del mondo sulla rete e anzichè foraggiare l’offerta legale su questo mezzo, attaccare esso e relegarci al regresso.
Io mi sono gia’ mosso, spero che lo facciano anche tutti gli altri fruitori.
on Mar 22nd, 2009 at 5:22 pm
Mettereste una firma per promuovere la diffusione della cultura?
Se si andate su questo link:
http://firmiamo.it/legalize-p2p
on Mar 22nd, 2009 at 8:33 pm
La metà di chi governa non sa neanche cosa sia internet…oppure sa cos’è ma non sa come funziona dietro le quinte.
A mio onesto parere, l’on.le Carlucci e tanti altri, dovrebbero fare un corso di cosa sia la rete, come funzioni e soprattutto i vantaggi che offre.
Di sicuro non si rendono conto che i tempi sono cambiati e la rete è e sarà la protagonista del mercato del ventunesimo secolo.Distruggerla (si distruggerla avete letto bene…) con ddl ispirati alla famosa (e anche odiata e vietata) dottrina sarkozy è assurdo.
Anziché fare l’offesa e dimostrare totale ignoranza nella materia, sarebbe meglio che sì facesse un ripassino su cosa sia internet, il P2P, i vantaggi e come funziona.
E, intendiamoci, questa non è una offesa ma è un dato di fatto preso dalla realtà!
Speriamo nel buon senso degli altri politici e che l’UE e il rumore dell’utenza faccia fermare questo assassinio.
on Mar 23rd, 2009 at 4:52 pm
Direi che il governo si muove bene, riesce a far combaciare tutto perfettamente, prima le tv, poi la scuola adesso anche Internet il problema che lo fà nell’assoluta normalità e con il tempo che vuole.
Quando i politici potranno dirci cosa dire e cosa pensare non avremmo più bisogno di nulla.
Mi sembra che una cosa del genere sia già successa….