27mar

Le libertà fondamentali su Internet: il richiamo della UE.

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Dopo settimane e settimane di pessime notizie sul versante della politica dell’innovazione ed una pioggia di iniziative politico-legislative che hanno fatto temere il peggio per il futuro della Rete, almeno nel nostro Paese, finalmente è arrivata una buona notizia.

Questa mattina il Parlamento Europeo ha approvato con 481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni, una Raccomandazione con la quale richiama l’attenzione del Consiglio sull’esigenza di un equo contemperamento tra i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini e degli utenti nello spazio telematico e la pur necessaria repressione di fenomeni illeciti posti in essere on-line.

La Raccomandazione è da leggere tutta d’un fiato senza eccezioni ed è davvero difficile estrapolarne passaggi più rilevanti di altri.

Stavros Lambrindis, il Parlamentare Greco, relatore ed estensore della Raccomandazione (si tratta del signore del video qui sopra) ha fatto uno straordinario lavoro ed ha, sostanzialmente scritto almeno le linee guida di quello che potrebbe essere il famoso Bill of rights della Rete.

Ecco, alcuni stralci della relazione per i più pigri. Ai meno pigri ribadisco l’invito a leggerla nella sua versione integrale: se avete a cuore il futuro della Rete si tratta di una lettura imperdibile.

“Il parlamento (omissis) rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

a) partecipare agli sforzi volti a fare di Internet un importante strumento di emancipazione degli utilizzatori, un contesto che consente l’evoluzione di approcci “dal basso verso l’alto” e della democrazia elettronica, assicurando nel contempo che siano previste misure di salvaguardia significative dato che in questo settore possono svilupparsi nuove forme di controllo e di censura; la libertà e la protezione della vita privata di cui godono gli utilizzatori su Internet dovrebbero essere reali e non illusorie;
b) riconoscere che Internet può rappresentare una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva e che, a tale proposito, l’accesso alle reti e ai contenuti costituisce uno degli elementi chiave; raccomandare che la questione sia ulteriormente sviluppata sulla base del principio che ogni individuo ha il diritto di partecipare alla società dell’informazione e che le istituzioni e le parti interessate a tutti i livelli detengono la responsabilità generale di partecipare a questo sviluppo, lottando contro le due nuove sfide dell’analfabetismo elettronico e dell’esclusione democratica nell’era elettronica

(omissis)

l) procedere all’adozione della direttiva sulle misure penali finalizzate al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, dopo aver valutato, alla luce delle attuali ricerche sull’innovazione, fino a che punto sia necessario e proporzionato e vietando nel contempo, in vista di questo obiettivo, il controllo e la sorveglianza sistematici di tutte le attività degli utilizzatori su Internet e garantendo che le sanzioni siano proporzionate alle infrazioni commesse; al riguardo rispettare anche la libertà di espressione e di associazione dei singoli utilizzatori e combattere l’incitamento alla ciber-violazione dei diritti di proprietà intellettuale, comprese talune eccessive restrizioni di accesso instaurate dagli stessi titolari di diritti di proprietà intellettuale;

(omissis)

v)  condannare la censura imposta dai governi al contenuto che può essere ricercato sui siti Internet, soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico;
w) invitare gli Stati membri a garantire che la libertà di espressione non sia soggetta a restrizioni arbitrarie da parte della sfera pubblica e/o privata e ad evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione;

ac)  esortare tutti gli attori di Internet a impegnarsi nel processo in corso della “Carta dei diritti di Internet”, che si basa sui diritti fondamentali esistenti, promuove il loro rispetto e incoraggia il riconoscimento dei principi emergenti; al riguardo, un ruolo di primo piano incombe alla coalizione dinamica sulla Carta dei diritti di Internet;

L’auspicio è che le parole del Parlamento Europeo inducano M. Sarkozy ed i nostri politici italiani a rivedere le posizioni sin qui manifestate in materia di regolamentazione della Rete e politica dell’innovazione…

4 COMMENTS

Salve Guido e grazie per tenerci sempre informati sui deliri della politica in materia di Rete. Ho letto il tuo post, ma c’è qualcosa che non mi è chiaro: io ho appena pubblicato un articolo sulla prossima votazione in parlamento europeo degli emendamenti al Pacchetto Telecom che potrebbero mettere a serio rischio la NetNeutrality (http://pennedigitali.libero.it/2009/la-fine-della-rete-come-la-conosciamo/). Allora che valore hanno queste raccomandazioni? Leggo “Pieno e sicuro accesso a Internet per tutti”, ma poi le direttive europee vanno in un altro senso, o mi sbaglio?
Grazie

Questa mi sembra una buona notizia. Altra buona notizia mi pare questa proposta: http://unaleggeperlarete.wordpress.com/
Non ho approfondito, ma mi pare abbia degli spunti realmente positivi.

Raccomandazione?

Perché se una parlamentare, su suggerimento dell’industria può tranquillamente far discutere nelle opportune sedi una proposta di legge già bella che scritta, quando si tratta di porre dei principi importanti si fanno solo “raccomandazioni”?

Spero molto che con l’iniziativa dell’ Unione Europea soprattutto in materia di libertà di espressione, cambi qualcosa. In Italia la situazione della libertà di espressione in internet è vergognosa, e stanno minando ancora ogni giorno di più questo diritto fondamentale che dovrebbe essere in una vera democrazia.

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