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A colloquio con il Senatore D’Alia.

Il Senatore Vita con l’amico Arturo di Corinto mi hanno dato, oggi, l’occasione di scambiare due (ore di) chiacchiere con il Sen. D’Alia, balzato - ritengo suo malgrado - agli onori delle cronache nelle scorse settimane per l’ormai famoso emendamento.

Nel corso del colloquio dai toni - a tratti accesi - ma sempre nei limiti di quanto consentito da educazione, civilta ed etichetta, credo di essermi persuaso che il Senatore D’Alia non ha mai inteso, volontariamente, “censurare” la Rete ma, probabilmente, non si è reso conto  - e non sono, per la verità, sicuro neppure che lo abbia fatto oggi - che l’emendamento proposto, se approvato, produrrebbe, inesorabilmente, proprio un effetto censorio rispetto alla libertà di manifestazione del pensiero di milioni di cittadini.

Il Sen. D’Alia ritiene - e non ho ragione di dubitare della sua buona fede - che sia possibile tecnicamente, “se non oggi, domani o tra dieci anni”, effettuare un’attività di filtraggio chirurgico e che, in ogni caso, competerà ai Ministeri competenti elaborare un regolamento di attuazione sulle modalità di filtraggio con la conseguenza che, se tale concertazione non darà risultati - sono parole del Senatore - la disposizione di legge oggetto del suo emendamento, semplicemente, rimarrà inefficacie…

Confronto su idee, principi e soluzioni a parte, però, il Sen. D’Alia ci ha rassicurato su qualcosa di importante: alla Camera il testo dell’emendamento verrà ampiamente ridiscusso ed i suoi stessi colleghi di partito si faranno promotori di alcuni correttivi…

Ho ribadito al Senatore che vedo due sole vie d’uscita: (a) sopprimere l’emendamento o (b) adottare la soluzione proposta nell’emendamento Cassinelli all’emendamento ovvero, limitarsi a prevedere - cosa che peraltro potrebbe e dovrebbe ritenersi già appartenente al quadro normativo vigente - che l’autorità giudiziaria può ordinare, con provvedimento, naturalmente, motivato a chi ha immesso in rete il contenuto illecito di rimuovere detto contenuto e, in caso di inottemperanza a detto ordine può rivolgere detto ordine al gestore della piattaforma.

Mi sembra si tratti di una soluzione equilibrata, rispettosa dell’altrui libertà di informazione del pensiero e, soprattutto, scevra da ogni preconcetto circa la natura intrinsecamente “maligna” della Rete.

L’idea con la quale ci siamo lasciati è quella di riparlarne a breve, in un contesto allargato ed in modo ancor più costruttivo.

Mi auguro che questi propositi diventino realtà prima che sia troppo tardi e che l’emendamento venga approvato…

6 Comments on “A colloquio con il Senatore D’Alia.”

  1. #1 3my78
    on Apr 3rd, 2009 at 12:04 am

    Hai chiesto al senatore d\’alia se ha mai acceso un computer? Sarebbe stato un punto di partenza… (per lui)…

  2. #2 Spataro
    on Apr 3rd, 2009 at 1:40 pm

    Amointernet.it: per youtube italia nasce il centro di sicurezza.

    “Google annuncia oggi la disponibilità della versione italiana del Centro Sicurezza di YouTube, che contiene consigli di uso pratico e link a risorse che offrono supporto per affrontare nel modo migliore le principali problematiche del mondo online.”

    O uno Stato mamma per tutti o libertà e responsabilità senza presunzioni.

  3. #3 maria ferri
    on Apr 4th, 2009 at 12:27 am

    se fosse approvato saremmo in PIENA dittatura e certo non rivoteremmo mai coloro che abbiamo votato visto che non ci rappresenterebbero, anzi userebbero i ns voti CONTRO di noi
    MAI LA DITTATURA IN ITALIA e naturalmente non dovrebbe esistere nel mondo tanto criticato…Saremmo al livello della Cina..
    Internettiani…preparatevi a lottare contro l\’attuale governo anche se io in verita\’ l\’ho votato da sempre…l\’ho votato perche\’ ho creduto…ripeto non rifarei mai piu\’ lo stesso eventuale errore

  4. #4 bruno saetta
    on Apr 4th, 2009 at 10:28 am

    In questo video ( http://www.youtube.com/watch?v=CjmAzRnllWU ) mi pare che D’Alia sappia bene cosa vuol fare e le conseguenze delle sua azioni. Poi posso anche sbagliarmi, per carità, ma se D’Alia non sapesse realmente le conseguenze delle sue leggi, come senatore avrebbe il dovere di dimettersi e tornarsene a casa. Non è ammissibile che un senatore non conosca l’oggetto del suo legiferare e le conseguenze delle sue leggi. Non si pretende che ogni senatore sappia tutto di tutto, ma almeno che legiferi in materia di cui ha conoscenza.

  5. #5 Matteo
    on Apr 5th, 2009 at 12:18 pm

    Quello che mi preoccupa è proprio questa presunta possibilità di attuare “attività di filtraggio chirurgico”, ma soprattutto il fatto che “competerà ai Ministeri competenti elaborare un regolamento di attuazione sulle modalità di filtraggio”.

    Tecnicamente sarà anche inconsapevole, ma per quanto riguarda gli effetti non ce la faccio a credergli.

  6. #6 FrancoK
    on Apr 8th, 2009 at 1:57 am

    [QUOTE]Nel corso del colloquio credo di essermi persuaso che il Senatore D’Alia non ha mai inteso, volontariamente, “censurare” la Rete”[/QUOTE]

    Le strade per l’inferno solo lastricate da buone intenzioni.

    Peccato fosse una chiacchierata e non una intervista, sarebbe stato interessante sentire il dialogo.

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