Il titolo del post, segue quello del post di ieri e del mio articolo di oggi su Punto Informatico…
Navigando tra gli articoli della stampa francese relativi all’approvazione della legge Sarkozy-Olivennes, infatti, mi sono imbattuto in questa inquietante notizia de Le Figaro secondo la quale il 20 gennaio scorso il Ministro dei beni e delle attività culturali italiano Sandro Bondi avrebbe sottoscritto un accordo con M.me Albanel, Ministro francese della cultura e delle comunicazioni attraverso il quale il nostro Paese si sarebbe impegnato a seguire l’esempio francese in materia di antipirateria digitale e multimediale.
Se la notizia fosse confermata – o più semplicemente non venisse smentita – si tratterebbe, a mio avviso, di un fatto gravissimo dal punto di vista politico ed istituzionale in quanto, evidentemente, sussistono accordi mantenuti segreti tra Italia e Francia nell’ambito dei quali il destino della cultura digitale e della libertà di manifestazione del pensiero dei cittadini italiani sarebbe stato, in realtà, già scritto.
La circostanza diviene ancor più inquietante se si considera che proprio il 14 gennaio 2009, dopo aver atteso oltre 4 mesi dalla sua istituzione attraverso il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 settembre 2008, il Ministro Bondi ha ritenuto di dare l’annuncio dell’insediamento dell’ormai famoso Comitato contro la pirateria digitale e multimediale il cui coordinamento venne poi affidato al Prof. Masi, oggi Direttore Generale della RAI.
Il Comitato che – stando a quanto dichiarato dal suo stesso coordinatore avrebbe dovuto ultimare i suoi lavori in soli 60 giorni – non ha, in realtà, sin qui prodotto alcun risultato né svolto alcuna concreta attività se si eccettuano due pomeriggi di audizione di alcuni dei rappresentanti dei protagonisti del mercato e dell’industria dei contenuti digitali.
Sorge, dunque, il sospetto che l’istituzione del Comitato e la grande enfasi posta nell’esigenza di concludere la sua attività in soli 60 giorni abbiano, in realtà, rappresentato il tributo che il nostro Governo ha dovuto e voluto pagare per sedersi al tavolo della negoziazione dell’accordo con i francesi.
Questo, tuttavia, significherebbe che, nonostante le rassicurazioni sin qui fornite tanto dall’On. Bondi nella conferenza stampa di insediamento del Comitato che dal Prof. Masi, il nostro Governo ha già maturato il convincimento di voler seguire l’esempio francese per la lotta alla pirateria, anzi, si è addirittura impegnato in tal senso con il Ministro della cultura d’oltralpe.
E’, a questo punto, indispensabile, che il Ministro Bondi smentisca le notizie apparse sulla stampa francese a proposito del citato accordo o, piuttosto, lo renda pubblico, accettando, tuttavia le conseguenze connesse alla gravità della sua condotta.





on Apr 7th, 2009 at 6:28 am
leggi:
http://www.imaie.it/pdf_dagliuffici/INFORMATIVA%20AffariLegali%20N4.pdf
Caso CISAC e licenze paneuropee
Italia - la SIAE ha fatto ricorso contro la decisione della
Commissione Europea che accusa 24 Società d’Autori europee di
adottare pratiche “restrittive della concorrenza” nelle licenze per
l’uso delle opere online.
Settembre 2008
on Apr 7th, 2009 at 9:47 am
Gia’ noto..
http://is.gd/r9FY
http://is.gd/lYIg
on Apr 8th, 2009 at 10:28 pm
ok qui bisogna iniziare a diffondere la cosa in rete non è possibile rimanere spettatori !!!