Ho letto con grande interesse su Punto ed altrove della recentissima vicenda che vede contrapposto Big G al dipartimenti della giustizia USA che avrebbe posto in dubbio la legittimità della mega-transazione da oltre 125 milioni di dollari con la quale Google si augurava di poter venir fuori dalla class action che lo vede contrapposto a centinaia di editori ed associazioni di categoria in relazione all’attività svolta nell’ambito del progetto Google Book search.
La premessa è che non sono un esperto di antitrust americano e che, quindi, quello che scrivo va letto - in questo caso ancor più del solito - con spirito critico e verificato.
Secondo il dipartimento della giustizia l’accordo transattivo potrebbe doversi considerare illegittimo perché rischierebbe di porre google in una sorta di monopolio di fatto nel mercato dell’editoria digitale.
Mi sembra un assunto difficile da condividere per diverse ragioni.
Innanzitutto è sufficiente leggere l’atto transattivo che Google sottoscriverebbe con gli editori e le associazioni di categoria per avvedersi che detto atto non prevede alcuna esclusiva nei confronti di Big G e che, quindi, anche a seguito della sua sottoscrizione gli autori, gli editori e le associazioni che li rappresentano, resterebbero liberi di perfezionare analoghi accordi con decine o centinaia di aspiranti concorrenti di google ed editori digitali.
Riporto qui di seguito il testo dell’art. 2.4 della transazione:
2.4 Non-Exclusivity of Authorizations. The authorizations granted to Google
in this Settlement Agreement are non-exclusive only, and nothing in this Settlement
Agreement shall be construed as limiting any Rightsholder’s right to authorize, through
the Registry or otherwise, any Person, including direct competitors of Google, to use his,
her or its Books or Inserts in any way, including ways identical to those provided for
under this Settlement Agreement.
L’accordo, in ogni caso, altro non è se non una transazione che ha il solo scopo di “legittimare” negozialmente ciò che - più o meno - Google sta già facendo con la conseguenza che non sarebbe in nessun caso l’atto transattivo a dar vita al fantomatico monopolio ma, semmai, la condotta stessa di Google che negli ultimi anni ha scelto di digitalizzare un enorme patrimonio librario.
Non credo, tuttavia, che l’intraprendenza e la lungimiranza del gigante di mountanview possano essere giudicati illeciti o contrari alla disciplina antitrust.
Sarebbe come se, a suo tempo, si fosse vietato a Bic di produrre le sue penne a sfera.
Trovo d’altra parte curioso che l’allarme antitrut sia lanciato proprio in un momento nel quale si è consentito ad Apple di brevettare il suo Multi-touch chiudendo così decine di possibili linee di sviluppo tecnologico e si è prorogato a 70 anni dopo la morte dell’autore il diritto di sfriuttamento sull’opera.
Questi ultimi, a me sembra, sono condotte che minacciano la concorrenza molto più di quanto non possa fare un accordo transattivo.





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