Come promesso nel mio ultimo post, approfittando di qualche trasferimento in giro per l’Italia più lungo del previsto, ieri, sono riuscito a mettere insieme qualche riflessione in più sul DDL presentato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati in tema di diritto all’oblio: le trovate in questo pezzo su Punto Informatico che ha accettato ancora una volta (grazie per la pazienza!) di ospitarmi.
L’ho già scritto ma vale la pena di ripeterlo: è una questione incredibilmente complessa e non ho - come, peraltro, in molte altre occasioni - verità assolute né certezze da racontare.
Mi sembra, tuttavia, che sia leggendo i commenti al precedente post che i primi arrivati su Punto Informatico all’alba di questa mattina, la materia si presti ad un dibattito ampio ed approfondito dal quale, il Parlamento, se vorrà potrà trarre utili spunti per migliorare il DDL o - ed è francamente la soluzione che continuo a preferire - rinviarne la discussione ad un momento nel quale la discussione sul tema abbia condotto a più sicuri approdi e, soprattutto, ad un contesto normativo di più ampio respiro geo-politico di quanto non ne abbia una legge italiana per disciplinare un fenomeno globale come la memoria della Rete.
Vi segnalo - perché spesso si fa fatica a navigare tra i commenti - alcuni spunti di riflessione ed approfondimento interessanti (lo sono tutti in realtà e questo è un indice di grande matutità della Rete: Carmelo Fontana sottolinea - ed è un argomento che condivido da sempre - la differenza che c’è tra “riproporre” un fatto di cronaca del passato e rendere accessibile un articolo di cronaca del passato, Giacomo ha dedicato al tema un ampio approfondimento che trovate qui , mentre in alcuni commenti al pezzo di questa mattina mi segnalano questo bel contributo sul tema generale del diritto all’oblio e mi ricordano il progetto archive.org . Sempre in un commento al mio primo post sull’argomento, poi, Luigi Rosa richiama alla memoria 1984 di G. Orwell e della storia scritta sotto dettatura dello Stato a seconda delle esigenze di controllo.
Mi sembra un bel dibattito che mi auguro contribuirà a consentire di individuare una posizione di maggior compromesso - auspicabilmente attuabile e non solo “minacciabile” - tra la libertà all’informazione e quella all’accesso alle pagine della storia d’Italia ed il diritto all’oblio sul quale, tuttavia, mi piacerebbe si discutesse non come un monolite immodificabile ma come uno dei tanti principi di diritto che i tempi, la cultura, la società e la globalizzazione possono indurre a ripensare, rivedere e correggere.
Grazie a tutte/i per la partecipazione e la passione.





on Giu 25th, 2009 at 9:33 am
Perchè internet e non le fiction televisive? Perchè internet e non tutta l’informazione, anche i giornali?
Sembra proprio un accanimento.
on Giu 25th, 2009 at 3:31 pm
il problema, secondo me, nasce proprio da internet che conserva in modo alquanto raffazzonato notizie ed opinioni e quant\\\’altro, rendendole accessibili nel tempo ben più che la carta stampata, nonché nei motori di ricerca che scelgono una o l\\\’altra voce a seconda della chiave data.
e sta anche nella distrazione o \\"pigrizia\\" di chi usi google o simili fermandosi alla prima \\"notizia\\" trovata, magari in appoggio alle sue stesse opinioni, riportandola poi per vera e soprattutto recente, attuale, senza apparentemente il minimo dubbio.
on Giu 25th, 2009 at 11:10 pm
Domanda: il diritto all’oblio si applica ai fatti di circa 10 anni fa’ riportati oggi da Il Giornale?
prescindendo dalla probabile diffamazione ai danni di D’Alema (visto che il suo accostamento con i fatti e’ a dir poco suggestivo…), il nuovo interesse per vicende simili e attuali (i presunti rapporti di Berlusconi con prostitute) e’ sufficiente a giustificare la riproposizione di una notizia altrimenti non attuale? boh… forse si’.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361376
on Giu 26th, 2009 at 12:02 pm
Quoto Fontana qui sopra. Perchè questi dibattiti riguardano sempre la rete e mai la televisione e la carta stampata ? Perchè, per fare un esempio, non si apre un dibattito sulle foto di nudo di una attrice riproposte dopo 30 quando quell’attrice ha cambiato vita da tempo ?
Ogni giorno ci sono nuove regole per la rete, i siti e i blog, mentre le TV e i giornali fanno il comodo loro, tanto i cittadini non possono accedere a TV e giornali. Il punto è questo per me, il resto sono solo sovrastrutture e strumentalizzazioni.
Tra le tante, troppe leggi, che si applicano alla rete, ne passeranno prima o poi, rendendo impossibile la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del paese.
Sono sinceramente tentato di chiuderlo, il mio blog!
on Giu 26th, 2009 at 5:12 pm
Io chiuderei internet per 1 giorno e poi vedere cosa succede…per protesta contro queste leggi e provvedimenti idioti, assurdi e fatte da ignoranti lobbisti.Che ne dite?(ammetto che è una proposta da malato mentale però anche queste leggi non sono da meno…)
on Giu 26th, 2009 at 7:17 pm
Questione spinosa, caro Guido, sia per la delicatezza del tema, sia per le modalità con le quali viene trattato. In linea di principio, credo che nessuno di noi sia contrario all’affermazione e regolamentazione del diritto all’oblio, alla cancellazione della gogna elettronica: il danno che può derivare dall’utilizzo ‘distorto’ e tendenzioso delle informazioni è di tutta evidenza.
Come sa altrettanto bene chi si occupa di ‘online reputation’. Ma temo che anche stavolta la strada necessiti di correttivi: un po’ per il fattore temporale; un po’ per il ruolo attribuito ancora una volta ai gestori (fantomatico e non meglio definito personaggio della Rete) di siti web e blog, costretti ad operazioni complesse e finalizzate ad una presunta difesa della privacy. Poi c’è la parte relativa alle eccezioni, che sembra portare il ddl in tutt’altra direzione. E allora consentimi una domanda, che ormai sono mesi che la fa da padrona nella mia/nostra attività di ricerca e studio: a che pro? lo chiedo realmente, al di là delle finalità appalesate…cui prodest?
Un caro saluto.
on Lug 3rd, 2009 at 11:03 am
Nuovi sviluppi.
Nella relazione del garante della privacy in parlamento di ieri 2 luglio:
“Nuovo e di grande rilievo il problema della pubblicazione on line degli archivi dei giornali e delle testate televisive.
Qualunque fatto del passato, purché contenuto in questi archivi, viene riproposto nel presente. Il che, collegato con i motori di ricerca e con la loro caratteristica di decontestualizzare le notizie catturate in rete, provoca problemi inediti, potenzialmente lesivi della vita delle persone.
Il passato diventa un eterno presente e non vi è più possibilità di sperare che vicende anche dolorose, appartenenti ad anni lontani della esistenza di una persona cadano nell’oblio, confinate negli archivi tradizionali.”
Testo integrale su:
http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Attivit%E0+dell%27Autorit%E0/Relazioni+annuali+al+Parlamento/2008
E’ veramente un tema così nuovo e preoccupante? Perchè il garante della privacy interviene ora?
La WaybackMachine di archive.org fornisce pagine dal 1996 per contrastare il problema della estrema fluidità dell’informazione elettronica.
Credo che il nocciolo della questione sia quel “potenzialmente lesivi” del discorso del garante. Anche cancellare forzatamente informazioni è potenzialmente lesivo.