Molti amici e colleghi di penna (o piuttosto di blog) mi hanno scritto e chiamato nelle ultime ore per rappresentarmi con toni e forme diverse la propria perplessità circa il fatto che la “giornata del silenzio” sia la soluzione migliore per protestare contro il DDL intercettazioni, facendomi presente che, a loro avviso, sarebbe più utile una “giornata del rumore” ovvero una giornata nell’ambito della quale l’intera blogosfera parlasse all’unisono delle disposizioni ammazza-internet contenute nel DDL intercettazioni.
La premessa è che né io né Alessandro né gli altri amici con i quali abbiamo promosso l’iniziativa siamo portatori di verità assolute ed è dunque, ben possibile, che esistano forme e modi di “protesta” più efficaci.
Nelle ultime ore, proprio per questo, abbiamo lanciato sulla piattaforma una discussione in ordine all’individuazione di altre possibili forme di manifestazioen del “NO” della Rete al DDL Alfano.
L’idea della “giornata del silenzio” è nata nel mondo dei giornalisti dei media tradizionali che attraverso essa, con una scelta che ritengo nobile e coraggiosa, hanno ritenuto di manifestare all’unisono il proprio dissenso rispetto a quanto sta accadendo.
Nel loro caso sarebbe, temo - e lo dico con rammarico - impossibile pensare di usare dei media che appartengono agli editori per spendere un’intera giornata a dire NO al DDL Alfano.
In Rete, la protesta, può, ovviamente, attuarsi in forme diverse ma l’idea di dedicare tutti un post o una pagina di identico contenuto - che potrà avenetualmente seguire e precedere fiumi di parole diverse - contro il DDL Alfano mi semba un modo rumoroso ed anzi fragoroso di farsi sentire e di scongiurare il rischio che l’iniziativa non passi inosservata.
I post del 13 e quelli del 15, d’altro canto, resteranno li, a pochi bit di distanza da quello del 14 sul quale campeggerà un logo che - anche in questo caso - non invita certo al silenzio perché reca il messaggio: “questo blog alza la voce contro il decreto Alfano”.
Egualmente si sta pensando di organizzare per la sera del 13 o per la giornata del 14 un incontro a Roma, non lontano dai Palazzi della politica, per far sentire, una volta di più la nostra voce.
In ogni caso, non importa come ed in che forma ma, credo, che l’unica cosa che conta davvero è che la Rete si mostri unita contro il poco rispetto e le istanze liberticida che il Palazzo continua a riservarle.





on Lug 5th, 2009 at 12:47 pm
Inziativa lodevole, infelice però il testo del bannerino, considerando che non esiste un “decreto” Alfano.
Non era meglio mettere ddl intercettazioni o ddl “Alfano”?
on Lug 5th, 2009 at 12:51 pm
vero…
g.
on Lug 5th, 2009 at 12:58 pm
Sul modo-metodo ho detto la mia qui:
http://www.dariosalvelli.com/2009/07/lo-sciopero-in-rete-non-funziona
Secondo me è importante come dici nel finale del post che chi è contrario (ed immagino lo siano tutti) su unisca e che fino al 14 ci siano proposte, discussioni, ben vengano ordini del giorno ma non bastano. Gli incontri devono esserci non solo a Roma ma decentralizzati: avevo proposto a Gilioli di fare un dibattito pubblico stile l\\\\\\\’Espresso (magari ad Excite in live streaming) senza i soliti noti con contributi aperti a tutti così che l\\\\\\\’incontro fisico sia poi anche accampagnato da chi non può esserci.
Credo ci sia tempo per organizzare una cosa del genere, l\\\\\\\’importante è fare: visto che si parla di testo e che l\\\\\\\’idea della sostituzione sembra tramontata fare un bel decalogo poi non sarebbe male.
on Lug 5th, 2009 at 3:33 pm
Al di là della forma di protesta che si riterrà di attuare, l’importante è dare un segnale chiaro, e cioè che il mondo della rete è consapevole dell’importanza della rete medesima come veicolo di informazione e partecipazione democratica, e quindi è unito per difendere i suoi diritti.
on Lug 5th, 2009 at 3:50 pm
http://appuntinovalis.blogspot.com/2009/07/14-luglio-un-silenzio-rumoroso.html
Grazie
on Lug 6th, 2009 at 5:21 pm
Ottima iniziativa. Ho già programmato il post-sciopero per il 14 luglio.
on Lug 7th, 2009 at 1:14 am
E’ un tipo di protesta adatto ai media tradizionali e non alla rete, che a mio avviso dovrebbe avere una voce più nuova anche nelle critiche. Una giornata di silenzio nella stampa tradizionale è più percepita secondo me, mentre nelweb è solo una goccia in un oceano di informazioni che continueranno a riempire la rete.
L’importante comunque è che traspaia una importante partecipazione fisica che sta dietro al mondo del web che spesso viene poco considerato perchè non si riesce ad avere mai bene idea di quante persone ruotino effettivamente attorno ad esso.