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DDL Alfano: Non basta un OdG per salvare la Rete.

La mobilitazione della Rete negli ultimi giorni e l’impegno personale di tanti amici, profondi conoscitori di Internet e della politica (grazie Stefano e Marco), hanno già condotto ad un primo importante risultato: alcuni parlamentari (grazie all’On. Palmieri e al Sen. Malan), infatti, si sono dichiarati disponibili a mediare tra la Rete ed il Palazzo e proporre al Senato l’approvazione di un Ordine del giorno che impegni il Governo ad interpretare restrittivamente le disposizioni di legge sull’obbligo di rettifica nel senso di ritenerle applicabili alle sole testate telematiche.

E’ una buona notizia ma, al riguardo, occorre essere estramente chiari.

L’eventuale approvazione dell’ordine del giorno, infatti, non risolverebbe nessun problema e, per questo, non son d’accordo con Stefano che oggi scrive che la protesta “salvo sorprese non dovrebbe servire“.

Un ordine del giorno parlamentare (qui la ermetica spiegazione contenuta sul sito del Senato) non è altro - ed è bene sottolinearlo - che un atto di indirizzo parlamentare attraverso il quale i rappresentanti del potere legislativo indicano al potere esecutivo (Governo) la propria volontà che una determinata norma di legge venga interpretata in un certo modo.

E’ noto, tuttavia, che le leggi le applicano i giudici e che questi ultimi - per fortuna - non sono, almeno per il momento, soggetti al Governo.

L’approvazione dell’ordine del giorno, pertanto, lascerebbe inalterata - in concreto - l’attuale situazione di rischio per la sopravvivenza della Rete: chiunque, all’indomani dell’eventuale approvazione del DDL Alfano nella sua attuale formulazione potrebbe esigere da un blogger o dal gestore di una qualsiasi piattaforma di condivisione di informazioni o contenuti la rettifica di una notizia che lo riguarda e, il blogger, non potrebbe certo limitarsi a rispondere con una mail nella quale dar conto dell’intervenuta approvazione dell’ordine del giorno del quale si sta discutendo in queste ore (ammesso anche che riesca a ritrovarne traccia nei meandri del sito istituzionale del nostro Senato).

E’ per questo che un ordine del giorno non basta e che - specie se come anticipato dal Ministro Alfano, il DDL sarà discusso al Senato senza la ghigliottina del voto di fiducia - sarà piuttosto necessario che venga approvato l’emendamento già proposto qui e attorno al quale Marco Camisani ha costruito un bel wiki per discuterlo e migliorarlo.

Per il momento, quindi, mi sembra indispensabile continuare a firmare la lettera ai capi gruppo del Senato ed ad aderire alla protesta che stiamo promuovendo qui.

2 Comments on “DDL Alfano: Non basta un OdG per salvare la Rete.”

  1. #1 Stefano Quintarelli
    on Lug 6th, 2009 at 3:54 pm

    certamente non e’ un ordine del giorno a salvare la rete.
    occorrerebbe qualcuno che mettesse mano al portafogli e ricapitalizzasse qualche operatore, in primo luogo…

    ;-)

    poi, che ci sia il rischio che un giudice disattenga una interpretazione autentica, e’ ovviamente possibile. (anche per norme assi piu’ limpide di questa)

    Se cosi’ non fosse, se ogni decisione fosse perfetta, a cosa servirebbero 3 gradi di giudizio ?

  2. #2 admin
    on Lug 6th, 2009 at 9:08 pm

    Stefano,
    concordo…e soprattutto mi chiedo a che servirebbero gli avvocati! ;)
    Scherzi a parte, il problema è che il giudice l’ordine del giorno non sa neppure dove andarlo a cercare e, comunque, non è tenuto ad interpretare le norme alla stregua di un ordine del giorno.
    Il problema è comunque superato. A questo punto chiunque abbia buona volontà non deve far altro che votare a favore dell’emendamento.

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