Ricevo e volentieri pubblico (nei commenti avrebbe rischiato di non esser sufficientemente leggibile) la risposta di Filippo Facci al mio post di ieri.
Caro amico, quello che pochi capiscono è che le persone possono avere ancora la meglio su qualsiasi sovrastruttura. IO non sono interno al Giornale, sono un collaboratore - anche di altri giornali - che propone articoli. Così è stato anche ’stavolta, quindi sono io che sono libero o che non lo sono.
Per il resto, l’esemplificazione di una parte delle cose che volevo dire sta nel fatto che il cretino qui sopra - quello che mi da di giullare - ovviamente non si firma in maniera riconoscibile - tutti uguali - e io che dovrei fare? Di persona non me lo direbbe, perché li conosco: si sciolgono. Ma dicevo: che dovrei fare? Prendermela con te solo perché hai avuto il torto di metterci la faccia e pure la foto? E’ lui lo stronzo, non tu. E’ questa la creatività che va salvaguardata?
Prendo atto della “terzietà” ed “indipendenza” di Facci rispetto a Il Giornale anche se credo che il problema non sia che lui sia tenuto o meno a sostenere una certa posizione quanto piuttosto che se ne avesse sostenuta una diversa il pezzo non sarebbe stato pubblicato ovvero avrebbe fatto la fine del mio commento.
Magra consolazione quella di sapere che Facci si sente indipendente ma che il giornale - o uno dei giornali - sui quali scrive non lo è affatto!
A prescindere da questa questione di “metodo”, resta inevaso il problema di “merito”.
La disposizione sull’obbligo di rettifica non ha niente a che vedere con il tema dell’anonimato sul quale Filippo Facci ritorna nel suo commento prendendosela con uno degli utenti che gli ha dato del “giullare”.
L’anonimo - salvo che non gli si riesca a sfilare il cappuccio - non può, evidentemente, essere trascinato davanti a nessun giudice né in caso di omessa rettifica né in nessun altro caso.
Ringrazio, comunque, Facci per la Sua risposta.
Dal confronto e dal dialogo si ha sempre occasione di guadagnare, crescere ed imparare.





on Lug 8th, 2009 at 3:20 pm
Poco caro Facci, io il cappuccio non ce l’ho, ho un nome, cognome e una faccia, se vuoi ti do anche numero di telefono e indirizzo e ti dico: non sei un giullare ma peggio, sei pericoloso perché fai parte (non so quanto inconsciamente) di un minculpop diffuso che ottunde la decenza come una cappa di pece. O di feci, quel che più preferisci visto il tuo alto stile nell’esprimerti su queste stronzate chiamate blog….
on Lug 8th, 2009 at 3:47 pm
«L’anonimo - salvo che non gli si riesca a sfilare il cappuccio - non può, evidentemente, essere trascinato davanti a nessun giudice né in caso di omessa rettifica né in nessun altro caso.»
Osservazione ineccepibile. Quindi se ci sarà l’obbligo di rettifica, ci saranno più o meno anonimi (o utenti responsabili, per generalità) di prima? Chi non vorrà più scrivere in forma nominativa (o responsabile) per timore, riuscirà a fare a meno di scrivere in forma anonima (o meno responsabile, in generale)? E in caso di aumento, una successiva eventuale legge contro l’anonimato (o contro la minore responsabilità) riuscirebbe addirittura anche a diminuirli rispetto all’inizio della legistlatura? (Altrimenti non sarebbe una legge “contro”, né migliorerebbe la situazione rispetto all’inizio della legislatura, una delle date papabili come termine di paragone). Nell’informatica di tutti i giorni (non quella militare) nessuna contromisura è inviolabile (lo dico per cultura), e i primi a eluderle sono proprio i “dritti” (senza offesa per nessuno!) che si vorrebbe limitare. Quindi i nuovi anonimi (o meno responsabili) sarebbero più o meno “dritti” di quelli prima? Perché effettuare una sorta di “selezione naturale” degli anonimi più “dritti”, inventando contromisure mai inviolabili? Domande non retoriche ma aperte a commenti. Complimenti per il blog, spero di non essere uscito troppo fuori tema non avendo commentato la risposta di Facci ma solo la sua frase che ho citato.
Un anonimo riservato
on Lug 8th, 2009 at 4:09 pm
Sì appunto la sostanza, la stortura la bruttura è proprio quella: si prende come scusa cose che non dovrebbero avvenire (come le ingiurie aninime e non) e si vuol far credere che quello che verrà promulgato serve per colpire per punire quelle cose, quiando invece ci sono già delle leggi per punire chi ingiuria qualcon altro.
Non capisco proprio perché si vuole insistere in qualche modo a sostenere che il 14 luglio ci sarà uno sciopero contro quel provvedimento, protesta che non vuole certo tutelare nè l’anonimato nè il “diritto ad offendere” come è stato scritto sul pezzo.
on Lug 8th, 2009 at 4:56 pm
Perdere tempo con discussioni infruttuose (non c\’è peggior sordo di chi non vuol sentire!) lo vedo inutile. Il problema non è dato dai giornalisti, ma da chi dirige i giornali che non consente che si parli di cose che a loro non fanno comodo.
Poi ci sono i giornalisti che provano a scrivere fatti veri, e quelli invece che si adeguano e scrivono ciò che piace al padrone.
Ma il problema è sempre dato da chi dirige il giornale.
on Lug 12th, 2009 at 3:44 pm
Ho fatto un post sull\’attacco del signore in oggetto, mi sono soffermata su quante volte ci ha dato del \"cretini\", anonimi che vogliono conservare il diritto all\’insulto e alla diffamazione etc…
Di fatto c\’e\’ che lui, se non da del cretino o dello stupido all\’interlocutore di turno non si realizza, ha sempre bisogno di misurarsi con la sua specie di appartenenza?
Nome Tina
Cognome Campolo
Torino
Come vede egregio signore, ci metto la faccia col nome e cogneme, se mi si da della cretina non posso che rispondere per le rime.
Tina
on Feb 19th, 2010 at 10:31 am
mi piace vederlo perchè è straordinario come un burattino sappia ripetere a memoria quello che gli insegna il suo maestro