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Emendamento SI o emendamento NO.

Leggo un’intervista di Alessandro all’On. Palmieri sulla vicenda che, in questi giorni, tanto sta facendo discutere in Rete.

L’On. Palmieri - che ha tutta la mia stima personale per essere uno dei pochi assieme probabilmente al collega Cassinelli ad essersi davvero occupato dei problemi della Rete - dice di non voler polemizzare con me a proposito della mia affermazione secondo la quale l’ordine del giorno che - grazie all’opera sua, di Stefano Quintarelli e di Marco Camisani - il Sen. Malan si era dichiarato disponibile a presentare, non sarebbe stato sufficiente a “salvare la Rete”.

A mia volta non voglio polemizzare con l’On. Palmieri ma, posto che non tutte le centinaia di migliaia di persone che stanno seguendo questa vicenda conoscono le dinamiche parlamentari, per amor di chiarezza, avverto l’esigenza di una precisazione sull’attuale situazione e sugli scenari futuri.

Quando il Sen. Malan si è dichiarato disponibile a presentare un ordine del giorno che impegnasse il governo a dare un’interpretazione restrittiva e “salva-internet” del DDL intercettazioni, l’ordine del giorno era il massimo che si potesse chiedere al Parlamento perché se - come all’epoca sembrava quasi certo - il DDL fosse arrivato al Senato “blindato” non ci sarebbe stato spazio per la presentazione di alcun emendamento.

Successivamente però - a prescindere dalle ragioni per le quali ciò sia accaduto - il DDL è stato dichiarato “modificabile” dallo stesso Ministro Alfano che ha chiarito come il suo disegno di legge avrebbe seguito l’ordinario iter parlamentare ed avrebbe pertanto potuto essere emendato.

Da quel momento - ed è stato allora che ho scritto che un ordine del giorno non avrebbe “salvato la Rete” - è divenuto possibile presentareun emendamento nel quale piuttosto che “suggerire” interpretazioni il Parlamento avrebbe potuto manifestare una INEQUIVOCA volontà legislativa nel senso di ESCLUDERE BLOG e SITI DI INFORMAZIONE NON PROFESSIONISTICA DALL’APPLICABILITA’ DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI OBBLIGO DI RETTIFICA CONTENUTE NEL DDL ALFANO.

LA STORIA RACCONTA CHE L’ITALIA DEI VALORI CON IL SENATORE BELISARIO HA RACCOLTO LE ISTANZE SOSTENUTE DAL RUMOROSO SILENZIO DELLA BLOGOSFERA E HA PRESENTATO L’EMENDAMENTO NECESSARIO A PORRE LA RETE AL RIPARO DA OGNI RISCHIO.

A questo punto non c’è spazio per ambiguità di sorta: chi crede che la blogisfera ed i siti di informazione non professionistica non possano e non debbano essere soggetti all’obbligo di rettifica DEVE votare ed appoggiare l’emendamento dell’Italia dei Valori (a prescindere da colori e bandiere) chi crede il contrario potrà e dovrà votare contro assumendosi, ovviamente, la responsabilità delle conseguenze che, per questa via, verranno inevitabilmente a prodursi nel mondo dell’informazione in Rete.

Non si tratta - l’ho scritto spesso ma lo ripeto per rispobdere alla richiesta in tal senso dell’On. Palmieri - di sollevare o meno i blogger dalla responsabilità per quello che scrivono perché è SACROSANTO che rispondano (non c’è libertà senza responsabilità) ma, più semplicemente, di sollevare la blogosfera da una sovrastruttura burocratica - nata e concepita oltre 50 anni fa per il mondo della stampa - inadeguata alle dinamiche dell’informazione non professionistica on-line.

E’ per questo che mi piacerebbe - e credo che in Rete in molti apprezzerebbero - se il Sen. Malan o altri suoi colleghi di partito, trasformassero l’originaria disponibilità a presentare un ordine del giorno nella disponibilità a sostenere l’emendamento presentato dal Sen. Belisario.

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